Sicurezza
Chiesa al freddo La messa di Natale rischia di saltare
di Francesca Ferri
A Scarlino il sacerdote dà forfait, i fedeli protestano La Diocesi: «Aveva la febbre, ma una soluzione si è trovata»
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SCARLINO. Il commento l’indomani in paese non poteva che essere uno: se Gesù è nato in una grotta al freddo e al gelo, per mezz'ora di messa si può resistere anche al freddo di un’antica chiesa. Come è sempre stato, per i fedeli scarlinesi, da oltre mille anni.
E invece quest’anno, senza riscaldamento ma soprattutto senza un sacerdote fisso in paese, per la vigilia di Natale la gente di Scarlino ha rischiato di non poter celebrare una delle feste più importanti per i cristiani nell’antica chiesa di San Martino in San Donato.
A Scarlino – è noto – da anni manca il parroco. L’anziano don Amelio, ultranovantenne, si è ritirato a vita privata e la mancanza di sacerdoti nell’intera diocesi (Scarlino fa capo quella di Grosseto) ha impedito di trovare un sostituto.
D’inverno la messa viene celebrata solo due giorni a settimana, nel prefestivo alle 17 e nel festivo alle 11.45, dal parroco che viene da Bagno di Gavorrano. La cerimonia dura mezz’ora.
La notte di Natale, ovviamente, era in programma una messa speciale, alle 22. Il parroco di Bagno di Gavorrano ha chiesto la disponibilità al nuovo sacerdote della parrocchia di Scarlino Scalo, che ha accettato. La comunità scarlinese si è preparata per giorni, tirando a lucido la chiesa, addobbandola a proprie spese e preparando un bellissimo presepe con la riproduzione in miniatura del paese di Scarlino.
Alla vigilia di Natale, però, il parroco ha chiesto informazioni sulla chiesa e, saputo che San Donato non è riscaldata, ha rinunciato.
La notizia ha gettato scompiglio fra i fedeli e sollevato comprensibile disappunto. In paese la chiesa è ancora un punto di riferimento forte, non solo per le scarlinesi e gli scarlinesi più anziani. E ritrovarsi senza parroco proprio la notte di Natale, dopo che da anni non c’è un sacerdote fisso a prendersi cura dei fedeli, ha esasperato gli animi, già tesi per il generale depauperamento dei servizi, ultimo dei quali quello scolastico.
Alla fine la soluzione si è trovata. È stato lo stesso parroco di Bagno di Gavorrano che, informato della rinuncia del parroco di Scarlino Scalo, ha chiesto alla Diocesi se vi fosse un sostituto disponibile. La ricerca ha avuto successo. Un sacerdote proveniente da Roma, fa sapere la Diocesi, che si trovava a Grosseto in visita, ha dato la propria disponibilità. Ma, non avendo la patente, c’è stato bisogno di andare a prenderlo nel capoluogo maremmano e poi riaccompagnarlo indietro. La cerimonia, fra l’altro, a sentire i fedeli è stata apprezzatissima.
Resta, a Scarlino, il disappunto e il disagio di non avere un parroco fisso. Il giorno di Natale in paese non si parlava d’altro.
La Diocesi, tuttavia, parla di un errore di comunicazione tra il parroco di Scarlino Scalo e la comunità scarlinese. Non si è trattato di un rifiuto “tout court” a celebrare messa in una chiesa fredda, dice la Diocesi, ma piuttosto del fatto che il sacerdote era influenzato e temeva che di aggravarsi. Quando ha saputo che la chiesa non era riscaldata, spiega ancora la Diocesi, ha informato della situazione il vicario generale e insieme hanno trovato una soluzione grazie alla disponibilità del sacerdote di Roma. Su una cosa non ci sono dubbi: a Scarlino la mancanza di un parroco fisso si sente, eccome. E testimonianza ne è il fatto che sono stati gli stessi fedeli a organizzarsi per andare a Grosseto a prendere un sacerdote per la loro messa di Natale. Un gesto che la Diocesi fa sapere di avere molto apprezzato.
E invece quest’anno, senza riscaldamento ma soprattutto senza un sacerdote fisso in paese, per la vigilia di Natale la gente di Scarlino ha rischiato di non poter celebrare una delle feste più importanti per i cristiani nell’antica chiesa di San Martino in San Donato.
A Scarlino – è noto – da anni manca il parroco. L’anziano don Amelio, ultranovantenne, si è ritirato a vita privata e la mancanza di sacerdoti nell’intera diocesi (Scarlino fa capo quella di Grosseto) ha impedito di trovare un sostituto.
D’inverno la messa viene celebrata solo due giorni a settimana, nel prefestivo alle 17 e nel festivo alle 11.45, dal parroco che viene da Bagno di Gavorrano. La cerimonia dura mezz’ora.
La notte di Natale, ovviamente, era in programma una messa speciale, alle 22. Il parroco di Bagno di Gavorrano ha chiesto la disponibilità al nuovo sacerdote della parrocchia di Scarlino Scalo, che ha accettato. La comunità scarlinese si è preparata per giorni, tirando a lucido la chiesa, addobbandola a proprie spese e preparando un bellissimo presepe con la riproduzione in miniatura del paese di Scarlino.
Alla vigilia di Natale, però, il parroco ha chiesto informazioni sulla chiesa e, saputo che San Donato non è riscaldata, ha rinunciato.
La notizia ha gettato scompiglio fra i fedeli e sollevato comprensibile disappunto. In paese la chiesa è ancora un punto di riferimento forte, non solo per le scarlinesi e gli scarlinesi più anziani. E ritrovarsi senza parroco proprio la notte di Natale, dopo che da anni non c’è un sacerdote fisso a prendersi cura dei fedeli, ha esasperato gli animi, già tesi per il generale depauperamento dei servizi, ultimo dei quali quello scolastico.
Alla fine la soluzione si è trovata. È stato lo stesso parroco di Bagno di Gavorrano che, informato della rinuncia del parroco di Scarlino Scalo, ha chiesto alla Diocesi se vi fosse un sostituto disponibile. La ricerca ha avuto successo. Un sacerdote proveniente da Roma, fa sapere la Diocesi, che si trovava a Grosseto in visita, ha dato la propria disponibilità. Ma, non avendo la patente, c’è stato bisogno di andare a prenderlo nel capoluogo maremmano e poi riaccompagnarlo indietro. La cerimonia, fra l’altro, a sentire i fedeli è stata apprezzatissima.
Resta, a Scarlino, il disappunto e il disagio di non avere un parroco fisso. Il giorno di Natale in paese non si parlava d’altro.
La Diocesi, tuttavia, parla di un errore di comunicazione tra il parroco di Scarlino Scalo e la comunità scarlinese. Non si è trattato di un rifiuto “tout court” a celebrare messa in una chiesa fredda, dice la Diocesi, ma piuttosto del fatto che il sacerdote era influenzato e temeva che di aggravarsi. Quando ha saputo che la chiesa non era riscaldata, spiega ancora la Diocesi, ha informato della situazione il vicario generale e insieme hanno trovato una soluzione grazie alla disponibilità del sacerdote di Roma. Su una cosa non ci sono dubbi: a Scarlino la mancanza di un parroco fisso si sente, eccome. E testimonianza ne è il fatto che sono stati gli stessi fedeli a organizzarsi per andare a Grosseto a prendere un sacerdote per la loro messa di Natale. Un gesto che la Diocesi fa sapere di avere molto apprezzato.
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