Attenzione
Ammutinamento della maggioranza durante il consiglio
di Giulia Sili
Galeotti presenta 11 interrogazioni, l’assise resta vuota Simoni: «Troppe offese nei nostri confronti, ce ne andiamo»
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MASSA MARITTIMA. È stato un gesto forte quello dei consiglieri di maggioranza che durante l’ultimo consiglio comunale del 21 dicembre a Massa Marittima si sono alzati e se ne sono andati prima che il consigliere Gabriele Galeotti potesse presentare le sue ultime undici interrogazioni. Un gesto che per la maggioranza ha significato una «ribellione alle continue offese che arrivano dalla lista civica Massa Comune».
A prendere la parola è stato il consigliere Danilo Simoni: «oggi, noi consiglieri di maggioranza, desideriamo dare una risposta politica alle incessanti insolenze e offese, propinateci dalla lista Massa Comune con ogni mezzo di comunicazione. Cito termini quali: consiglieri paletta, svogliati, assonnati, disertori, servi e quant’altro. E rivendichiamo fortemente la nostra attività politica. Attività che ribadiamo, per chi facesse finta di non saperlo, essere su base volontaristica e non remunerata, e che noi facciamo con senso del dovere verso la collettività e la nostra comunità di appartenenza. Da maggio 2014 ad oggi sono stati fatti svariati consigli comunali e solo in uno di questi, ovvero quello del 20 novembre 2017, la minoranza ha garantito il numero legale al consiglio comunale. E per tutti gli altri? È sempre stata la maggioranza a restare ad ascoltare le interrogazioni della minoranza, soprattutto del consigliere Galeotti, mentre i membri di quel gruppo si alzavano per andare via. Noi siamo i disertori, gli svogliati e gli assonnati? Ricordiamo inoltre che tutte le volte in cui sono state rimandate le interrogazioni è sempre stato per il volere della minoranza stessa». «Abbiamo scelto di abbandonare l’aula – ha poi continuato Simoni – per dare un segnale chiaro: ci siamo rifiutati di continuare a far perdere tempo a questo consiglio con le incessanti e reiterate interrogazioni presentate dal consigliere Galeotti che, non contento, usa nei nostri confronti termini sempre irrispettosi e offensivi. Per avere rispetto bisogna meritarlo; se vuole la nostra attenzione, abbia rispetto nei nostri confronti». A pochi giorni dall’ammutinamento della maggioranza Galeotti – che ha già ripresentato tutte le interrogazioni che aveva in programma per il 21 dicembre – è tornato all’attacco con la richiesta di un confronto diretto: «Alla luce delle pesanti asserzioni che il gruppo consiliare “Massa Guarda Avanti” ha ritenuto di dover esprimere sul mi conto nel corso dell’ultimo consiglio comunale sono a chiedervi di confrontarvi direttamente con lo scrivente al riguardo di quanto sostenuto e lamentato siate voi a scegliere se il confronto debba essere pubblico o meno siate sempre voi, altresì, a scegliere quando e dove debba tenersi il medesimo oltreché a stabilire le argomentazioni sulle quali dibattere. Accettare quanto sono a proporvi sarebbe indispensabile per sostenere concretamente le vostre ragioni; declinare l’invito, per contro, rappresenterebbe l’ennesima occasione persa per dialogare» ha scritto Galeotti nella email inviata a tutto il consiglio.
A prendere la parola è stato il consigliere Danilo Simoni: «oggi, noi consiglieri di maggioranza, desideriamo dare una risposta politica alle incessanti insolenze e offese, propinateci dalla lista Massa Comune con ogni mezzo di comunicazione. Cito termini quali: consiglieri paletta, svogliati, assonnati, disertori, servi e quant’altro. E rivendichiamo fortemente la nostra attività politica. Attività che ribadiamo, per chi facesse finta di non saperlo, essere su base volontaristica e non remunerata, e che noi facciamo con senso del dovere verso la collettività e la nostra comunità di appartenenza. Da maggio 2014 ad oggi sono stati fatti svariati consigli comunali e solo in uno di questi, ovvero quello del 20 novembre 2017, la minoranza ha garantito il numero legale al consiglio comunale. E per tutti gli altri? È sempre stata la maggioranza a restare ad ascoltare le interrogazioni della minoranza, soprattutto del consigliere Galeotti, mentre i membri di quel gruppo si alzavano per andare via. Noi siamo i disertori, gli svogliati e gli assonnati? Ricordiamo inoltre che tutte le volte in cui sono state rimandate le interrogazioni è sempre stato per il volere della minoranza stessa». «Abbiamo scelto di abbandonare l’aula – ha poi continuato Simoni – per dare un segnale chiaro: ci siamo rifiutati di continuare a far perdere tempo a questo consiglio con le incessanti e reiterate interrogazioni presentate dal consigliere Galeotti che, non contento, usa nei nostri confronti termini sempre irrispettosi e offensivi. Per avere rispetto bisogna meritarlo; se vuole la nostra attenzione, abbia rispetto nei nostri confronti». A pochi giorni dall’ammutinamento della maggioranza Galeotti – che ha già ripresentato tutte le interrogazioni che aveva in programma per il 21 dicembre – è tornato all’attacco con la richiesta di un confronto diretto: «Alla luce delle pesanti asserzioni che il gruppo consiliare “Massa Guarda Avanti” ha ritenuto di dover esprimere sul mi conto nel corso dell’ultimo consiglio comunale sono a chiedervi di confrontarvi direttamente con lo scrivente al riguardo di quanto sostenuto e lamentato siate voi a scegliere se il confronto debba essere pubblico o meno siate sempre voi, altresì, a scegliere quando e dove debba tenersi il medesimo oltreché a stabilire le argomentazioni sulle quali dibattere. Accettare quanto sono a proporvi sarebbe indispensabile per sostenere concretamente le vostre ragioni; declinare l’invito, per contro, rappresenterebbe l’ennesima occasione persa per dialogare» ha scritto Galeotti nella email inviata a tutto il consiglio.
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