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sanità
Diabetici ai farmacisti «Accettate di darci i presìdi sanitari»
GROSSETO. Un “primato” che non piace ai pazienti. Un’eccezione che non ha ragione d’essere. L’Associazione diabetici della provincia di Grosseto torna a sollecitare l’Associazione titolari di...
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GROSSETO. Un “primato” che non piace ai pazienti. Un’eccezione che non ha ragione d’essere. L’Associazione diabetici della provincia di Grosseto torna a sollecitare l’Associazione titolari di farmacie private della provincia di Grosseto, e in particolare il vertice dell’associazione, perché compia un cambio di rotta e accetti finalmente di tornare a distribuire i presidi sanitari per diabetici (aghi, striscette reattive, pungidito) come faceva prima del 2012.
E lo fa con una nota firmata dal presidente, Mario Castori, che ormai da 5 anni affronta una situazione che costituisce un unicum nell’intera regione.
«In tutta la Toscana – ricorda Castori – solo l’Associazione titolari di farmacie private della provincia di Grosseto non ha accettato il nuovo servizio». Nel 2012 l’Asl riorganizzò la distribuzione introducendo il sistema informatico Web care, fornendolo gratuitamente. Scomparve quindi il vetusto metodo di usare i bollini: i pazienti si presentano al bancone con la tessera sanitaria e il farmacista dà loro i presìdi prescritti. Un sistema pratico, veloce, in linea con i tempi, più preciso, ma che l’Associazione delle farmacie private non accetta. A niente sono valsi contatti e riunioni, anche con l’Associazione dei diabetici.
«Questo duro atteggiamento del vertice delle Farmacie private – dice Castori – non è stato scalfito negli anni, senza peraltro una spiegazione plausibile, se non quella di fantomatici aggravi di costi e disagi per le cosiddette farmacie rurali». Ma, chiede Castori, le farmacie rurali «sono solo in provincia di Grosseto? E non hanno ancora un computer?». Insomma, le affermazioni del vertice delle Farmacie private non convince i diabetici.
«È anacronistico – dice Castori – che oggi una struttura imprenditoriale di qualunque tipo, compresa una farmacia, rifiuti l’informatica per il suo lavoro, che anzi porta nuove e innovative opportunità commerciali».
Per questo l’Associazione dei diabetici torna a sensibilizzare la dirigenza delle farmacie private «affinché si possa trovare un punto d’incontro e di accordo con l’Asl. Saranno riconoscenti e grati tanti pazienti diabetici, soprattutto quelli abitanti nelle zone più periferiche della provincia, talvolta anziani, che in questi ultimi cinque anni sono stati pesantemente penalizzati».
E lo fa con una nota firmata dal presidente, Mario Castori, che ormai da 5 anni affronta una situazione che costituisce un unicum nell’intera regione.
«In tutta la Toscana – ricorda Castori – solo l’Associazione titolari di farmacie private della provincia di Grosseto non ha accettato il nuovo servizio». Nel 2012 l’Asl riorganizzò la distribuzione introducendo il sistema informatico Web care, fornendolo gratuitamente. Scomparve quindi il vetusto metodo di usare i bollini: i pazienti si presentano al bancone con la tessera sanitaria e il farmacista dà loro i presìdi prescritti. Un sistema pratico, veloce, in linea con i tempi, più preciso, ma che l’Associazione delle farmacie private non accetta. A niente sono valsi contatti e riunioni, anche con l’Associazione dei diabetici.
«Questo duro atteggiamento del vertice delle Farmacie private – dice Castori – non è stato scalfito negli anni, senza peraltro una spiegazione plausibile, se non quella di fantomatici aggravi di costi e disagi per le cosiddette farmacie rurali». Ma, chiede Castori, le farmacie rurali «sono solo in provincia di Grosseto? E non hanno ancora un computer?». Insomma, le affermazioni del vertice delle Farmacie private non convince i diabetici.
«È anacronistico – dice Castori – che oggi una struttura imprenditoriale di qualunque tipo, compresa una farmacia, rifiuti l’informatica per il suo lavoro, che anzi porta nuove e innovative opportunità commerciali».
Per questo l’Associazione dei diabetici torna a sensibilizzare la dirigenza delle farmacie private «affinché si possa trovare un punto d’incontro e di accordo con l’Asl. Saranno riconoscenti e grati tanti pazienti diabetici, soprattutto quelli abitanti nelle zone più periferiche della provincia, talvolta anziani, che in questi ultimi cinque anni sono stati pesantemente penalizzati».
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