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«Non è il grano» Ecco i consigli del coltivatore

«Non è il grano» Ecco i consigli del coltivatore

GROSSETO. Agricoltori, non è tutto oro ciò che luccica: o meglio, farlo brillare può costare olio di gomito. Al convegno dedicato alla chance della canapicoltura, ospitato ieri mattina al Museo della...

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GROSSETO. Agricoltori, non è tutto oro ciò che luccica: o meglio, farlo brillare può costare olio di gomito. Al convegno dedicato alla chance della canapicoltura, ospitato ieri mattina al Museo della Storia naturale della Maremma, Roberto Parrini di Assocanapa Toscana racconta alla platea la sua esperienza di imprenditore agricolo contoterzista.

Siamo a Castelnuovo Berardenga. «Era il giugno di sei anni fa – dice Parrini – quando decisi di coltivare mezzo ettaro a canapa. Trebbiare mezzo ettaro sembrava un’impresa facile, tant’è che l’anno dopo di ettari ne seminai trenta. Iniziai a trebbiare – continua – e dopo il primo ettaro la trebbiatrice non riusciva ad andare avanti». Che stava accadendo? Semplice, ci spiega: «La canapa è molto tenace e non si taglia facilmente, non si sfibra». Può accadere, insomma, che si impigli nella macchina agricola come i capelli ricci in una spazzola. Un bel grattacapo.

«Vi confesso – aggiunge – mi misi persino a piangere: vedere il prodotto che cade senza che tu possa raccoglierlo è quanto di peggio possa accaderti. Mi trovai a superare molti ostacoli, dovetti apportare anche modifiche alla trebbiatrice, ma mi servì molto. E successivamente rifeci la semina per tre-cinque ettari».

L’imprenditore mette la sua esperienza al servizio degli agricoltori maremmani: «Io ho speso molto – calcola – forse anche più di quanto avrei potuto permettermi». Ed ecco il suo vademecum per chi volesse avventurarsi nell’affascinante micro-cosmo della coltivazione della canapa: «Primo: fate piccole esperienze – dice l’imprenditore – Secondo: affidatevi a chi ha acquisito una certa competenza. Terzo: non fatevi rapire dall’entusiasmo di chi cerca di vendervi il seme per specularci sopra. Quarto: ricordatevi che coltivare la canapa non è come coltivare il grano. Quinto: servono mezzi adeguati che sono molto costosi ed è necessario, per esempio, un essiccatore adatto per essiccare un prodotto delicato».

È già un inizio per mettersi all’opera.(g. m.)

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