Sicurezza
Chiudono le scuole medie: "Così fate morire il paese"
Annuncio choc per Scarlino, famiglie sul piede di guerra e commercianti in allarme: "Un colpo per la comunità"
SCARLINO. L’assemblea pubblica doveva servire a presentare la nuova scuola media che aprirà a settembre a Scarlino Scalo. Ma la vera novità, per il paese, è stata un’altra, molto meno gioiosa della coloratissima facciata del nuovo plesso.
Per una scuola nuova di zecca che apre allo Scalo, se ne chiude infatti un’altra, la storica scuola media in via Citerni, in paese. Chiude e non riaprirà più come media (ospiterà le elementari), infliggendo al capoluogo la perdita di un servizio che non riguarda solo i giovanissimi e le loro famiglie ma si ripercuote sull’intera comunità. Già preoccupata per le conseguenze che la chiusura delle scuole medie avrà sugli equilibri sociali ed economici del paese.
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La doccia fredda i genitori degli alunni (oggi una cinquantina) che frequentano le medie a Scarlino paese se la sono sentita rovesciare addosso dalle parole dell’assessora all’istruzione Francesca Mencuccini.
Lo spettro della chiusura delle medie si aggirava ai piedi della rocca aldobrandesca già da tempo. «Lo scorso febbraio – spiegano alcuni genitori – chiedemmo al sindaco Marcello Stella di convocare un’assemblea pubblica a Scarlino perché volevamo parole chiare sul futuro della scuola. Quell’assemblea non è mai stata convocata. Nei giorni scorsi, però, ne è stata convocata un’altra allo Scalo per presentare la nuova scuola della frazione. E lì abbiamo avuto per la prima volta conferma delle nostre preoccupazioni. Ci hanno detto che da settembre i nostri figli dovranno trasferirsi allo Scalo».
A Scarlino resteranno solo le elementari, mentre le materne sono già state trasferite allo Scalo, secondo quello che pare un piano complessivo di trasloco dell’intera gamma dei servizi in quella che è nata come appendice del capoluogo e che oggi ne diventa l’effettivo centro.
«Ma senza le scuole il paese muore, anzi sta già morendo», lamentano i genitori. E non è un’iperbole. Oltre al disagio per gli alunni che fra otto mesi si ritroveranno a fare i pendolari, la chiusura delle medie priva il paese di quell’indotto che d’inverno rappresenta un importante introito per le attività commerciali della zona.
Claudia Palumbo gestisce da 5 anni il negozio di alimentari La Bottega di via di Mezzo. Oltre ad essere coinvolta in prima persona – il figlio frequenta proprio le medie – lei tutti i giorni apre alle 7 proprio per garantire la colazione ai ragazzini. «Quasi tutti quelli delle medie vengono qui a fare colazione la mattina – spiega – ed è un incentivo a tenere il negozio aperto anche per il resto del paese». Negli ultimi anni, registra Claudia, la situazione è peggiorata. «Tra chi muore e chi se ne va, il paese si è dimezzato – dice –. D’altronde, se non offre niente...». E così alla Caffetteria Tentazione di via IV Novembre. «A parte d’estate, la maggior parte dell’incasso si fa la mattina con le colazioni – spiegano dal bar –. Con le famiglie delle scuole si lavora molto. Se tutto si sposta allo Scalo è un problema».
Obbligati a lasciare il loro paese per andare a scuola, i giovanissimi scarlinesi tagliano anzitempo il cordone che li lega al loro ambiente nativo, rischiando di accelerare quel distacco che sempre più spesso diventa definitivo e lascia i piccoli borghi contenitori vuoti, candidati all’abbandono. Una prospettiva contro la quale le famiglie sono pronte a dare battaglia.
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