Sicurezza
castel del piano
«Sanità, ora manteniamo i servizi»
Franci invita a mettere da parte le polemiche sull’autonomia perduta
2 MINUTI DI LETTURA
CASTEL DEL PIANO. Mentre continuano, a Castel del Piano, le polemiche per la perdita dell’autonomia del distretto sanitario, con l’ultima autorevole voce in questo senso dell’ex sindaco Franco Ulivieri, arrivano da Claudio Franci, già presidente della Società della salute Amiata grossetana, una serie di precisazioni e chiarimenti in proposito.
«Il nostro distretto – spiega – si è fuso, come ormai sappiamo, con quello di Grosseto e quello delle Colline metallifere. Non abbiamo potuto fare altrimenti. L’unica possibilità, infatti, di tenersi l’autonomia era quella di tentare l’accordo, risultato impraticabile, con l’Amiata senese. Invece Abbadia e i Comuni del versante senese hanno fatto l’accordo coi distretti della Val di Chiana e Montepulciano. Per questo noi abbiamo dovuto mantenere l’interscambio di servizi sanitari con Grosseto e aggregarci. A questo punto, però la questione vera è mantenere i servizi».
Franci ricorda con soddisfazione che la Società della salute Amiata grossetana è stata sovente citata come un servizio di eccellenza anche da parte dei sindacati: «Abbiamo servizi ottimi – dice – le attività sanitarie extraospedaliere, l’assistenza sociale, l’ospedale di comunità, la casa della salute. In tutti questi ambiti che adesso ricadono dentro il contenitore nato dalla fusione di tre distretti, l’Amiata ha dimostrato di essere innovativa e di esempio per altri e tutto questo va valorizzato Bisogna pensare a quali servizi nuovi introdurre e con quali risorse. Penso a settori da implementare come quello delle disabilità, dell’autismo, dell’Alzeimer. Se ci sono risorse credo che siano questi i segmenti su cui far leva e aumentare la qualità delle nostre offerte. A questo punto il distretto è cosa fatta. Operiamo tutti insieme per renderlo efficace ed efficiente». (f.b.)
«Il nostro distretto – spiega – si è fuso, come ormai sappiamo, con quello di Grosseto e quello delle Colline metallifere. Non abbiamo potuto fare altrimenti. L’unica possibilità, infatti, di tenersi l’autonomia era quella di tentare l’accordo, risultato impraticabile, con l’Amiata senese. Invece Abbadia e i Comuni del versante senese hanno fatto l’accordo coi distretti della Val di Chiana e Montepulciano. Per questo noi abbiamo dovuto mantenere l’interscambio di servizi sanitari con Grosseto e aggregarci. A questo punto, però la questione vera è mantenere i servizi».
Franci ricorda con soddisfazione che la Società della salute Amiata grossetana è stata sovente citata come un servizio di eccellenza anche da parte dei sindacati: «Abbiamo servizi ottimi – dice – le attività sanitarie extraospedaliere, l’assistenza sociale, l’ospedale di comunità, la casa della salute. In tutti questi ambiti che adesso ricadono dentro il contenitore nato dalla fusione di tre distretti, l’Amiata ha dimostrato di essere innovativa e di esempio per altri e tutto questo va valorizzato Bisogna pensare a quali servizi nuovi introdurre e con quali risorse. Penso a settori da implementare come quello delle disabilità, dell’autismo, dell’Alzeimer. Se ci sono risorse credo che siano questi i segmenti su cui far leva e aumentare la qualità delle nostre offerte. A questo punto il distretto è cosa fatta. Operiamo tutti insieme per renderlo efficace ed efficiente». (f.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
