La manifestazione
Aurelia, la formula ibrida bocciata dagli ambientalisti
di Ivana Agostini
Le associazioni e i comitati sostengono la posizione del sindaco di Capalbio Chiesto l’adeguamento della strada senza la realizzazione dell’autostrada
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ORBETELLO. No a un tracciato spezzatino. Via Sat e i suoi progetti. Immediata messa in sicurezza dell’Aurelia a Capalbio. Questa la posizione delle associazioni ambientaliste e dei comitati (Fai, Italia Nostra, Legambiente, Wwf, Comitato per la bellezza, Terra di Maremma, Rete dei Comitati per la difesa del territorio) che ribadiscono la loro contrarietà alla proposta del Governo di sottoporre al Cipe l’approvazione e il conseguente finanziamento di una formula ibrida che veda Anas adeguare l’Aurelia a superstrada nel tratto San Pietro in Palazzi-Orbetello, riconsegnando poi a Sat l’adeguamento del tratto che va da Orbetello ad Ansedonia e proseguire, infine, con il progetto autostradale fino a Tarquinia.
L’incidente avvenuto lunedì al senatore Altero Matteoli, indipendentemente da quelle che ne sono state le cause, ha riacceso i riflettori sulla necessità di intervenire su un tratto che non solo dove ha le 4 corsie non ha spartitraffico ma per circa 12 chilometri ha, addirittura, solo due corsie. «Tutto questo – sostengono ambientalisti e comitati – dimostra drammaticamente quanto sia urgente una rapida messa in sicurezza con l’adeguamento dell’Aurelia a superstrada, così come accennato nel progetto presentato a settembre, ma che non può però escludere Capalbio ma anzi deve assolutamente arrivare a Tarquinia, come chiesto anche dal sindaco della Piccola Atene, Luigi Bellumori, a cui va il nostro sostegno per la sua ferma opposizione all’ipotesi spezzatino».
Se, infatti, da Grosseto sud ad Ansedonia sarà superstrada, da Ansedonia a Pescia Fiorentina, sarà autostrada. Un’ ipotesi inaccettabile non solo per il primo cittadino di Capalbio ma anche per il fronte del no all’autostrada che da sempre lotta e chiede l’adeguamento di tutto il tratto di Aurelia. «Quella della Tirrenica continua a sembrare una storia infinita che – aggiungono gli ambientalisti – rischia ancora una volta di allungare il brodo rimandando invece decisioni definitive come ormai succede da trent’anni. È evidente che l’Aurelia rappresenti una delle arterie stradali più pericolose d’Italia, con un numero elevato di incidenti. Dopo l’ennesima bocciatura del progetto Sat da parte degli enti locali occorre andare velocemente verso una soluzione più razionale, economica e con minore impatto ambientale per il bene del territorio. Basta tergiversare ancora. Le associazioni ambientaliste e i comitati chiedono quindi al Governo di mettere da parte Sat e i suoi progetti e dare pieno incarico ad Anas per individuare e mettere a cantiere subito gli interventi di messa in sicurezza che riducano la pericolosità nel tratto di Capalbio» .
L’incidente avvenuto lunedì al senatore Altero Matteoli, indipendentemente da quelle che ne sono state le cause, ha riacceso i riflettori sulla necessità di intervenire su un tratto che non solo dove ha le 4 corsie non ha spartitraffico ma per circa 12 chilometri ha, addirittura, solo due corsie. «Tutto questo – sostengono ambientalisti e comitati – dimostra drammaticamente quanto sia urgente una rapida messa in sicurezza con l’adeguamento dell’Aurelia a superstrada, così come accennato nel progetto presentato a settembre, ma che non può però escludere Capalbio ma anzi deve assolutamente arrivare a Tarquinia, come chiesto anche dal sindaco della Piccola Atene, Luigi Bellumori, a cui va il nostro sostegno per la sua ferma opposizione all’ipotesi spezzatino».
Se, infatti, da Grosseto sud ad Ansedonia sarà superstrada, da Ansedonia a Pescia Fiorentina, sarà autostrada. Un’ ipotesi inaccettabile non solo per il primo cittadino di Capalbio ma anche per il fronte del no all’autostrada che da sempre lotta e chiede l’adeguamento di tutto il tratto di Aurelia. «Quella della Tirrenica continua a sembrare una storia infinita che – aggiungono gli ambientalisti – rischia ancora una volta di allungare il brodo rimandando invece decisioni definitive come ormai succede da trent’anni. È evidente che l’Aurelia rappresenti una delle arterie stradali più pericolose d’Italia, con un numero elevato di incidenti. Dopo l’ennesima bocciatura del progetto Sat da parte degli enti locali occorre andare velocemente verso una soluzione più razionale, economica e con minore impatto ambientale per il bene del territorio. Basta tergiversare ancora. Le associazioni ambientaliste e i comitati chiedono quindi al Governo di mettere da parte Sat e i suoi progetti e dare pieno incarico ad Anas per individuare e mettere a cantiere subito gli interventi di messa in sicurezza che riducano la pericolosità nel tratto di Capalbio» .
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