Il Tirreno

Grosseto

IPPICA - PROVE DI SALVATAGGIO

Casalone, c’è una via d’uscita «Non alziamo bandiera bianca»

di Giovanna Mezzana
6 dicembre: una delle corse dell'ultima giornata della stagione 2017
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6 dicembre: una delle corse dell'ultima giornata della stagione 2017

Nella Legge di Bilancio c’è la riforma delle scommesse. Sani (Pd): «Grosseto deve tenere duro» Spuntano la carta Follonica e il “rischio banche”. Massai: «Non cederemo a speculazioni edilizie»

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GROSSETO. Il Casalone non chiude i battenti: almeno per il momento. Il quadro è a tinte fosche ma sull’ippodromo grossetano non sventola (ancora) bandiera bianca. Nei giorni scorsi si sono riuniti i consigli di amministrazione delle tre società che costituiscono l’assemblea dei soci – “Ippodromo del Casalone”, Società maremmana per le corse dei cavalli”, e “Ippoinvest”: per ora si è deciso di chiudere la borsa – chi ha in mano quote societarie non è più disposto a buttare quattrini nel pozzo – ma non di chiudere l’ippodromo. «I soci hanno preso atto che la situazione economica è grave – riferisce al Tirreno Alessandro Massai, amministratore unico della società Ippodromo del Casalone – ma non è stato formalizzato altro». Se da mesi c’è aria di dismissione, per ora non c’è carta che attesti la chiusura della struttura ippica. Segno che si sta cercando una via d’uscita: Massai è in attesa di essere convocato dallo staff del sottosegretario Giuseppe Castiglione che in seno al ministero dell’Agricoltura ha in mano la delega per il settore ippico. Una scialuppa di salvataggio, intanto, la cala Luca Sani, deputato massetano Pd, presidente della commissione agricoltura della Camera.

La carta Follonica. Allo studio «ci sono diverse ipotesi» dice Massai. La prima, la più scontata, gira intorno all’idea di traghettare altrove il galoppo. Dove? A Follonica? All’ippodromo dei Pini, come da mesi si vocifera? «Sarebbe una scelta che consentirebbe di conservare in Maremma e di non disperdere su altri ippodromi – motiva Massai – il personale tecnico, il know how, e le scuderie» che convogliano sul Casalone. Ipotesi scontata sì, ma neppure troppo. La società Ippodromo del Casalone, che rappresenta il segmento corse e tra i soci di maggioranza ha la Società maremmana per le corse dei cavalli, detiene il 100% della Ippoinvest – rappresentata dal gavorranese Giampiero Pieraccini – che è proprietaria dell’Ippodromo d’Abruzzo, di San Giovanni Teatino (siamo a Chieti).

«Speculazioni? Giammai». Se però i cavalli cominciassero a galoppare a Follonica, il Casalone si svuoterebbe. E c’è chi dice – neppure velatamente – che quell’area sterminata di ettari di verde scateni appetiti per piatti a base di mattoni e cemento. «In questi anni – conferma Massai – abbiamo respinto diversi tentativi di speculazione: sia residenziale che commerciale. Continueremo a farlo, ma non c’è alcun rischio»; in pancia al Casalone, «ci sono le istituzioni (dal Comune alla Provincia al ministero dell’Agricoltura) e non possiamo certo rischiare di coinvolgerle in operazioni speculative. Ma, ripeto, non c’è alcun rischio: non abbiamo nel nostro assetto poteri forti e le quote societarie sono ben distribuite», per lo più tra decine e decine di famiglie grossetane e maremmane che detengono piccole partecipazioni tra il 2 e il 10%. Occhio alle banche. Si diceva, i soci. Sono loro che nei giorni scorsi hanno detto: «Noi di soldi dentro non se ne mettono più», scandisce, senza girarci intorno, Massai. Il rischio da evitare è quello del default «di fare un regalo alle banche» rende l’idea “il presidente”. E se non li mettono i soci i soldi chi li mette? Servirebbe un Cavaliere Bianco all’ippodromo grossetano, «servirebbero 9-10 milioni di euro» dice Massai. La perdita dell’esercizio 2016 ammonta a 391mila euro ma è il pregresso che preoccupa. Tant’è che se al Casalone non sventola bandiera bianca, «la bandiera è però – ammette Massai – a mezz’asta».

La carta. La crisi del Casalone, come del resto quella del sistema ippica del Belpaese, è una crisi di scommesse. E su questo fronte a dare una speranza all’ippica locale arriva Sani. «Nella Legge di Bilancio per il 2018 – informa il deputato Pd – è entrata, su mia proposta, la riforma delle scommesse sull’ippica, che definirà dove e come si può scommettere e stabilirà la quota delle risorse». Non solo. Al comma 1058 della Legge di Bilancio 2018 si legge che entro 90 giorni dall’entrata in vigore di tale legge, il ministero per l’Agricoltura dovrà avviare «la riforma del settore (ippico, ndr) con una procedura di selezione ad evidenza pubblica (una gara, ndr) per individuare l’organismo» già previsto dalla legge 154 del 28 luglio 2016 (articolo 15, comma 3, lettera b). Per “organismo” si intende una futuribile authority che dovrà garantire una nuova governance all comparto ippico: «Il nuovo soggetto – spiega Sani – dovrà per esempio razionalizzare il numero degli ippodromi sui quali verranno concentrate le corse. Il Casalone ha tutti i requisiti per essere “scelto”: per le caratteristiche e il livello della struttura, e per la storia e il valore della cultura del cavallo che c’è a Grosseto e in Maremma». Insomma, il messaggio del deputato Sani ai soci del Casalone è: «Tenete duro». Il decreto attuativo per il battesimo della nuova governance deve arrivare dal Governo, ma – assicura Sani – è una di quelle attività che vanno avanti nonostante lo scioglimento delle Camere in vista della tornata elettorale del 4 marzo.

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