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Il Consorzio Tutela Vini Montecucco si batte contro la centrale

Il fronte dei contrari a una centrale geotermica in Val di’Orcia si allarga. A fine ottobre (ma la notizia si apprende ora), il Consorzio Tutela Vini Montecucco ha presentato un intervento ad...

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Il fronte dei contrari a una centrale geotermica in Val di’Orcia si allarga. A fine ottobre (ma la notizia si apprende ora), il Consorzio Tutela Vini Montecucco ha presentato un intervento ad adiuvandum del ricorso al Tar Toscana contro la centrale geotermica pilota di Montenero, al fianco delle decine di aziende vinicole dell’area che si oppongono al progetto e che si trovano nei 7 comuni della Docg: Arcidosso, Campagnatico, Castel del Piano, Cinigiano, Civitella Paganico, Roccalbegna e Seggiano. L’opposizione del Consorzio al progetto di centrale pilota non è nuova. Già nell’agosto del 2014 il Consorzio ha presentato osservazioni al Mise contro la centrale di Montenero, che tuttavia non furono utili (la Via ha avuto esito positivo dando di fatto il la alla costruzione). «Quest’anno – si legge in una nota – il Consorzio si rimette in prima linea nella difesa del suo territorio e, oltre ad aver inviato alla Regione Toscana le medesime osservazioni di tre anni prima anche per la centrale di Monte Labbro, porta allo step successivo l’iter di opposizione al progetto Montenero». La ragione è semplice. Per il Consorzio, l’impatto dei futuri pozzi geotermici e delle centrali «comprometterà inevitabilmente l’immagine del Montecucco nelle sue zone di produzione, una regione ancora estranea ai grandi impianti industriali e invasivi, che offre prodotti sani, di qualità, eccellenze dell’agroalimentare e, non ultimo, spettacoli paesaggistici unici», dice il presidente del Consorzio Claudio Carmelo Tipa. «È necessario – prosegue – prendere posizione contro lo sfruttamento geotermico del nostro territorio. Siamo stati estremamente felici che la Regione Toscana abbia deciso di bloccare il progetto di Seggiano e, come presidente del Consorzio e produttore, condivido pienamente tutte le motivazioni che hanno portato a questo risultato e che riguardano aspetti di tutela d’interessi pubblici, di sviluppo economico del territorio, di incompatibilità dello sfruttamento energetico con il valore paesaggistico e ambientale dei luoghi». Ad oggi sono attivi 17 permessi di ricerca preliminare. Cinque di essi sono concentrati nella sola area di Cinigiano (GR): Murci (ENEL); Cinigiano (Gesto Italia); Monte Labbro (Renewem); Montalcino (Gesto Italia); e il già citato Montenero (Gesto Italia). Insomma, 5 centrali previste con un numero stimato di 30 pozzi.

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