La manifestazione
Fiora spa, è bufera sugli utili
Sinistra Italiana lancia il monito al cda di Acquedotto: «Intervenga per adeguare la rete colabrodo»
2 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. «Il cda di Acquedotto del Fiora non si azzardi a distribuire utili ai soci: intervenga per adeguare una rete colabrodo nonostante le bollette alle stelle»: questo il messaggio lanciato da Sinistra Italiana sul servizio idrico. A dare la “stura” era stato ieri il Movimento Cinque Stelle.
«La rete idrica - attacca ora in una nota Sinistra Italiana - è un colabrodo con perdite superiori al 40%, ci sarebbero secondo indiscrezioni non smentite ancora tratti di tubature in cemento-amianto e gli sportelli sul territorio vengono chiusi. Nonostante questo servizio tutt’altro che impeccabile ma pagato a carissimo prezzo, pare che l’Acquedotto del Fiora andrà a distribuire ai soci quattro milioni di utili, di cui 1,6 ai privati, Acea e Mps. Un modo di agire quantomeno discutibile, a maggior ragione se a dare il via libera sono i sindaci del territorio, tramite l’Autorità idrica Toscana. Non vorremmo che qualche primo cittadino pensasse di far cassa con i soldi destinati ad un servizio essenziale come quello dell’acqua. La loro approvazione ci lascia decisamente stupiti».
Ad affermarlo sono i coordinatori regionali di Sinistra Italiana Marco Sabatini e Daniela Lastri commentando questa ipotesi apparsa sulla stampa e rilanciata dai Comitati Acqua bene comune di Grosseto e Siena.
«Finora l’azienda non ha detto niente su questa novità dei dividendi, del resto è la prima volta che accade dal 2002, ovvero dall’ingresso del privato nel capitale sociale. Il cda, se ha questa intenzione, ci ripensi e non si azzardi a distribuire gli utili - dice Sinistra Italiana - Pensi invece ad aumentare gli investimenti per risolvere le tante criticità ancora presenti, nonostante le bollette salate pagate dai cittadini, visto che nel 2015 Grosseto e Siena erano in testa alla classifica italiana, con una spesa media di 663 euro l’anno per famiglia, quasi il doppio del dato nazionale, 376 euro. Solo l’idea – concludono Sabatini e Lastri - di continuare a far profitto privato su un bene di tutti è allucinante. Eppure nel 2011 l’esito del referendum era stato chiaro, il 95,4% si espresse a favore della gestione pubblica del servizio idrico. Oltre 26 milioni di voti che sono diventati carta straccia».
«La rete idrica - attacca ora in una nota Sinistra Italiana - è un colabrodo con perdite superiori al 40%, ci sarebbero secondo indiscrezioni non smentite ancora tratti di tubature in cemento-amianto e gli sportelli sul territorio vengono chiusi. Nonostante questo servizio tutt’altro che impeccabile ma pagato a carissimo prezzo, pare che l’Acquedotto del Fiora andrà a distribuire ai soci quattro milioni di utili, di cui 1,6 ai privati, Acea e Mps. Un modo di agire quantomeno discutibile, a maggior ragione se a dare il via libera sono i sindaci del territorio, tramite l’Autorità idrica Toscana. Non vorremmo che qualche primo cittadino pensasse di far cassa con i soldi destinati ad un servizio essenziale come quello dell’acqua. La loro approvazione ci lascia decisamente stupiti».
Ad affermarlo sono i coordinatori regionali di Sinistra Italiana Marco Sabatini e Daniela Lastri commentando questa ipotesi apparsa sulla stampa e rilanciata dai Comitati Acqua bene comune di Grosseto e Siena.
«Finora l’azienda non ha detto niente su questa novità dei dividendi, del resto è la prima volta che accade dal 2002, ovvero dall’ingresso del privato nel capitale sociale. Il cda, se ha questa intenzione, ci ripensi e non si azzardi a distribuire gli utili - dice Sinistra Italiana - Pensi invece ad aumentare gli investimenti per risolvere le tante criticità ancora presenti, nonostante le bollette salate pagate dai cittadini, visto che nel 2015 Grosseto e Siena erano in testa alla classifica italiana, con una spesa media di 663 euro l’anno per famiglia, quasi il doppio del dato nazionale, 376 euro. Solo l’idea – concludono Sabatini e Lastri - di continuare a far profitto privato su un bene di tutti è allucinante. Eppure nel 2011 l’esito del referendum era stato chiaro, il 95,4% si espresse a favore della gestione pubblica del servizio idrico. Oltre 26 milioni di voti che sono diventati carta straccia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
