La manifestazione
Evasione, il Comune a caccia di 2 milioni
di Gabriele Baldanzi
Stanno partendo in questi giorni migliaia di avvisi bonari per tributi non pagati negli ultimi anni, dalla vecchia Ici alla Tari
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GROSSETO . Nel bilancio di previsione 2017 il Comune di Grosseto aveva fissato strategia, termini e cifre per il recupero di evasione ed elusione dei tributi locali che sarebbero caduti in prescrizione a fine anno. Una corsa contro il tempo che ha visto l’impiego di un nuovo software e l’impegno coordinato dei Servizi informatici e dell’ufficio Tributi.
In questi giorni, quindi, stanno partendo centinaia di avvisi di accertamento (con sanzioni e interessi) a chi non ha pagato, negli anni passati, la vecchia Ici (per un ammontare complessivo di 83mila euro), la famigerata Imu (un milione e 186mila euro), Tarsu (262mila), Tares 2013 e Tari 2014 per un totale di 80mila euro; infine la Tari 2015 (392mila). In totale fanno due milioni, che il Comune – come da prassi – recupererà solo in parte in via bonaria, entro 60 giorni. Per il resto si procederà, a partire da fine febbraio, in via coattiva. Con un successivo atto di rendicontazione verrà accertato l’effettivo gettito degli accertamenti inviati in questi giorni, rettificando cifre e nomi.
Funziona così ormai dal 1999, dai tempi in cui i bilanci li firmava Gabriele Baccetti. La cifra conteggiata in entrata, peraltro, è sempre rimasta più o meno uguale: due milioni.
«Noi crediamo – dice l’attuale assessore al bilancio, Giacomo Cerboni – che l’evasione la si debba combattere rendendo il sistema tributario più razionale, semplice, certo ed equo nella ripartizione dei carichi fiscali, perché l’instabile quadro normativo dei rapporti, economici e finanziari tra i diversi livelli di governo, l’intricata disciplina della materia, gli adempimenti fiscali inutili rendono più difficili i controlli e lo stesso versamento dei tributi da parte dei contribuenti. Da quando siamo arrivati – sono ancora parole di Cerboni – l’esigenza di realizzare un’efficace lotta all’evasione ha favorito l’acquisizione, all’interno dell’amministrazione comunale, di competenze sempre maggiori sia nel governo del territorio, sia nella programmazione delle scelte. In materia fiscale il Comune deve essere responsabile ed equo. È pertanto irrinunciabile l’attività di controllo dei nostri tributi e la conseguente attività di liquidazione e di accertamento diventa strategica, poiché rappresenta, senza oneri gravanti sul bilancio comunale, un’occasione per il recupero di nuove risorse».
In futuro, a Grosseto, sfuggire alle maglie della fiscalità locale sarà davvero impossibile. «Sia l’anno scorso che quest’anno – prosegue Cerboni – abbiamo lavorato per potenziare il Sistema informativo territoriale così da renderlo sempre più completo, aggiornato e sofisticato, per un’analisi oggettiva della realtà, fornendo un riferimento sicuro su persone fisiche e giuridiche, fabbricati identificati da via e numero civico e unità immobiliari. L’integrazione tra Sit e altri sistemi informativi ha consentito inoltre di ampliare le conoscenze a disposizione e rendere più incisiva l’azione di recupero».
In ultimo, però, resta il problema di riscuotere. «È vero – conclude l’assessore – della evasione/elusione, che fisiologicamente si attesta da sempre intorno ai due milioni all’anno, solo il 23/25 per cento per l’Ici e il 40 per cento per il tributo sui rifiuti, riusciamo a incassarli senza dover ricorrere ai ruoli, alle azioni coattive. Ne abbiamo parlato anche di recente con il sindaco e il dirigente: nella strategia complessiva di contrasto all’evasione fiscale un aspetto importante si ritrova nell’efficacia dell’azione di riscossione dei tributi non spontaneamente versati dai contribuenti. Stiamo provvedendo quindi a ottimizzare tale sistema in modo da supportare efficacemente la struttura nella revisione dei processi di gestione delle entrate».
In questi giorni, quindi, stanno partendo centinaia di avvisi di accertamento (con sanzioni e interessi) a chi non ha pagato, negli anni passati, la vecchia Ici (per un ammontare complessivo di 83mila euro), la famigerata Imu (un milione e 186mila euro), Tarsu (262mila), Tares 2013 e Tari 2014 per un totale di 80mila euro; infine la Tari 2015 (392mila). In totale fanno due milioni, che il Comune – come da prassi – recupererà solo in parte in via bonaria, entro 60 giorni. Per il resto si procederà, a partire da fine febbraio, in via coattiva. Con un successivo atto di rendicontazione verrà accertato l’effettivo gettito degli accertamenti inviati in questi giorni, rettificando cifre e nomi.
Funziona così ormai dal 1999, dai tempi in cui i bilanci li firmava Gabriele Baccetti. La cifra conteggiata in entrata, peraltro, è sempre rimasta più o meno uguale: due milioni.
«Noi crediamo – dice l’attuale assessore al bilancio, Giacomo Cerboni – che l’evasione la si debba combattere rendendo il sistema tributario più razionale, semplice, certo ed equo nella ripartizione dei carichi fiscali, perché l’instabile quadro normativo dei rapporti, economici e finanziari tra i diversi livelli di governo, l’intricata disciplina della materia, gli adempimenti fiscali inutili rendono più difficili i controlli e lo stesso versamento dei tributi da parte dei contribuenti. Da quando siamo arrivati – sono ancora parole di Cerboni – l’esigenza di realizzare un’efficace lotta all’evasione ha favorito l’acquisizione, all’interno dell’amministrazione comunale, di competenze sempre maggiori sia nel governo del territorio, sia nella programmazione delle scelte. In materia fiscale il Comune deve essere responsabile ed equo. È pertanto irrinunciabile l’attività di controllo dei nostri tributi e la conseguente attività di liquidazione e di accertamento diventa strategica, poiché rappresenta, senza oneri gravanti sul bilancio comunale, un’occasione per il recupero di nuove risorse».
In futuro, a Grosseto, sfuggire alle maglie della fiscalità locale sarà davvero impossibile. «Sia l’anno scorso che quest’anno – prosegue Cerboni – abbiamo lavorato per potenziare il Sistema informativo territoriale così da renderlo sempre più completo, aggiornato e sofisticato, per un’analisi oggettiva della realtà, fornendo un riferimento sicuro su persone fisiche e giuridiche, fabbricati identificati da via e numero civico e unità immobiliari. L’integrazione tra Sit e altri sistemi informativi ha consentito inoltre di ampliare le conoscenze a disposizione e rendere più incisiva l’azione di recupero».
In ultimo, però, resta il problema di riscuotere. «È vero – conclude l’assessore – della evasione/elusione, che fisiologicamente si attesta da sempre intorno ai due milioni all’anno, solo il 23/25 per cento per l’Ici e il 40 per cento per il tributo sui rifiuti, riusciamo a incassarli senza dover ricorrere ai ruoli, alle azioni coattive. Ne abbiamo parlato anche di recente con il sindaco e il dirigente: nella strategia complessiva di contrasto all’evasione fiscale un aspetto importante si ritrova nell’efficacia dell’azione di riscossione dei tributi non spontaneamente versati dai contribuenti. Stiamo provvedendo quindi a ottimizzare tale sistema in modo da supportare efficacemente la struttura nella revisione dei processi di gestione delle entrate».
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