Il Tirreno

Grosseto

Ancora fiamme nel palazzo fantasma

di Elisabetta Giorgi
Ancora fiamme nel palazzo fantasma

Nuovo incendio in zona Crespi dove 10 giorni fa è morto un giovane clandestino. Uno dei soci: «Stiamo cercando di blindare»

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GROSSETO. Qualcuno deve aver acceso un falò per riscaldarsi o cuocere cibo, finché il fuoco non ha preso il sopravvento. Ed è scoppiato un incendio – il secondo nel giro di dieci giorni – che ha bruciato le poche suppellettili e soprattutto i rifiuti accumulati nei locali, occupati clandestinamente.

Dieci giorni fa la morte. Nessun ferito, solo fiamme stavolta, sporcizia e tanto fumo in queste stanze trasformate in discarica, oltre alla solita paura che serpeggia sempre di più in zona per le condizioni di quest’immobile diventato covo del degrado. Andò diversamente il 12 dicembre quando un 27enne che frequentava lo stesso alloggio nel complesso immobiliare La Meridiana in zona Crespi, accanto all’hotel che si affaccia sull’Aurelia sud, morì soffocato dal fumo di un incendio. Si chiamava Abdessadek Morjaha ed era originario del Marocco. Da tempo chi vive o lavora da queste parti scuoteva la testa temendo il peggio. «Prima o poi ci scappa il morto, se nessuno interviene», e così è stato.

Blitz frequenti. In realtà, di interventi delle forze dell’ordine nella palazzina fantasma se ne contano a bizzeffe, da anni. Tanto numerosi quanto inefficaci, data la straordinaria capacità di chi abita l’edificio di replicarsi come se nulla fosse. I clandestini sono di norma senzatetto e tipi con precedenti di polizia e penali, per lo più legati alla droga; a volte si ruotano, entrano ed escono in base alle circostanze e alle peripezie del caso, abitano il palazzo o lo abbandonano sgusciando via dalle porte secondarie quando fiuta qualche retata; e poi tornano. C’è chi è stato visto fuggire e arrampicarsi sui tetti. Molti appartamenti sono stati forzati; le serrature sostituite con chiavistelli e lucchetti di fortuna da sbandati e tipi torbidi legati allo smercio di droga, chi ha perso la casa, clochard e pure donne in gravidanza che cercano un tetto. I confinanti albergatori dell’hotel I Crespi scuotono la testa con pazienza sovrumana. Hanno più volte denunciato il degrado chiedendo interventi.

Locali pieni di escrementi. Lì fuori la spazzatura regna sovrana. Ci sono quintali di rifiuti sparsi nei terreni e si suppone che anche ditte che lavorano nell’edilizia abbiano messo “del loro”: ci sono pannelli, lastre, porte, materiali di scarto e residui di costruzioni immobiliari. Ma anche dentro la situazione è terribile: gli appartamenti sono occupati da montagne di sporcizia e odori nauseabondi. Alcune stanze sono esclusivamente adibite a latrine: i pavimenti pieni di escrementi umani.

Parla uno dei soci. La cooperativa proprietaria del complesso la Meridiana si chiama Ediltec. Abbiamo rintracciato ieri uno dei soci, che preferisce non essere citato per nome. Gli appartamenti sono 26, ci racconta, ma ne sono stati venduti solo 13.

«Io sono proprietario di un alloggio. Lo comprai nel 2008 per 90mila euro. All’epoca mi fu detto che mi sarebbe stato consegnato dopo qualche mese. Invece oggi sono ancora in affitto con moglie e figli da un’altra parte, e la mia casa di proprietà ecco com’è ridotta». Problemi economici insormontabili e fortune alterne di costruttori e cooperativa hanno lasciato tutto al palo, con l’immobile in queste condizioni da 10 anni. «Ogni volta che leggo quel che succede, con gli abusivi che entrano ed escano, gli incendi e perfino una persona morta – dice il socio – per me è un colpo al cuore. So che il Comune ci ha fatto diffide: noi abbiamo in programma di chiudere e blindare tutto. Stiamo raccogliendo i soldi tra noi soci, ma non è facile ogni volta fronteggiare queste persone e risolvere un problema così. Come chiudiamo, torna tutto come prima».

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