Il dolore
«Gazebo, si muovano i commercianti»
Sindaco e assessore rispondono agli esercenti infuriati e ad Ascom: «Noi abbiamo fatto tutto quello che c’era da fare»
4 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Caos gazebo: il Comune dice di aver fatto tutto quello che c’era da fare per consentire agli esercenti la realizzazione di strutture nella legalità. All’Ascom che lamenta la lentezza e la scarsa chiarezza del percorso avviato, il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna e l’assessore Fabrizio Rossi rispondono rinnovando la disponibilità a un confronto e quindi – evidentemente – all’incontro richiesto per gennaio. Resta fermo il fatto che, una volta assegnate le aree, secondo il Comune la palla è esclusivamente nelle mani degli esercenti che dovranno decidere cosa realizzare sulle aree avute in concessione. In base alla decisione chiederanno eventuali permessi a costruire e il Comune, solo di fronte alle richieste, potrà dire se ciò che viene richiesto potrà essere davvero realizzato.
«Abbiamo salvato decine di attività da procedimenti penali», è l’incipit della nota. Dunque l’amministrazione parrebbe essere stata a conoscenza di iniziative che la Procura della Repubblica stava per prendere. Non è la prima volta che la questione emerge dalle comunicazioni della maggioranza; era stato anche il presidente del consiglio comunale Claudio Pacella – nelle more della modifica della normativa comunale quando fu imposta la rimozione di tutti i gazebo – a ricordare che il problema era stato sollevato anche dalla magistratura.
«L’amministrazione comunale dal settembre 2016 ha avuto le idee estremamente chiare sul tema: riportare la legalità sulla vicenda gazebo - dicono sindaco e assessore - Per questo ha messo mano al regolamento edilizio e al regolamento urbanistico. L’iter si è concluso a marzo 2017, in sei mesi intensi di modifiche normative. Ne è seguita una seconda fase gestita dal collega Riccardo Megale, assessore al Patrimonio, che ha consentito di sottoscrivere il protocollo con la Sovrintendenza per un procedimento semplificato autorizzativo di gazebo nel centro storico e, con due bandi distinti (centro storico e non), è stata avviata la procedura di assegnazione delle aree su richiesta degli esercenti. Coloro che hanno partecipato hanno ricevuto risposta per quanto concerne l’assegnazione dell’area. Assegnazione che non significa approvazione automatica delle pratiche edilizie per installare i gazebo, poiché queste non risultano ancora presentate dagli esercenti agli uffici. Nessun muro di gomma quindi da parte del Comune, che conferma la massima disponibilità a chi vuole e vorrà arrivare alla conclusione di quest’iter. E si mette nuovamente a disposizione per un ulteriore incontro con i tecnici già ricevuti singolarmente in passato e con l’associazione di riferimento». Il Comune puntualizza che, «prima di presentare una pratica edilizia per installare un gazebo, deve essere stata sottoscritta la concessione patrimoniale dell’area e, prima ancora, è necessario – come previsto nel bando – che i tecnici di fiducia dei partecipanti presentino, alla firma del servizio patrimonio, il frazionamento dell’area. Non è ancora stato presentato alcun frazionamento. Per il centro storico sei esercizi hanno ottenuto la possibilità di presentare le pratiche di realizzazione di gazebo chiusi, fatto storico senza precedenti. Coloro che hanno ottenuto la possibilità di installarli fuori dal centro, sette esercizi, potranno scegliere tra gazebo aperti o interamente chiusi».
Sui parcheggi. «All’articolo due comma 4 del bando (aree fuori centro storico) si riporta esplicitamente: “In caso di manufatti interamente chiusi dovranno essere rispettate le disposizioni nazionali in materia di distanze di fabbricati e parcheggi pertinenziali”. Solo e soltanto nel caso dei gazebo chiusi e fuori dal centro storico (per quelli del centro storico non è necessario) quindi il bando specificava, con un chiaro riferimento, le normative vigenti. Norme tra l’altro nazionali. Pertanto non comprendiamo le esternazioni dell’associazione di categoria – tra l’altro con sostanziali imprecisioni – sulle incertezze del bando, anche e soprattutto visto il coinvolgimento e la disponibilità dimostrata dall’ente fin da subito nei confronti sia dei commercianti che dei loro rappresentanti. Stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione. La sinistra, Pd e Gruppo Mascagni, ne approfitta per fare polemica tra l’altro su un tema che ha ignorato e trascurato per anni a scapito dei commercianti grossetani. Farebbe meglio a restare in religioso silenzio vista l’epoca natalizia evitando considerazioni superficiali: ha già avuto il tempo per risolvere la questione e non l’ha fatto. E ancora oggi dimostra con interventi imbarazzanti di non conoscere la materia».
