La manifestazione
Commerciante minacciata e sequestrata
Grosseto: in via Matteotti ladro ruba la cassa e fugge via chiudendo in negozio la titolare: «Ho la pistola, ti posso ammazzare»
GROSSETO. Pistola in pugno, minacce di morte, una donna chiusa a chiave in negozio. Giornata campale, ieri sul fronte della sicurezza: due le rapine avvenute a Grosseto nel raggio di 200 metri, in pieno giorno e nella stessa via del centro, via Matteotti.
Due commercianti donne – titolari di due diverse attività sullo stesso lato del marciapiede – sono state aggredite poco dopo le 13 da un tipo (quasi certamente lo stesso, stando ai particolari fisici e dell’abbigliamento forniti: uno straniero) che in entrambi i casi ha detto d’avere una pistola in tasca e ha puntato ai soldi. I negozi presi di mira uno di seguito l’altro sono “Piccoli sogni” in via Matteotti 41 e la tabaccheria di via Matteotti 13. Nel primo caso il malvivente ha ripulito la cassa dopo aver minacciato di morte la proprietaria e averla chiusa a chiave in negozio. Nel secondo caso gli è andata peggio: non ha potuto rubare nulla perché la proprietaria – notissima tabaccaia e cantante della corale Puccini - l’ha afferrato per la giacca e trascinato fuori. Ma andiamo con ordine.
Primo colpo in via Matteotti 41. Sorge qui un negozio-laboratorio, fiore all’occhiello di questa zona cittadina. Si chiama “Piccoli sogni” ed è il regno del découpage. Lavoretti artigianali, creazioni ad arte sono il cuore del lavoro di Elena Abis e Barbara Guidarelli, le due titolari. All’ora di pranzo quest’ultima se ne va ed Elena resta sola. «Avevo da finire alcune cose nel laboratorio in fondo al negozio», racconta. Verso le 13,20 – ormai ad attività chiusa – la donna va a chiudere a chiave la porta del negozio dall’interno per non far entrare più nessuno, spegne le luci e torna nella stanza in fondo (il laboratorio) pensando di esser sola. Non se n’è accorta ma nel frattempo è entrato un uomo che – proprio mentre lei andava a chiudere la porta – probabilmente ha compiuto (non visto) il percorso inverso lungo un corridoio parallelo, che dalla porta lo conduce al laboratorio. Così, quando lei torna in questa stanza, ecco che ci trova lui intento a frugare nella borsa e col borsello di lei in mano. Lo choc è grande. «Tanto più - racconta Elena - che la stessa mattina verso le 10 ho subìto un altro tentato furto: un altro uomo è entrato e ha provato a rubarmi il borsello». Una volta scoperto è fuggito. Ma ora ecco il bis (cambia solo il ladro), dai contorni ben peggiori. «Quando mi vedo di nuovo questo scenario – racconta Elena – gli dico: un’altra volta? Mi rubi il portafoglio? Io non ho soldi».
Il tizio tiene una mano dietro la schiena e sostiene di avere una pistola. «Per la mia famiglia sono pronto ad ammazzare», minaccia lui. Elena non ci crede e gli risponde: «Fammela vedere, questa pistola», ma lui nicchia. L’uomo è a caccia di soldi (che Abis dice di non avere né nel borsello né in borsa): apre il portafogli e non trova effettivamente niente, apre la tracolla e pure lì nulla. A quel punto vira sulla cassa. Intima alla donna di darle il guadagno. «La cassa fortunatamente era quasi vuota - dice la vittima - Io e la collega avevamo tolto tutto, tranne circa 60 euro, che lui prende fino all’ultimo centesimo». Le fa mettere gli spiccioli in un sacchetto di carta, e rubato quel che c’è da rubare, fugge. Il malvivente estrae le chiavi dalla toppa interna della porta, esce e infila le chiavi fuori. Chiude dentro, blinda Elena nel suo stesso negozio e fugge. La commerciante sotto choc telefona alla collega che avvisa il 113. I poliziotti raggiungono “Piccoli sogni” e la tabaccheria poco distante, da cui è arrivato il secondo allarme. La denuncia in Questura.
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