Attenzione
Via libera al diploma in quattro anni
di Giovanna Mezzana
Nulla osta dal ministero ai progetti del Manetti-Porciatti e del Fossombroni. E tra i precursori c’è il Liq del Gruppo Esedra
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GROSSETO. Anche i giovani grossetani potranno ottenere il diploma superiore in quattro anni. Tra le 100 scuole secondarie di secondo grado, il cui progetto per accorciare di un anno il tradizionale percorso di formazione ha ottenuto il nulla osta del Miur, c’è il Manetti-Porciatti e il Fossombroni; e poi a Grosseto c’è il nuovo Liq, liceo internazionale quadriennale, la cui campanella è squillata per la prima volta l’11 novembre – che fa parte del Gruppo Esedra che nel 1977 decise di istituire il primo liceo linguistico legalmente riconosciuto (oggi paritario) di Lucca – e che sul fronte del diploma in quattro anni, appunto, in Maremma ha fatto un po’da apripista.
Cosa cambia. Liberiamo il campo da equivoci: prendere il diploma superiore in quattro anni non significa “comprimere” il bagaglio di conoscenze e competenze quinquennali in un quadriennio. Significa piuttosto intraprendere percorsi di apprendimento diversi da quelli tradizionali. Innanzitutto – sappiate, ragazzi – la riduzione di un anno di studio si realizza senza un particolare aumento di ore settimanali, ma grazie ad una didattica innovativa. E cioè, piattaforme di e-learning, tutoraggio a distanza, Debate (metodologia che permette di acquisire competenze trasversali) e cooperative learning, ovvero quel metodo didattico in cui gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente. Non solo: i ragazzi saranno anche protagonisti delle lezioni attraverso persino i cosiddetti “giochi di ruolo”.
Qui Manetti-Porciatti. Il progetto per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado del Polo tecnologico “Manetti-Porciatti” si basa sull’innovazione metodologico–didattica, è orientato ad un apprendimento collegato al mondo del lavoro, a una internalizzazione del percorso e a nuove prospettive di occupazione nel campo della gestione del territorio. «Il progetto – spiega la dirigente scolastica Antonella Baffetti – viene proposto per superare la distanza che si è creata nel nostro sistema educativo tra la scuola e il mondo del lavoro; per la necessità di uniformarsi alla realtà europea; e per il bisogno di rilanciare un tecnico intermedio come il perito in Cat, Costruzioni, Ambiente e Territorio, che sia preparato alle sfide tecnologiche del futuro e ad un inserimento nel mercato del lavoro, per lo meno europeo». Il diploma di Perito in Cat prevede l’inserimento di discipline non linguistiche in inglese a partire dal primo biennio, e un corpo docente composto anche da professionisti del settore, predisposti all’innovazione didattica e a un raccordo stretto con il mondo del lavoro e delle professioni. «Sono molto felice per aver conseguito questo risultato – aggiunge la preside Baffetti – In primo luogo perché sono solo tre le scuole Cat in Italia che lo hanno ottenuto, e poi perché è stato un lavoro di squadra che un team dell’istituto, appositamente predisposto, ha portato avanti».
Qui Fossombroni. Il progetto per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado presentato dal Fossombroni è dedicato al liceo scientifico. “Autrice”, la dirigente scolastica Francesca Dini: «Diplomarsi in quattro anni – dice – significa iscriversi all’Università un anno prima ed entrare prima nel mondo del lavoro; ma significa anche avere un anno da dedicare ai propri interessi o ad una esperienza all’estero». Il progetto punta su una didattica innovativa, su uno studio più intenso e pragmatico dell’inglese, di una seconda lingua, del diritto e dell’economia internazionali. E sulle certificazioni delle competenze e delle conoscenze informatiche: Eipass, Cisco, e il patentino per la Robotica che gli studenti otterranno dopo aver superato un esame a Torino, nella sede di Comau, azienda italiana altamente specializzata nella realizzazione di processi di automazione. Chiediamo alla preside Dini se crede che avrà iscritti per quella sperimentazione: «Io credo proprio di sì – risponde – Il futuro è questo. Certo, non più di 25/30 studenti perché la legge prevede che una scuola possa attivare una sola classe sperimentale».
Cosa cambia. Liberiamo il campo da equivoci: prendere il diploma superiore in quattro anni non significa “comprimere” il bagaglio di conoscenze e competenze quinquennali in un quadriennio. Significa piuttosto intraprendere percorsi di apprendimento diversi da quelli tradizionali. Innanzitutto – sappiate, ragazzi – la riduzione di un anno di studio si realizza senza un particolare aumento di ore settimanali, ma grazie ad una didattica innovativa. E cioè, piattaforme di e-learning, tutoraggio a distanza, Debate (metodologia che permette di acquisire competenze trasversali) e cooperative learning, ovvero quel metodo didattico in cui gli studenti lavorano insieme in piccoli gruppi per raggiungere obiettivi comuni, cercando di migliorare reciprocamente. Non solo: i ragazzi saranno anche protagonisti delle lezioni attraverso persino i cosiddetti “giochi di ruolo”.
Qui Manetti-Porciatti. Il progetto per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado del Polo tecnologico “Manetti-Porciatti” si basa sull’innovazione metodologico–didattica, è orientato ad un apprendimento collegato al mondo del lavoro, a una internalizzazione del percorso e a nuove prospettive di occupazione nel campo della gestione del territorio. «Il progetto – spiega la dirigente scolastica Antonella Baffetti – viene proposto per superare la distanza che si è creata nel nostro sistema educativo tra la scuola e il mondo del lavoro; per la necessità di uniformarsi alla realtà europea; e per il bisogno di rilanciare un tecnico intermedio come il perito in Cat, Costruzioni, Ambiente e Territorio, che sia preparato alle sfide tecnologiche del futuro e ad un inserimento nel mercato del lavoro, per lo meno europeo». Il diploma di Perito in Cat prevede l’inserimento di discipline non linguistiche in inglese a partire dal primo biennio, e un corpo docente composto anche da professionisti del settore, predisposti all’innovazione didattica e a un raccordo stretto con il mondo del lavoro e delle professioni. «Sono molto felice per aver conseguito questo risultato – aggiunge la preside Baffetti – In primo luogo perché sono solo tre le scuole Cat in Italia che lo hanno ottenuto, e poi perché è stato un lavoro di squadra che un team dell’istituto, appositamente predisposto, ha portato avanti».
Qui Fossombroni. Il progetto per la sperimentazione di percorsi quadriennali di istruzione secondaria di secondo grado presentato dal Fossombroni è dedicato al liceo scientifico. “Autrice”, la dirigente scolastica Francesca Dini: «Diplomarsi in quattro anni – dice – significa iscriversi all’Università un anno prima ed entrare prima nel mondo del lavoro; ma significa anche avere un anno da dedicare ai propri interessi o ad una esperienza all’estero». Il progetto punta su una didattica innovativa, su uno studio più intenso e pragmatico dell’inglese, di una seconda lingua, del diritto e dell’economia internazionali. E sulle certificazioni delle competenze e delle conoscenze informatiche: Eipass, Cisco, e il patentino per la Robotica che gli studenti otterranno dopo aver superato un esame a Torino, nella sede di Comau, azienda italiana altamente specializzata nella realizzazione di processi di automazione. Chiediamo alla preside Dini se crede che avrà iscritti per quella sperimentazione: «Io credo proprio di sì – risponde – Il futuro è questo. Certo, non più di 25/30 studenti perché la legge prevede che una scuola possa attivare una sola classe sperimentale».
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