La manifestazione
Caos gazebo, ora serve anche il posto auto
di Enrico Pizzi
I commercianti infuriati con il Comune vogliono risposte sul bando. Ascom: «Chiediamo un incontro entro l’Epifania»
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GROSSETO. Vuoi costruire un gazebo per il tuo ristorante, bar o pizzeria? Ti serve anche un posto auto. Si chiama “parcheggio pertinenziale”, ed è più o meno questo il nuovo inciampo nel tortuoso percorso avviato dall’amministrazione comunale di Grosseto da quando, il 20 settembre dello scorso anno, prima decise di dichiarare guerra ai gazebo e poi, sotto il fuoco delle proteste delle associazioni di categoria, aggiustò il tiro tornando sui propri passi e trovando la soluzione – almeno sulla carta – di prevedere la possibilità di costruire nuove strutture, anche chiuse, ma solo con regolare licenza edilizia e su suolo pubblico non semplicemente occupato, ma ottenuto in concessione pluriennale in base a un bando.
I bandi – uno per le aree da dare in concessione fuori dal centro storico e uno per il centro storico – hanno tardato al punto che solo il primo è già arrivato all’aggiudicazione delle aree (7 su 14 richiedenti) il 24 ottobre (risale poi al 7 novembre la comunicazione con Pec agli assegnatari), mentre del secondo ancora non si conoscono i risultati. Avrebbe dovuto essere un percorso liscio: l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi aveva più volte annunciato che il percorso era stato pensato per mettere in condizione gli esercenti che ne avessero avuto diritto di realizzare i gazebo in tempo per la stagione invernale. Invece i commercianti, quelli che la concessione del suolo l’hanno ottenuta, lamentano di non sapere ancora cosa potranno realizzare e se davvero potranno realizzare ciò di cui avrebbero bisogno. L’incontro di ieri nei locali di Ascom in via Tevere ha fatto emergere tutte le criticità che permangono e che fanno dire al direttore Gabriella Orlando che ormai anche questa stagione invernale è compromessa, perché, contrariamente a quanto annunciato, non c’è la chiarezza necessaria a consentire agli imprenditori di investire tranquillamente. L’ultimo problema in ordine di tempo sembra insormontabile.
Realizzare un gazebo chiuso significa realizzare una nuova volumetria. Una legge nazionale prevede che le nuove volumetrie abbiano un parcheggio di pertinenza e che questo sia previsto già nella progettazione. Sia chiaro, si tratta di gazebo che dovrebbero servire a ospitare non una famiglia che avrebbe da sistemare una propria auto, ma qualche decina di persone che si fermerebbero per pranzare o cenare. Poco importa che ci siano strutture che, oggettivamente, avrebbero abbondanza di parcheggi pubblici nelle vicinanze. No, la legge è chiara (forse) e chiede, anche per l’ampliamento di un ristorante attraverso un gazebo, non tanti posti auto quanti servirebbero per i clienti, ma un parcheggio pertinenziale commisurato con la cubatura prevista che ovviamente non è enorme. Dunque, nella maggior parte dei casi basta un posto auto: a qualche esercente sarebbe stato anche consigliato di farselo “prestare” da qualche proprietario di garage nelle vicinanze, giusto per avere il permesso di costruire il gazebo. Curiosamente, poi, il requisito del “parcheggio pertinenziale” è richiamato solo nel bando relativo al centro storico, dove peraltro pare sia possibile derogare a quella norma, mentre quel requisito non è stato richiamato nel bando precedente, per le aree fuori dalle mura. «Incertezza, questa è la parola chiave – spiega Gabriella Orlando – ed è per fare chiarezza e avere tutte le informazioni necessarie che riteniamo opportuno, in spirito di collaborazione con l’amministrazione comunale, chiedere un incontro con il Comune e con tutti gli esercenti interessati subito dopo le vacanze di Natale».
I bandi – uno per le aree da dare in concessione fuori dal centro storico e uno per il centro storico – hanno tardato al punto che solo il primo è già arrivato all’aggiudicazione delle aree (7 su 14 richiedenti) il 24 ottobre (risale poi al 7 novembre la comunicazione con Pec agli assegnatari), mentre del secondo ancora non si conoscono i risultati. Avrebbe dovuto essere un percorso liscio: l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi aveva più volte annunciato che il percorso era stato pensato per mettere in condizione gli esercenti che ne avessero avuto diritto di realizzare i gazebo in tempo per la stagione invernale. Invece i commercianti, quelli che la concessione del suolo l’hanno ottenuta, lamentano di non sapere ancora cosa potranno realizzare e se davvero potranno realizzare ciò di cui avrebbero bisogno. L’incontro di ieri nei locali di Ascom in via Tevere ha fatto emergere tutte le criticità che permangono e che fanno dire al direttore Gabriella Orlando che ormai anche questa stagione invernale è compromessa, perché, contrariamente a quanto annunciato, non c’è la chiarezza necessaria a consentire agli imprenditori di investire tranquillamente. L’ultimo problema in ordine di tempo sembra insormontabile.
Realizzare un gazebo chiuso significa realizzare una nuova volumetria. Una legge nazionale prevede che le nuove volumetrie abbiano un parcheggio di pertinenza e che questo sia previsto già nella progettazione. Sia chiaro, si tratta di gazebo che dovrebbero servire a ospitare non una famiglia che avrebbe da sistemare una propria auto, ma qualche decina di persone che si fermerebbero per pranzare o cenare. Poco importa che ci siano strutture che, oggettivamente, avrebbero abbondanza di parcheggi pubblici nelle vicinanze. No, la legge è chiara (forse) e chiede, anche per l’ampliamento di un ristorante attraverso un gazebo, non tanti posti auto quanti servirebbero per i clienti, ma un parcheggio pertinenziale commisurato con la cubatura prevista che ovviamente non è enorme. Dunque, nella maggior parte dei casi basta un posto auto: a qualche esercente sarebbe stato anche consigliato di farselo “prestare” da qualche proprietario di garage nelle vicinanze, giusto per avere il permesso di costruire il gazebo. Curiosamente, poi, il requisito del “parcheggio pertinenziale” è richiamato solo nel bando relativo al centro storico, dove peraltro pare sia possibile derogare a quella norma, mentre quel requisito non è stato richiamato nel bando precedente, per le aree fuori dalle mura. «Incertezza, questa è la parola chiave – spiega Gabriella Orlando – ed è per fare chiarezza e avere tutte le informazioni necessarie che riteniamo opportuno, in spirito di collaborazione con l’amministrazione comunale, chiedere un incontro con il Comune e con tutti gli esercenti interessati subito dopo le vacanze di Natale».
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