Attenzione
«Una scelta gestita male»
L’ex sindaco Bizzarri difende il progetto della nuova scuola
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SCARLINO. Ha voluto ascoltare tutti prima di intervenite ma nel tardo pomeriggio quello dell’ex sindaco Maurizio Bizzarri è stato uno degli interventi più lunghi ed impetuosi.
La polemica si è accesa durante l’assemblea pubblica alla Sala Auser di Scarlino Scalo indetta dall’amministrazione comunale per presentare la riorganizzazione dei plessi scolastici alla luce del completamento della nuova scuola di via Lelli.
Nella sala, insieme a numerosi cittadini, era presente la giunta al completo.
L’intervento di Bizzarri è stato dettato dal coinvolgimento dell’ex amministratore nelle scelte che hanno portato alla costruzione del nuovo edificio scolastico. Prima una digressione sulla cronistoria della scuola scarlinese: «Sono entrato come vicesindaco nel 1995, quando la sindaca di Scarlino era Alduvinca Meozzi – ha detto Bizzarri – e già allora il problema delle scuole era molto sentito. Molte cose furono fatte dalla giunta di allora ma nel 2004 era stata lasciata una previsione vaga. Durante la mia amministrazione lo stallo è finito e grazie al lavoro della giunta, della maggioranza e dell’amato assessore Enio Zanaboni venne scelto il sito migliore. Grazie a noi, furono trovati finanziamenti da parte della Regione per costruire l’opera». Mettere la scuola allo Scalo avrebbe avuto dei vantaggi economici e inoltre preferire un centro urbano alla campagna delle Costie avrebbe reso la scuola stessa più sicura e raggiungibile da tutti. Bizzarri ha poi voluto fare una «critica costruttiva» all’amministrazione di Stella accusata di non aver preparato l’humus sociale per il nuovo riordino: «erano tante le aspettative per la nuova scuola ed erano tanti i malumori legati al riordino dei plessi. Per questo mi sento di dire che avete aspettato troppo a presentare il progetto e a parlare con la popolazione, avete affrontato il tema con leggerezza ma l’argomento meritava molta cura e più tatto di quello che avete avuto. Con tutte queste tensioni che ci sono in aria avreste dovuto comunicare da subito a far vedere la scuola».
Il clima della riunione è stato piuttosto ostile e in seguito all’intervento di Bizzarri le mamme dei bambini del capoluogo si sono lamentate molto: «dovete venire a presentare il progetto anche nel capoluogo – hanno detto – con il riordino la scuola elementare di Scarlino morirà, nessuno vorrà più mandare lì i propri figli. Ci avete trattato male escludendoci».
Il tema si è quindi legato strettamente a quello, molto caldo, dello spopolamento del borgo storico. «Non abbiamo potuto dare certezze fino ad oggi – ha risposto l’assessora all’istruzione Francesca Mencuccini – il Comune sta per avere un edificio scolastico nuovissimo e funzionale che non ha niente a che vedere con le vecchie scuole di Scarlino. Dovremmo gioire di questo invece che lamentarcene». Stella infine ha chiuso l’assemblea: «l’intero progetto è ben pensato – ha detto – accetto il confronto ma quello che abbiamo messo in atto era l’unico sistema possibile per garantire il plesso scolastico a Scarlino».
Giulia Sili
La polemica si è accesa durante l’assemblea pubblica alla Sala Auser di Scarlino Scalo indetta dall’amministrazione comunale per presentare la riorganizzazione dei plessi scolastici alla luce del completamento della nuova scuola di via Lelli.
Nella sala, insieme a numerosi cittadini, era presente la giunta al completo.
L’intervento di Bizzarri è stato dettato dal coinvolgimento dell’ex amministratore nelle scelte che hanno portato alla costruzione del nuovo edificio scolastico. Prima una digressione sulla cronistoria della scuola scarlinese: «Sono entrato come vicesindaco nel 1995, quando la sindaca di Scarlino era Alduvinca Meozzi – ha detto Bizzarri – e già allora il problema delle scuole era molto sentito. Molte cose furono fatte dalla giunta di allora ma nel 2004 era stata lasciata una previsione vaga. Durante la mia amministrazione lo stallo è finito e grazie al lavoro della giunta, della maggioranza e dell’amato assessore Enio Zanaboni venne scelto il sito migliore. Grazie a noi, furono trovati finanziamenti da parte della Regione per costruire l’opera». Mettere la scuola allo Scalo avrebbe avuto dei vantaggi economici e inoltre preferire un centro urbano alla campagna delle Costie avrebbe reso la scuola stessa più sicura e raggiungibile da tutti. Bizzarri ha poi voluto fare una «critica costruttiva» all’amministrazione di Stella accusata di non aver preparato l’humus sociale per il nuovo riordino: «erano tante le aspettative per la nuova scuola ed erano tanti i malumori legati al riordino dei plessi. Per questo mi sento di dire che avete aspettato troppo a presentare il progetto e a parlare con la popolazione, avete affrontato il tema con leggerezza ma l’argomento meritava molta cura e più tatto di quello che avete avuto. Con tutte queste tensioni che ci sono in aria avreste dovuto comunicare da subito a far vedere la scuola».
Il clima della riunione è stato piuttosto ostile e in seguito all’intervento di Bizzarri le mamme dei bambini del capoluogo si sono lamentate molto: «dovete venire a presentare il progetto anche nel capoluogo – hanno detto – con il riordino la scuola elementare di Scarlino morirà, nessuno vorrà più mandare lì i propri figli. Ci avete trattato male escludendoci».
Il tema si è quindi legato strettamente a quello, molto caldo, dello spopolamento del borgo storico. «Non abbiamo potuto dare certezze fino ad oggi – ha risposto l’assessora all’istruzione Francesca Mencuccini – il Comune sta per avere un edificio scolastico nuovissimo e funzionale che non ha niente a che vedere con le vecchie scuole di Scarlino. Dovremmo gioire di questo invece che lamentarcene». Stella infine ha chiuso l’assemblea: «l’intero progetto è ben pensato – ha detto – accetto il confronto ma quello che abbiamo messo in atto era l’unico sistema possibile per garantire il plesso scolastico a Scarlino».
Giulia Sili
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