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Edoardo Xedo, docente di... acrobazie
Tra i laboratori più originali in programma a Grosseto c’è quello dedicato all’hip hop. Si intitola “The hip hop diffusion” ed è un cantiere multidisciplinare. Lo tengono Edoardo Bernardini (foto),...
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Tra i laboratori più originali in programma a Grosseto c’è quello dedicato all’hip hop. Si intitola “The hip hop diffusion” ed è un cantiere multidisciplinare. Lo tengono Edoardo Bernardini (foto), 31 anni, grossetano doc, in arte Xedo, accanto a Luca Madrucci (Madrock), Marco Milaneschi e Matteo Carnevali (Shreck). Un concentrato di arte e discipline, le più varie. C’è il b-boy, ovvero il break boy, ballerino di break dance Bernardini; e ci sono esponenti delle le altre declinazioni della galassia hip hop: wrinting, djing, rap.
L’hip hop è un movimento culturale nato negli anni ’70 e che pian piano ha conquistato il mondo, grazie al suo ricchissimo background popolare. A molti non sarà sfuggito il piccolo-grande “tempio dell’hip hop” nato e cresciuto in città, negli anfratti di palazzo Cosimini in via Bonghi; è qui che si sono succedute generazioni di ballerini di break dance intenti ad acrobatiche peripezie. E qui sono arrivati perfino affermati b-boys da altre parti del pianeta. A raccontare questo mondo con passione – ieri in via Vinzaglio – è stato lo stesso Bernardini “Xedo” che insegna in una scuola grossetana, Odissea 2011. Questa «cultura collettiva - ha detto - raggruppa tante persone che seguono lo stesso modo di fare e di agire». Nacque grazie ai Block party: feste di strada in cui i giovani afro e latinoamericani del Bronx suonavano e ballavano attaccandosi alla corrente dei lampioni. A Grosseto «la mia – dice Xedo – è stata la prima scuola di break dance stabile che ha dato un seguito all’hip hop. Mi chiamarono nel 2007 e aprii i miei corsi. Oggi sono 10 anni tondi». Dieci (per coincidenza) proprio come quelli della Città Visibile, che festeggia il compleanno con questi laboratori. (el. gi.)
L’hip hop è un movimento culturale nato negli anni ’70 e che pian piano ha conquistato il mondo, grazie al suo ricchissimo background popolare. A molti non sarà sfuggito il piccolo-grande “tempio dell’hip hop” nato e cresciuto in città, negli anfratti di palazzo Cosimini in via Bonghi; è qui che si sono succedute generazioni di ballerini di break dance intenti ad acrobatiche peripezie. E qui sono arrivati perfino affermati b-boys da altre parti del pianeta. A raccontare questo mondo con passione – ieri in via Vinzaglio – è stato lo stesso Bernardini “Xedo” che insegna in una scuola grossetana, Odissea 2011. Questa «cultura collettiva - ha detto - raggruppa tante persone che seguono lo stesso modo di fare e di agire». Nacque grazie ai Block party: feste di strada in cui i giovani afro e latinoamericani del Bronx suonavano e ballavano attaccandosi alla corrente dei lampioni. A Grosseto «la mia – dice Xedo – è stata la prima scuola di break dance stabile che ha dato un seguito all’hip hop. Mi chiamarono nel 2007 e aprii i miei corsi. Oggi sono 10 anni tondi». Dieci (per coincidenza) proprio come quelli della Città Visibile, che festeggia il compleanno con questi laboratori. (el. gi.)
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