Sicurezza
in vendita solo prodotti a base di canapa
E in città apre il primo negozio Olio, pasta, tisane e idee regalo
di Stefano Fabbroni
GROSSETO. Alimentazione, cosmetica ed infiorescenze. Ecco cosa si troverà all’interno di Canapastreet, il negozio che aprirà domani in via Aquileia 76: un’ampia varietà di prodotti destinati alla...
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GROSSETO. Alimentazione, cosmetica ed infiorescenze. Ecco cosa si troverà all’interno di Canapastreet, il negozio che aprirà domani in via Aquileia 76: un’ampia varietà di prodotti destinati alla clientela completamente realizzati con piante di canapa. L’inaugurazione sarà alle 17. A creare il primo hemp shop (cioè il punto vendita della canapa) in città è Alberto Maffuccini, grossetano, che insieme alla moglie Luigina ha deciso di investire in un bouqut di prodotti che in Italia e in Maremma sono ancora tutt’altro che diffusi.
«L’idea – dice Maffuccini – è quella di valorizzare e commercializzare prodotti a base di canapa, per uso alimentare e cosmetico ma anche articoli da regalo, abbigliamento... Puntiamo su qualcosa di nuovo che però arriva dal passato e ne ripropone i molteplici usi di un tempo, dalla carta alle tele da barca».
Ed ecco un po’di storia: «Non dimentichiamo – descrive il negoziante – che in Maremma la canapa veniva coltivata negli Anni Trenta quando l’Italia ne era il secondo produttore mondiale». Tale tipologia di commercio è normata nel dettaglio: «Seguiamo le disposizioni impartire dalla legge 242 del 2016, offriamo al cliente prodotti salutari e biologici».
Eccoli i prodotti: olio, pasta biscotti, tisane, birra ma anche creme, shampoo, saponi, portachiavi e borselli.
La canapa contiene due principi attivi: il Thc e il Cbd. La procedura di coltivazione richiede molta attenzione. «È una pianta che non ha bisogno di grandi trattamenti – dice Maffuccini – ne è preferibile la coltivazione all’aperto e ha una vita di quattro-cinque mesi, la semina avviene ad aprile-maggio e il raccolto viene fatto prima della fine dell’estate. Serve poi una selezione intermedia dei fiori, a cui segue l’essiccazione del prodotto prima di poterlo confezionare e vendere al pubblico».
Il punto vendita si presenterà con un look fatto di materiali rispettosi dell’ambiente: sulle pareti saranno appese stampe, quadri e fotografie d’epoca che ripercorrono la storia della canapa in Italia; verranno montati dei mobili in legno dove troveranno posto alcuni campioni dei prodotti mentre all’ingresso farà da benvenuto un banco costruito con pancali riciclati ed alcuni totem sui quali verrà appoggiata una campana di vetro che conterrà il prodotto “di punta” del negozio.
Ma come è nata l’idea? «Mia moglie – spiega Maffuccini – di ritorno da un convegno sulla canapa l’estate scorsa si era convinta che potevamo allestire un negozio e una piccola filiera produttiva tutta nostra che potesse consentirci di passare dalla terra al negozio fino alla tavola: le ho dato retta dopo aver visionato un reportage in tv».
Se il locale è pronto ad accogliere la città da domani, per la filiera “in proprio” basterà attendere qualche mese. «Abbiamo già arato un terreno di proprietà nella zona nord di Grosseto – prosegue – per la coltivazione di piante di canapa: in primavera dovremmo iniziare la coltivazione».
«L’idea – dice Maffuccini – è quella di valorizzare e commercializzare prodotti a base di canapa, per uso alimentare e cosmetico ma anche articoli da regalo, abbigliamento... Puntiamo su qualcosa di nuovo che però arriva dal passato e ne ripropone i molteplici usi di un tempo, dalla carta alle tele da barca».
Ed ecco un po’di storia: «Non dimentichiamo – descrive il negoziante – che in Maremma la canapa veniva coltivata negli Anni Trenta quando l’Italia ne era il secondo produttore mondiale». Tale tipologia di commercio è normata nel dettaglio: «Seguiamo le disposizioni impartire dalla legge 242 del 2016, offriamo al cliente prodotti salutari e biologici».
Eccoli i prodotti: olio, pasta biscotti, tisane, birra ma anche creme, shampoo, saponi, portachiavi e borselli.
La canapa contiene due principi attivi: il Thc e il Cbd. La procedura di coltivazione richiede molta attenzione. «È una pianta che non ha bisogno di grandi trattamenti – dice Maffuccini – ne è preferibile la coltivazione all’aperto e ha una vita di quattro-cinque mesi, la semina avviene ad aprile-maggio e il raccolto viene fatto prima della fine dell’estate. Serve poi una selezione intermedia dei fiori, a cui segue l’essiccazione del prodotto prima di poterlo confezionare e vendere al pubblico».
Il punto vendita si presenterà con un look fatto di materiali rispettosi dell’ambiente: sulle pareti saranno appese stampe, quadri e fotografie d’epoca che ripercorrono la storia della canapa in Italia; verranno montati dei mobili in legno dove troveranno posto alcuni campioni dei prodotti mentre all’ingresso farà da benvenuto un banco costruito con pancali riciclati ed alcuni totem sui quali verrà appoggiata una campana di vetro che conterrà il prodotto “di punta” del negozio.
Ma come è nata l’idea? «Mia moglie – spiega Maffuccini – di ritorno da un convegno sulla canapa l’estate scorsa si era convinta che potevamo allestire un negozio e una piccola filiera produttiva tutta nostra che potesse consentirci di passare dalla terra al negozio fino alla tavola: le ho dato retta dopo aver visionato un reportage in tv».
Se il locale è pronto ad accogliere la città da domani, per la filiera “in proprio” basterà attendere qualche mese. «Abbiamo già arato un terreno di proprietà nella zona nord di Grosseto – prosegue – per la coltivazione di piante di canapa: in primavera dovremmo iniziare la coltivazione».
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