«Abbiamo salvato decine di attività da procedimenti penali», è l’incipit della nota. Dunque l’amministrazione parrebbe essere stata a conoscenza di iniziative che la Procura della Repubblica stava per prendere. Non è la prima volta che la questione emerge dalle comunicazioni della maggioranza; era stato anche il presidente del consiglio comunale Claudio Pacella – nelle more della modifica della normativa comunale quando fu imposta la rimozione di tutti i gazebo – a ricordare che il problema era stato sollevato anche dalla magistratura.
«L’amministrazione comunale dal settembre 2016 ha avuto le idee estremamente chiare sul tema: riportare la legalità sulla vicenda gazebo - dicono sindaco e assessore - Per questo ha messo mano al regolamento edilizio e al regolamento urbanistico. L’iter si è concluso a marzo 2017, in sei mesi intensi di modifiche normative. Ne è seguita una seconda fase gestita dal collega Riccardo Megale, assessore al Patrimonio, che ha consentito di sottoscrivere il protocollo con la Sovrintendenza per un procedimento semplificato autorizzativo di gazebo nel centro storico e, con due bandi distinti (centro storico e non), è stata avviata la procedura di assegnazione delle aree su richiesta degli esercenti. Coloro che hanno partecipato hanno ricevuto risposta per quanto concerne l’assegnazione dell’area. Assegnazione che non significa approvazione automatica delle pratiche edilizie per installare i gazebo, poiché queste non risultano ancora presentate dagli esercenti agli uffici. Nessun muro di gomma quindi da parte del Comune, che conferma la massima disponibilità a chi vuole e vorrà arrivare alla conclusione di quest’iter. E si mette nuovamente a disposizione per un ulteriore incontro con i tecnici già ricevuti singolarmente in passato e con l’associazione di riferimento». Il Comune puntualizza che, «prima di presentare una pratica edilizia per installare un gazebo, deve essere stata sottoscritta la concessione patrimoniale dell’area e, prima ancora, è necessario – come previsto nel bando – che i tecnici di fiducia dei partecipanti presentino, alla firma del servizio patrimonio, il frazionamento dell’area. Non è ancora stato presentato alcun frazionamento. Per il centro storico sei esercizi hanno ottenuto la possibilità di presentare le pratiche di realizzazione di gazebo chiusi, fatto storico senza precedenti. Coloro che hanno ottenuto la possibilità di installarli fuori dal centro, sette esercizi, potranno scegliere tra gazebo aperti o interamente chiusi».
Sui parcheggi. «All’articolo due comma 4 del bando (aree fuori centro storico) si riporta esplicitamente: “In caso di manufatti interamente chiusi dovranno essere rispettate le disposizioni nazionali in materia di distanze di fabbricati e parcheggi pertinenziali”. Solo e soltanto nel caso dei gazebo chiusi e fuori dal centro storico (per quelli del centro storico non è necessario) quindi il bando specificava, con un chiaro riferimento, le normative vigenti. Norme tra l’altro nazionali. Pertanto non comprendiamo le esternazioni dell’associazione di categoria – tra l’altro con sostanziali imprecisioni – sulle incertezze del bando, anche e soprattutto visto il coinvolgimento e la disponibilità dimostrata dall’ente fin da subito nei confronti sia dei commercianti che dei loro rappresentanti. Stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione. La sinistra, Pd e Gruppo Mascagni, ne approfitta per fare polemica tra l’altro su un tema che ha ignorato e trascurato per anni a scapito dei commercianti grossetani. Farebbe meglio a restare in religioso silenzio vista l’epoca natalizia evitando considerazioni superficiali: ha già avuto il tempo per risolvere la questione e non l’ha fatto. E ancora oggi dimostra con interventi imbarazzanti di non conoscere la materia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
