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Uil-Comune, trattative rotte a Castiglione

Uil-Comune, trattative rotte a Castiglione

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Centomila euro per soli dieci lavoratori in posizioni organizzative, solo 70mila euro per 110 lavoratori e un secco “no” alla richiesta di integrare di 10mila euro il fondo...

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CASTIGLIONE DELLA PESCAIA. Centomila euro per soli dieci lavoratori in posizioni organizzative, solo 70mila euro per 110 lavoratori e un secco “no” alla richiesta di integrare di 10mila euro il fondo della produttività, destinato ai lavoratori, diminuendo della stessa cifra quello per le spese tecniche. Le decisioni dell’amministrazione comunale di Castiglione della Pescaia non sono piaciute alla UilFpl che mercoledì ha rotto le trattative.

Il sindacato accusa l’amministrazione guidata da Giancarlo Farnetani di «favorire pochi e non interessarsi di molti» a discapito della valorizzazione dei lavoratori. Per la UilFpl la giunta avrebbe insomma abdicato ai valori della sinistra con il risultato, dice il sindacato, «che disorienta i cittadini e gli elettori». Insomma, «è difficile distinguere, almeno per quanto riguarda la gestione dei propri dipendenti, le amministrazioni di centrosinistra da quelle di centrodestra», dice in una nota la segreteria provinciale della UilFpl.

Tutto nasce il 23 novembre con l’inizio della contrattazione decentrata integrativa. I sindacati vengono a conoscenza di alcune scelte sulla gestione del bilancio comunale che secondo loro penalizzano i lavoratori.

Nel dettaglio è emerso, dice la UilFpl, «che un risparmio di gestione di circa 18mila euro è stato inserito nelle risorse variabili dell’1,2% anziché in aggiunta, cioè oltre i limiti del fondo» e che «anche l’incremento di risorse variabili non arriva interamente sul fondo, per i suoi circa 28.500 euro, a causa del limite complessivo del fondo stesso, in virtù di una previsione di spesa per gli incentivi delle funzioni tecniche di circa 26mila euro. Ne deriva che la contrattazione decentrata, che dovrebbe aver luogo a inizio anno per permettere lo svolgimento delle attività istituzionali secondo un disegno premiante, viene derubricata a mera presa d’atto a fine anno così da rendere quasi impossibili eventuali correttivi economici, per valorizzare un raggio più ampio i dipendenti». Che così ottengono 200 euro in meno a testa.

Bocciata anche la proposta di integrare il fondo di 10mila euro perché il bilancio non sosterrebbe la manovra. «Guarda caso – osserva la UilFpl – il bilancio invece sostiene una spesa per posizioni organizzative di 100mila euro per 10 dipendenti a fronte di 70mila per 110 lavoratori» e 26mila per «pochi lavoratori dei lavori pubblici». La mancanza di mediazione ha spinto il sindacato a sbattere la porta.

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