Attenzione
L’ultimo grido: «Aiuto, tiratemi fuori»
di Francesca Gori
Effettuata l’autopsia sul corpo dell’ex ministro, sarebbe stato escluso il malore come causa dell’incidente
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CAPALBIO. Gli ultimi a sentire la voce dell’ex ministro alle Infrastrutture e trasporti Altero Matteoli, sono stati i soccorritori. Era un lamento disperato quello dell’ex sindaco di Orbetello, il lamento di un uomo che stava morendo. «Aiutatemi, vi prego. Tiratemi fuori da qui», ha detto con quel filo di voce che gli era rimasto dopo essersi schiantato con la sua Bmw 530 appena ritirata dal concessionario contro un suv che viaggiava verso Roma.
Ieri mattina, l’equipe medico legale di Siena, con il professor Mario Gabrielli, ha effettuato l’autopsia sul corpo del senatore. Il medico legale avrebbe escluso, al momento, che a causare il salto di corsia sia stato un malore.
Sono stati effettuati tutti i campionamenti necessari per chiarire le cause della morte di Matteoli ed è stata effettuata anche una tac totale che avrebbe messo in evidenza le gravissime fratture che hanno ucciso il senatore. Matteoli, quando è stato soccorso, era vivo e parlava. Lo hanno sentito i sanitari del 118 che hanno cercato di salvargli la vita, che hanno provato a intubarlo e che a lungo hanno provato a rianimarlo. Il suo cuore, però, si è fermato sull’Aurelia.
La famiglia dell’ex sindaco di Orbetello si è affidata all’avvocato Franco Mugnai, e anche la coppia che viaggiava sul suv ha nominato un proprio legale. È andata avanti per più di tre ore, l’autopsia che avrebbe quindi escluso il malore. È probabile che la manovra che ha ucciso Matteoli sia stata provocata da un colpo di sonno o da una distrazione, oppure da un’anomalia nel funzionamento della sua auto.
Le ferite riportate nello schianto sono state devastanti, soprattutto all’altezza del torace.
Ieri mattina, la polizia stradale con i consulenti della famiglia di Matteoli e della coppia che viaggiava sul suv, sono tornati sul luogo dell’incidente per effettuare ulteriori accertamenti e per sciogliere alcuni dubbi che erano sorti in merito alle prime fasi di ricostruzione della dinamica dell’incidente.
La polizia stradale ha inviato due giorni fa il rapporto con tutti i dati rilevati alla Procura. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore Maria Navarro che sta coordinando le indagini e che incaricherà tra una ventina di giorni, quando arriveranno anche i risultati dell’autopsia, un consulente tecnico.
L’uomo che era al volante del Suv che avrebbe visto la Bmw di Matteoli tagliare le tre corsie dell’Aurelia e piombargli addosso, è stato indagato per omicidio colposo. Un atto dovuto, da parte della Procura: le due auto, la Bmw 530 di Matteoli e la Nissan Qashqai sulla quale viaggiava la coppia di Roma, Sandra Ligia, 47 anni e Giulio Gravi, 50 anni, sono state poste sotto sequestro. Questa mattina il feretro nel quale è stato composto il senatore, partirà per Roma dove, alle 9 in palazzo Madama, sarà allestita la camera ardente che resterà aperta fino alle 11. Alle 12 saranno poi celebrati i funerali nella Basilica Santa Maria Sopra Minerva e alle 15 la salma sarà trasferita nella casa di Matteoli a Casale Marittimo e venerdì mattina inumata nella cappella di famiglia.
«Fare ipotesi sulle cause e sulla dinamica dell’incidente stradale - dice l’avvocato Franco Mugnai - è ora arbitrario e fuorviante essendo ancora in corso gli accertamenti della polizia stradale mentre quelli del consulente della Procura di Grosseto inizieranno il prossimo 19 gennaio. Altrettanto destituito di fondamento avanzare ipotesi sull'autopsia i cui esiti non sono ancora noti».
Ieri mattina, l’equipe medico legale di Siena, con il professor Mario Gabrielli, ha effettuato l’autopsia sul corpo del senatore. Il medico legale avrebbe escluso, al momento, che a causare il salto di corsia sia stato un malore.
Sono stati effettuati tutti i campionamenti necessari per chiarire le cause della morte di Matteoli ed è stata effettuata anche una tac totale che avrebbe messo in evidenza le gravissime fratture che hanno ucciso il senatore. Matteoli, quando è stato soccorso, era vivo e parlava. Lo hanno sentito i sanitari del 118 che hanno cercato di salvargli la vita, che hanno provato a intubarlo e che a lungo hanno provato a rianimarlo. Il suo cuore, però, si è fermato sull’Aurelia.
La famiglia dell’ex sindaco di Orbetello si è affidata all’avvocato Franco Mugnai, e anche la coppia che viaggiava sul suv ha nominato un proprio legale. È andata avanti per più di tre ore, l’autopsia che avrebbe quindi escluso il malore. È probabile che la manovra che ha ucciso Matteoli sia stata provocata da un colpo di sonno o da una distrazione, oppure da un’anomalia nel funzionamento della sua auto.
Le ferite riportate nello schianto sono state devastanti, soprattutto all’altezza del torace.
Ieri mattina, la polizia stradale con i consulenti della famiglia di Matteoli e della coppia che viaggiava sul suv, sono tornati sul luogo dell’incidente per effettuare ulteriori accertamenti e per sciogliere alcuni dubbi che erano sorti in merito alle prime fasi di ricostruzione della dinamica dell’incidente.
La polizia stradale ha inviato due giorni fa il rapporto con tutti i dati rilevati alla Procura. Il fascicolo è stato affidato al sostituto procuratore Maria Navarro che sta coordinando le indagini e che incaricherà tra una ventina di giorni, quando arriveranno anche i risultati dell’autopsia, un consulente tecnico.
L’uomo che era al volante del Suv che avrebbe visto la Bmw di Matteoli tagliare le tre corsie dell’Aurelia e piombargli addosso, è stato indagato per omicidio colposo. Un atto dovuto, da parte della Procura: le due auto, la Bmw 530 di Matteoli e la Nissan Qashqai sulla quale viaggiava la coppia di Roma, Sandra Ligia, 47 anni e Giulio Gravi, 50 anni, sono state poste sotto sequestro. Questa mattina il feretro nel quale è stato composto il senatore, partirà per Roma dove, alle 9 in palazzo Madama, sarà allestita la camera ardente che resterà aperta fino alle 11. Alle 12 saranno poi celebrati i funerali nella Basilica Santa Maria Sopra Minerva e alle 15 la salma sarà trasferita nella casa di Matteoli a Casale Marittimo e venerdì mattina inumata nella cappella di famiglia.
«Fare ipotesi sulle cause e sulla dinamica dell’incidente stradale - dice l’avvocato Franco Mugnai - è ora arbitrario e fuorviante essendo ancora in corso gli accertamenti della polizia stradale mentre quelli del consulente della Procura di Grosseto inizieranno il prossimo 19 gennaio. Altrettanto destituito di fondamento avanzare ipotesi sull'autopsia i cui esiti non sono ancora noti».
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