La manifestazione
Acqua e luce per il Congo
Un progetto in memoria della dottoressa Laura Perna
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GROSSETO. “Kimbondo-Kinda, per non dimenticare Laura Perna”. È questo il nome del progetto ideato dall’associazione grossetana “Un Mondo di Amici Onlus” per fornire di acqua e luce il polo agricolo di Kinta, uno dei villaggi presenti nella Repubblica Democratica del Congo, in memoria della dottoressa grossetana che per anni ha compiuto una grande opera umana verso le popolazioni svantaggiate dell’Africa.
Il progetto costa 60 mila euro ed è cofinanziato in gran parte dalla onlus (per 40 mila euro) e per il resto dalla Regione Toscana (20 mila). Obiettivo è portare luce ed acqua per migliorare la vita dei circa mille abitanti del villaggio di Kinta, che si trova nella parte sud-orientale della capitale Kinshasa, di 1. 000 ettari: di questi, 300 ettari saranno destinati alla coltivazione di prodotti agricoli tipici locali come manioca e granturco. “La richiesta economica è stata enorme – dice Marco Corsetti, presidente della onlus – così come le difficoltà nel percorrere le infrastrutture poco asfaltate e piene di sabbia che portano al villaggi. Eravamo partiti con l’idea di costruire un dispensario medico di pronto intervento ma un’altra onlus lo stava già realizzando per cui ci siamo diretti verso un progetto che portasse luce ed acqua, al momento inesistenti, anche per collegare il dispensario alle abitazioni del villaggio. Ed è quello su cui stiamo lavorando».
Alla stesura del progetto per partecipare al bando di cooperazione per il microcredito hanno pensato tre professioniste esperte di cooperazione internazionale, enti no-profit e finanziamento alle imprese: Sabrina Morandi, Myriam Lamela e Valeria Ricchiuti. «I fondi raccolti in passato dalla Onlus hanno già permesso di acquisire un fuoristrada – dice Morandi – che serve, fra l’altro, al trasporto dei bambini e dei medicinali tra un villaggio e l’altro». E tutto nel ricordo di Laura: la dottoressa ha aiutato centinaia di bambini abbandonati in altri stati africani ed il suo impegno, che ora viene portato avanti dal padre missionario cileno Hugo Rios, si è tradotto in un ospedale ed un centro sanitario voluto dalla Fondazione pediatrica Kimbondo da lei creata. «Ci siamo presi a cuore questa missione – riprende Corsetti – e la nostra sfida è anche questa fattoria: qui si producono alimenti e si cerca di dare uno sbocco lavorativo ai giovani congolesi che adottati da bambini e cresciuti nella fondazione si ritrovano a venti anni a non avere un’occupazione. Abbiamo così creato due scuole, un laboratorio di falegnameria per i maschi e di cucito per le femmine».
Per dare un contributo al finanziamento del progetto si può devolvere un’offerta libera attraverso queste coordinate bancarie: IBAN IT75 T 01030 14301 000000052131 (s.f.)
Il progetto costa 60 mila euro ed è cofinanziato in gran parte dalla onlus (per 40 mila euro) e per il resto dalla Regione Toscana (20 mila). Obiettivo è portare luce ed acqua per migliorare la vita dei circa mille abitanti del villaggio di Kinta, che si trova nella parte sud-orientale della capitale Kinshasa, di 1. 000 ettari: di questi, 300 ettari saranno destinati alla coltivazione di prodotti agricoli tipici locali come manioca e granturco. “La richiesta economica è stata enorme – dice Marco Corsetti, presidente della onlus – così come le difficoltà nel percorrere le infrastrutture poco asfaltate e piene di sabbia che portano al villaggi. Eravamo partiti con l’idea di costruire un dispensario medico di pronto intervento ma un’altra onlus lo stava già realizzando per cui ci siamo diretti verso un progetto che portasse luce ed acqua, al momento inesistenti, anche per collegare il dispensario alle abitazioni del villaggio. Ed è quello su cui stiamo lavorando».
Alla stesura del progetto per partecipare al bando di cooperazione per il microcredito hanno pensato tre professioniste esperte di cooperazione internazionale, enti no-profit e finanziamento alle imprese: Sabrina Morandi, Myriam Lamela e Valeria Ricchiuti. «I fondi raccolti in passato dalla Onlus hanno già permesso di acquisire un fuoristrada – dice Morandi – che serve, fra l’altro, al trasporto dei bambini e dei medicinali tra un villaggio e l’altro». E tutto nel ricordo di Laura: la dottoressa ha aiutato centinaia di bambini abbandonati in altri stati africani ed il suo impegno, che ora viene portato avanti dal padre missionario cileno Hugo Rios, si è tradotto in un ospedale ed un centro sanitario voluto dalla Fondazione pediatrica Kimbondo da lei creata. «Ci siamo presi a cuore questa missione – riprende Corsetti – e la nostra sfida è anche questa fattoria: qui si producono alimenti e si cerca di dare uno sbocco lavorativo ai giovani congolesi che adottati da bambini e cresciuti nella fondazione si ritrovano a venti anni a non avere un’occupazione. Abbiamo così creato due scuole, un laboratorio di falegnameria per i maschi e di cucito per le femmine».
Per dare un contributo al finanziamento del progetto si può devolvere un’offerta libera attraverso queste coordinate bancarie: IBAN IT75 T 01030 14301 000000052131 (s.f.)
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