Le royalty geotermiche fanno rinascere il borgo
di Alfredo Faetti
Monterotondo: 600mila euro all’anno entrano nelle casse del Comune. Consentono sconti sui tributi e incentivi alle attività che così stanno riaprendo
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MONTEROTONDO MARITTIMO. L’Eldorado delle Colline Metallifere non luccica, sbuffa. Lassù non ci sono fiumi da setacciare con il rastrello in cerca di pepite, ma soffioni da intubare e incanalare verso le centrali che si nascondono tra i castagni. Lassù la geotermia marcata Enel frutta centinaia di migliaia di euro per le casse pubbliche e se nella vicina Montieri l’amministrazione comunale è stata costretta a inventarsi le pratiche più curiose per combattere il drastico calo dei residenti (vedi le case a 1 euro), a Monterotondo Marittimo le royalty permettono di regalare le basi di un’esistenza tranquilla per chiunque decida di vivere nel borgo: dalla famiglia al rilancio di nuove attività passando per la creazione di spazi aggregativi, l’amministrazione del sindaco Giacomo Termine combatte lo spopolamento a suon di agevolazioni e incentivi. Risultato: negli ultimi tre anni c’è stato un incremento demografico e l’inaugurazione di nuove attività.
Un piccolo paese, a metà strada sui colli tra Grosseto e Pisa, lontano decine e decine di chilometri di curve da tutto, non avrebbe strada facile per sopravvivere, specialmente di questi tempi segnati dalla mannaia del taglio ai servizi. E invece no. Monterotondo Marittimo, benché rientri nel classico profilo della perifericità, ha qualcosa in più rispetto ai colleghi-municipi medioevali della Maremma: la geotermia. Che è una miniera d’oro che assicura incassi notevoli alle casse del Comune, pari a circa 600mila euro all’anno di royalty: sono soldi che vengono messi a disposizione dei cittadini attraverso vari bandi, mirati a rendere più agevole una vita trascorsa all’ombra dei castagni. «Senza questi soldi non potremmo portare avanti questa programmazione, ma le royalty in sé non bastano, servono anche delle idee: le risorse c’erano già nel 2008, ma siamo stati noi a dare gambe a queste iniziative», dice Termine, rivendicando un certo merito negli strumenti messi in campo dal municipio.
L’idea originaria non era tanto cercare di portare nuova linfa a Monterotondo, ma preservare quella già esistente. Invece, proprio sulla spinta di questi incentivi, in paese sono arrivate nuove attività, come la clinica veterinaria Falco di Follonica, che sta cercando un fondo per una seconda sede e ha scelto Monterotondo anziché Castell’Azzara proprio sulla spinta dei bandi.
Le nuove attività che aprono nel borgo, infatti, possono ricevere un finanziamento pari a 15mila euro con una garanzia fideiussoria di tre anni (come quelli ottenuto dalla clinica); per quelle già esistenti che invece vogliono allargare o ristrutturare, il finanziamento arrivano a 5mila euro.
Capitolo a parte è legato alle attività della ristorazione: nell’ultimo periodo erano sparite dal borgo, così il Comune ha messo a disposizione fino a 30mila euro per chi avesse voluto aprirne uno. Occasione subito sfruttata da due ragazzi del paese, che hanno inaugurato nel grazioso centro storico il loro ristorante “Badaloro”. «Viviamo qui e volevamo restarci – spiega la titolare Annalisa Bertella – La gente non è molta, ma andiamo avanti», tra prodotti tipici, turisti curiosi e l’ingresso sul grazioso centro storico. «È un indirizzo politico preciso – dice Termine – Noi creiamo occasioni».
E le occasioni riguardano anche chi decide di restare a vivere a Monterotondo. Le esenzioni dal teleriscaldamento vanno in base all’età dell’utente (per le giovani coppie c’è un occhio di riguardo) e all’Isee, ma la copertura può variare da una quota del 50 per cento alla totalità; per l’installazione delle caldaie, tra sgravi e agevolazioni, il cittadino va a coprire solo il 15 per cento della spesa, trovando poi un cospicuo rimborso per il rifornimento dei materiali come pellet, cippato o legna. Rimborsi previsti anche per il trasporto scolastico, sia per le superiori sia per l’università, che variano dai 250 ai 500 euro per studente.
