Il dolore
Malattie e “sgambetti”: salta il consiglio
di Francesca Ferri
Con 5 assenti nel centrodestra, l’opposizione lascia l’aula. Il presidente bacchetta: «Il M5s pensa al gettone di presenza»
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GROSSETO. Nell’ultima seduta del consiglio comunale prima delle feste volano stracci tra maggioranza e opposizione. Ieri a un’ora dall’inizio dei lavori – dopo gli interventi di cordoglio per la morte di Altero Matteoli – con ben otto assenti giustificati (malattia, lavoro e motivi personali), tra i quali ben cinque della maggioranza e tre della minoranza, l’opposizione ha lasciato gli scranni e fatto venir meno il numero legale.
I consiglieri di maggioranza assenti erano: Virciglio (Movimento per la sovranità), Pieroni e Pannini (Lista Vivarelli Colonna sindaco), Biagioni (Forza Italia), Lolini (Lega), oltre al sindaco, a letto con la febbre ma sostituito dal suo vice. Quelli di minoranza assenti erano: Cirillo (Pd), De Martis (lista Mascagni sindaco) e Perruzza (M5s).
Fin qui, nulla di nuovo. Far mancare il numero legale è prassi frequente delle opposizioni per mettere in difficoltà la maggioranza. Ma secondo il presidente del consiglio, Claudio Pacella, stavolta le opposizioni avrebbero scelto di allontanarsi solo a seduta avviata per poter incassare i gettoni di presenza (circa 36 euro lordi, circa mille euro totali a seduta), che sarebbero stati risparmiati alle casse pubbliche se la decisione fosse arrivata a inizio lavori. Insomma: l’accusa è di essersi accaparrati il gettone di presenza.
Pacella ce l’ha in particolare con il M5s, lo ha detto al microfono e l’ha ribadito in una nota, in cui ha tacciato il Movimento di «grave mancanza di sensibilità istituzionale» visto che «non perde occasione per stigmatizzare i comportamenti altrui».
Colpiti in uno degli argomenti a loro più cari, i pentastellati hanno risposto in una lunga nota in cui, a loro volta, lo accusano di «grave comportamento», rimandano alla maggioranza la responsabilità di garantire il numero legale e rimproverano Pacella: «Non può permettersi di fare valutazioni politiche che esulino dal ruolo che sta svolgendo».
«Noi lo devolveremo all’Associazione persone Down», dicono i pentastellati Daniela Lembo, Antonella Pisani, Francesca Amore e Gianluigi Perruzza, che danno la disponibilità a modificare il regolamento cosicché preveda che il gettone non si riscuota «in determinate occasioni». La polemica, però, a questo punto si sposta sul consigliere Bruno Ceccherini, che il M5s accusa di essersi rivolto alla consigliera Amore «con un linguaggio triviale» e parolacce, che non sono state registrate («non aveva il microfono acceso», dice il M5s), ma sono state ben udite dagli scranni dei pentastellati.
Non, però, da Pacella, e qui nasce il problema secondo il M5s. «Ci sembrerebbe doveroso da parte sua impedire che venisse utilizzato un tale linguaggio durante i lavori consiliari», dicono i grillini, invitandolo a essere più imparziale e suggerendogli in sostanza di ritirarsi.
Anche il Pd e la lista Mascagni sindaco intervengono. Ma più che sulle polemiche in aula (annunciano comunque che devolveranno i gettoni in beneficenza), gettano uno sguardo più ampio al comportamento della maggioranza e alle tante assenze tra le sue file, in particolare «nei due gruppi consiliari più grandi, Lega nord e la civica Vivarelli Colonna Sindaco, dei quali mancavano anche i capogruppo». E se, proseguono Pd e Lista Mascagni, «possono influire clima natalizio, lavoro e malattia (questa la giustificazione ufficiale), quando le forze politiche che amministrano questa città non riescono a organizzarsi per essere presenti e approvare le loro iniziative politiche è segno che qualcosa è cambiato. Assieme alle festività si avvicinano infatti anche le elezioni politiche e chissà se il fallimento di stamani (ieri) non sia un indice del clima (politico, stavolta) che si respira all’interno della maggioranza».
I consiglieri di maggioranza assenti erano: Virciglio (Movimento per la sovranità), Pieroni e Pannini (Lista Vivarelli Colonna sindaco), Biagioni (Forza Italia), Lolini (Lega), oltre al sindaco, a letto con la febbre ma sostituito dal suo vice. Quelli di minoranza assenti erano: Cirillo (Pd), De Martis (lista Mascagni sindaco) e Perruzza (M5s).
Fin qui, nulla di nuovo. Far mancare il numero legale è prassi frequente delle opposizioni per mettere in difficoltà la maggioranza. Ma secondo il presidente del consiglio, Claudio Pacella, stavolta le opposizioni avrebbero scelto di allontanarsi solo a seduta avviata per poter incassare i gettoni di presenza (circa 36 euro lordi, circa mille euro totali a seduta), che sarebbero stati risparmiati alle casse pubbliche se la decisione fosse arrivata a inizio lavori. Insomma: l’accusa è di essersi accaparrati il gettone di presenza.
Pacella ce l’ha in particolare con il M5s, lo ha detto al microfono e l’ha ribadito in una nota, in cui ha tacciato il Movimento di «grave mancanza di sensibilità istituzionale» visto che «non perde occasione per stigmatizzare i comportamenti altrui».
Colpiti in uno degli argomenti a loro più cari, i pentastellati hanno risposto in una lunga nota in cui, a loro volta, lo accusano di «grave comportamento», rimandano alla maggioranza la responsabilità di garantire il numero legale e rimproverano Pacella: «Non può permettersi di fare valutazioni politiche che esulino dal ruolo che sta svolgendo».
«Noi lo devolveremo all’Associazione persone Down», dicono i pentastellati Daniela Lembo, Antonella Pisani, Francesca Amore e Gianluigi Perruzza, che danno la disponibilità a modificare il regolamento cosicché preveda che il gettone non si riscuota «in determinate occasioni». La polemica, però, a questo punto si sposta sul consigliere Bruno Ceccherini, che il M5s accusa di essersi rivolto alla consigliera Amore «con un linguaggio triviale» e parolacce, che non sono state registrate («non aveva il microfono acceso», dice il M5s), ma sono state ben udite dagli scranni dei pentastellati.
Non, però, da Pacella, e qui nasce il problema secondo il M5s. «Ci sembrerebbe doveroso da parte sua impedire che venisse utilizzato un tale linguaggio durante i lavori consiliari», dicono i grillini, invitandolo a essere più imparziale e suggerendogli in sostanza di ritirarsi.
Anche il Pd e la lista Mascagni sindaco intervengono. Ma più che sulle polemiche in aula (annunciano comunque che devolveranno i gettoni in beneficenza), gettano uno sguardo più ampio al comportamento della maggioranza e alle tante assenze tra le sue file, in particolare «nei due gruppi consiliari più grandi, Lega nord e la civica Vivarelli Colonna Sindaco, dei quali mancavano anche i capogruppo». E se, proseguono Pd e Lista Mascagni, «possono influire clima natalizio, lavoro e malattia (questa la giustificazione ufficiale), quando le forze politiche che amministrano questa città non riescono a organizzarsi per essere presenti e approvare le loro iniziative politiche è segno che qualcosa è cambiato. Assieme alle festività si avvicinano infatti anche le elezioni politiche e chissà se il fallimento di stamani (ieri) non sia un indice del clima (politico, stavolta) che si respira all’interno della maggioranza».
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