La manifestazione
Due secoli di stupore: ecco il castagno “monumento” d’Italia
di Fiora Bonelli
Più di sei metri di circonferenza, oltre 12 di altezza è situato sulla strada di ingresso del cimitero di Santa Fiora
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SANTA FIORA. Santa Fiora ha, d’ora innanzi, un castagno ufficialmente inserito fra gli alberi monumentali italiani.
È un castagno di circa duecento anni situato nella strada di ingresso del cimitero di Santa Fiora: ha un tronco con una circonferenza di 6 metri e 20 centimetri ed è alto circa 12, 50 metri. Un “albero del pane”, come si chiamano i castagni in Amiata, gigantesco e paterno, degno di simboleggiare l’imponenza e la sacralità di tutti gli alberi di castagno del Monte Amiata, raccontata in tante leggende esemplari di cui sono protagonisti proprio enormi castagni che abbassano le loro fronde a protezione miracolosa di pastorelle e pastorelli che stanno pascolando i greggi aggrediti dal lupo. Ecco che per difenderli, gli alberi del pane chiudono le loro immense fronde e impediscono agli aggressori di danneggiare i greggi e i pastori.
«Questo albero di castanea sativa, più comunemente conosciuta come castagno, che ha avuto l’onore di essere scelta come monumentale – spiega David Franceschelli che per il Comune di Santa Fiora ha curato il censimento degli alberi che potevano ambire a essere definiti monumentali del territorio comunale – è un esemplare mastodontico sia per la forma che per la dimensione del diametro del tronco ed è uno dei 14 che abbiamo censito col supporto del consorzio forestale Amiata per rispondere alla legge numero 10 del 14 gennaio 2013, che potenzia, con il suo articolo 7 la tutela degli alberi monumentali che abbiano singolari caratteri, cioè, di bellezza naturale, imponenza o memoria storica. La legge ha l’obiettivo di fornire criteri di univocità a livello nazionale, per la salvaguardia degli alberi monumentali e stabilisce che ogni Comune provveda ad effettuare il censimento degli alberi monumentali ricadenti nel territorio di propria competenza, trasmettendone i risultati alle Regioni. Saranno queste poi a redigere un elenco regionale da trasmettersi al Corpo forestale dello Stato in modo che possa realizzarsi un elenco nazionale degli alberi monumentali».
Franceschelli specifica anche che con il censimento della pianta di castagno varata come “monumentale”, il Comune di Santa Fiora e il Consorzio forestale stanno lavorando anche alla definizione della monumentalità di almeno altre sei/sette piante e due boschetti di piante: «Ne fanno parte – spiega Franceschelli – diversi castagni e tigli del parco della Peschiera e del parco Gambrinus, il boschetto di Lauroceraso nella Peschiera oltre che alcuni aceri ed un abete nei boschi di Selva. Infatti, per quelle non ancora dichiarate monumentali i funzionari della Regione che istruiscono la pratica, avevano chiesto integrazioni ed ulteriori passaggi, quindi, al termine di questo arricchimento degli atti, confidiamo che altre nostre piante vengano istituite come monumentali. Anche per la nostra Peschiera, ad esempio, sarebbe un valore aggiunto e per tutto il nostro patrimonio arboreo comunale».
E infatti, le essenze arboree ospitate nella Peschiera, il giardino concepito a Santa Fiora dalla contessa Carolina Sforza, costruiscono, come ebbe a scrivere lo storico Cesare Brandi, un luogo quasi ariostesco, con cuori e frecce addirittura intagliati nelle cortecce degli alberi della Peschiera: luogo magico e poetico coi suoi castagni, i laurocerasi e i tigli che aspettano che si avveri quella leggenda che dice che sopra la Peschiera c’è un sasso con una vecchia appollaiata che aspetta che lì cada un fulmine. Lei lo afferrerà e libererà Santa Fiora da tutti i mali. Luoghi magici e fatati, di cui gli alberi sono le creature secolari e vive.
È un castagno di circa duecento anni situato nella strada di ingresso del cimitero di Santa Fiora: ha un tronco con una circonferenza di 6 metri e 20 centimetri ed è alto circa 12, 50 metri. Un “albero del pane”, come si chiamano i castagni in Amiata, gigantesco e paterno, degno di simboleggiare l’imponenza e la sacralità di tutti gli alberi di castagno del Monte Amiata, raccontata in tante leggende esemplari di cui sono protagonisti proprio enormi castagni che abbassano le loro fronde a protezione miracolosa di pastorelle e pastorelli che stanno pascolando i greggi aggrediti dal lupo. Ecco che per difenderli, gli alberi del pane chiudono le loro immense fronde e impediscono agli aggressori di danneggiare i greggi e i pastori.
«Questo albero di castanea sativa, più comunemente conosciuta come castagno, che ha avuto l’onore di essere scelta come monumentale – spiega David Franceschelli che per il Comune di Santa Fiora ha curato il censimento degli alberi che potevano ambire a essere definiti monumentali del territorio comunale – è un esemplare mastodontico sia per la forma che per la dimensione del diametro del tronco ed è uno dei 14 che abbiamo censito col supporto del consorzio forestale Amiata per rispondere alla legge numero 10 del 14 gennaio 2013, che potenzia, con il suo articolo 7 la tutela degli alberi monumentali che abbiano singolari caratteri, cioè, di bellezza naturale, imponenza o memoria storica. La legge ha l’obiettivo di fornire criteri di univocità a livello nazionale, per la salvaguardia degli alberi monumentali e stabilisce che ogni Comune provveda ad effettuare il censimento degli alberi monumentali ricadenti nel territorio di propria competenza, trasmettendone i risultati alle Regioni. Saranno queste poi a redigere un elenco regionale da trasmettersi al Corpo forestale dello Stato in modo che possa realizzarsi un elenco nazionale degli alberi monumentali».
Franceschelli specifica anche che con il censimento della pianta di castagno varata come “monumentale”, il Comune di Santa Fiora e il Consorzio forestale stanno lavorando anche alla definizione della monumentalità di almeno altre sei/sette piante e due boschetti di piante: «Ne fanno parte – spiega Franceschelli – diversi castagni e tigli del parco della Peschiera e del parco Gambrinus, il boschetto di Lauroceraso nella Peschiera oltre che alcuni aceri ed un abete nei boschi di Selva. Infatti, per quelle non ancora dichiarate monumentali i funzionari della Regione che istruiscono la pratica, avevano chiesto integrazioni ed ulteriori passaggi, quindi, al termine di questo arricchimento degli atti, confidiamo che altre nostre piante vengano istituite come monumentali. Anche per la nostra Peschiera, ad esempio, sarebbe un valore aggiunto e per tutto il nostro patrimonio arboreo comunale».
E infatti, le essenze arboree ospitate nella Peschiera, il giardino concepito a Santa Fiora dalla contessa Carolina Sforza, costruiscono, come ebbe a scrivere lo storico Cesare Brandi, un luogo quasi ariostesco, con cuori e frecce addirittura intagliati nelle cortecce degli alberi della Peschiera: luogo magico e poetico coi suoi castagni, i laurocerasi e i tigli che aspettano che si avveri quella leggenda che dice che sopra la Peschiera c’è un sasso con una vecchia appollaiata che aspetta che lì cada un fulmine. Lei lo afferrerà e libererà Santa Fiora da tutti i mali. Luoghi magici e fatati, di cui gli alberi sono le creature secolari e vive.
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