Facile ripopolare il borgo grazie alla miniera d’oro di gas? Forse. Ma non scontato, rimarca il sindaco termine. «Su 1.380 residenti non ci sono disoccupati – spiega Termine – Viste le recenti assunzioni fatte da Enel e Solemme».
Un Eldorado che ha fatto segnare, dal 2014 ad oggi, un più 2, 5 per cento nella demografia del Comune, in netta controtendenza rispetto alle realtà analoghe. E questo rappresenta senza dubbio un unicum nel panorama anche toscano.
Un piccolo paese, a metà strada sui colli tra Grosseto e Pisa, lontano decine e decine di chilometri di curve da tutto, non avrebbe strada facile per sopravvivere, specialmente di questi tempi segnati dalla mannaia del taglio ai servizi. E invece no. Monterotondo Marittimo, benché rientri nel classico profilo della perifericità, ha qualcosa in più rispetto ai colleghi-municipi medioevali della Maremma: la geotermia. Che è una miniera d’oro che assicura incassi notevoli alle casse del Comune, pari a circa 600mila euro all’anno di royalty: sono soldi che vengono messi a disposizione dei cittadini attraverso vari bandi, mirati a rendere più agevole una vita trascorsa all’ombra dei castagni. «Senza questi soldi non potremmo portare avanti questa programmazione, ma le royalty in sé non bastano, servono anche delle idee: le risorse c’erano già nel 2008, ma siamo stati noi a dare gambe a queste iniziative», dice Termine, rivendicando un certo merito negli strumenti messi in campo dal municipio.
L’idea originaria non era tanto cercare di portare nuova linfa a Monterotondo, ma preservare quella già esistente. Invece, proprio sulla spinta di questi incentivi, in paese sono arrivate nuove attività, come la clinica veterinaria Falco di Follonica, che sta cercando un fondo per una seconda sede e ha scelto Monterotondo anziché Castell’Azzara proprio sulla spinta dei bandi.
Le nuove attività che aprono nel borgo, infatti, possono ricevere un finanziamento pari a 15mila euro con una garanzia fideiussoria di tre anni (come quelli ottenuto dalla clinica); per quelle già esistenti che invece vogliono allargare o ristrutturare, il finanziamento arrivano a 5mila euro.
Capitolo a parte è legato alle attività della ristorazione: nell’ultimo periodo erano sparite dal borgo, così il Comune ha messo a disposizione fino a 30mila euro per chi avesse voluto aprirne uno. Occasione subito sfruttata da due ragazzi del paese, che hanno inaugurato nel grazioso centro storico il loro ristorante “Badaloro”. «Viviamo qui e volevamo restarci – spiega la titolare Annalisa Bertella – La gente non è molta, ma andiamo avanti», tra prodotti tipici, turisti curiosi e l’ingresso sul grazioso centro storico. «È un indirizzo politico preciso – dice Termine – Noi creiamo occasioni».
E le occasioni riguardano anche chi decide di restare a vivere a Monterotondo. Le esenzioni dal teleriscaldamento vanno in base all’età dell’utente (per le giovani coppie c’è un occhio di riguardo) e all’Isee, ma la copertura può variare da una quota del 50 per cento alla totalità; per l’installazione delle caldaie, tra sgravi e agevolazioni, il cittadino va a coprire solo il 15 per cento della spesa, trovando poi un cospicuo rimborso per il rifornimento dei materiali come pellet, cippato o legna. Rimborsi previsti anche per il trasporto scolastico, sia per le superiori sia per l’università, che variano dai 250 ai 500 euro per studente.
Facile ripopolare il borgo grazie alla miniera d’oro di gas? Forse. Ma non scontato, rimarca il sindaco termine. «Su 1.380 residenti non ci sono disoccupati – spiega Termine – Viste le recenti assunzioni fatte da Enel e Solemme».
Un Eldorado che ha fatto segnare, dal 2014 ad oggi, un più 2, 5 per cento nella demografia del Comune, in netta controtendenza rispetto alle realtà analoghe. E questo rappresenta senza dubbio un unicum nel panorama anche toscano.
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