Il dolore
l’udienza
Risarcimenti e provvisionali Le mosse delle parti civili
GROSSETO. Dopo l’accusa hanno parlato i legali di parte civile. Gli avvocati che rappresentano i genitori (e anche il Comune di Grosseto) hanno formulato le loro conclusioni. Sono gli avvocati...
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GROSSETO. Dopo l’accusa hanno parlato i legali di parte civile. Gli avvocati che rappresentano i genitori (e anche il Comune di Grosseto) hanno formulato le loro conclusioni. Sono gli avvocati Alessandro Antichi, Federica Ambrogi, Riccardo Boccini, Roberto Burzi, Sergio Frediani, Giada Isidori ed Elisabetta Teodosio. Oggi sarà la volta di Alfredo Bragagni e Tommaso Galletti. Poi la parola ai difensori delle quattro imputate, gli avvocati Diego Innocenti e Riccardo Lottini per Marzocchi, Roberto Cerboni per Seggiani, ancora Cerboni e Carlo Valle per Berti. Eventuali repliche e quindi il giudice si ritirerà per la sentenza. A ieri sera non era certo che questa possa arrivare già oggi o comunque prima delle festività natalizie. Dipenderà dai tempi di oggi.
Ieri, dunque, è stato anche il momento delle parti civili. Ci sono state richieste di risarcimenti per svariate decine di migliaia di euro. Al giudice è stato chiesto, in un caso, di fare anche un altro passo, quello del riconoscimento dell’associazione per delinquere.
Dice l’avvocato Alessandro Antichi che rappresenta 22 famiglie: «Noi siamo nel processo non per i risarcimenti ma per chiedere e ottenere il riconoscimento delle responsabilità. Abbiamo chiesto una provvisionale, anche minima da 5.000, da 1.000 euro, purché la sospensione della pena sia condizionata al versamento di questa provvisionale». Antichi dice di aver apprezzato la corretta individuazione dei presupposti dal parte della Procura: sistematicità, abitualità e concorso di tutte le educatrici per quel metodo ideato da Marzocchi e Seggiani e attuato da tutte le dipendenti. «Ma dissento sul calcolo della pena», aggiunge il legale, perché a suo giudizio non è possibile bilanciare le aggravanti con le attenuanti. E cita il fatto che non sono stati restituiti gli acconti per i mesi seguenti all’applicazione delle misure cautelari, quelli in cui l’asilo non è stato più aperto; e poi la mancanza di scuse o di pentimento. Elementi che dovrà valutare il giudice Marco Mezzaluna, che dovrà esprimersi anche sulla utilizzabilità (negata dalle difese delle imputate) delle sommarie informazioni testimoniali da parte delle due donne che avevano fatto aprire il fascicolo. Nel caso che queste sit dovessero essere estromesse dal processo, l’arco temporale delle contestazioni si ridurrebbe a poche settimane tra il 2015 e il 2016 e non affonderebbe le radici al 2013, come sostenuto dall’accusa. E ciò potrebbe comportare anche una variazione nell’entità della pena complessiva. (p.s.)
Ieri, dunque, è stato anche il momento delle parti civili. Ci sono state richieste di risarcimenti per svariate decine di migliaia di euro. Al giudice è stato chiesto, in un caso, di fare anche un altro passo, quello del riconoscimento dell’associazione per delinquere.
Dice l’avvocato Alessandro Antichi che rappresenta 22 famiglie: «Noi siamo nel processo non per i risarcimenti ma per chiedere e ottenere il riconoscimento delle responsabilità. Abbiamo chiesto una provvisionale, anche minima da 5.000, da 1.000 euro, purché la sospensione della pena sia condizionata al versamento di questa provvisionale». Antichi dice di aver apprezzato la corretta individuazione dei presupposti dal parte della Procura: sistematicità, abitualità e concorso di tutte le educatrici per quel metodo ideato da Marzocchi e Seggiani e attuato da tutte le dipendenti. «Ma dissento sul calcolo della pena», aggiunge il legale, perché a suo giudizio non è possibile bilanciare le aggravanti con le attenuanti. E cita il fatto che non sono stati restituiti gli acconti per i mesi seguenti all’applicazione delle misure cautelari, quelli in cui l’asilo non è stato più aperto; e poi la mancanza di scuse o di pentimento. Elementi che dovrà valutare il giudice Marco Mezzaluna, che dovrà esprimersi anche sulla utilizzabilità (negata dalle difese delle imputate) delle sommarie informazioni testimoniali da parte delle due donne che avevano fatto aprire il fascicolo. Nel caso che queste sit dovessero essere estromesse dal processo, l’arco temporale delle contestazioni si ridurrebbe a poche settimane tra il 2015 e il 2016 e non affonderebbe le radici al 2013, come sostenuto dall’accusa. E ciò potrebbe comportare anche una variazione nell’entità della pena complessiva. (p.s.)
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