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Uccise la moglie, chiede l’abbreviato

Uccise la moglie, chiede l’abbreviato

Alberto Novembri ha confessato di aver strangolato la donna: ieri l’udienza dal Gup

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GROSSETO. È durato un attimo l’incrocio di sguardi tra Alberto Novembri, il settantenne che ha ucciso Anna Eduige Costanzo e Marc Di Maggio, il figlio della vittima, ieri mattina nel corridoio al terzo piano del palazzo di giustizia. Due famiglie distrutte, quella di Novembri da una parte, appoggiata alle panche vicine all’aula Gup dove si è svolta l’udienza e quella di Annarella, dall’altra.

L’avvocato Roberto Cerboni, che difende Novembri, ha chiesto l’ammissione al rito abbreviato subordinato alla perizia psichiatrica alla quale il settantenne è già stato sottoposto. Perizia che sarà depositata nei prossimi giorni.

L’udienza, che si è svolta davanti al giudice Marco Mezzaluna, è durata pochi minuti. All’uscita dall’aula, Novembri si è avvicinato a Di Maggio, ma anche in quell’occasione lo sguardo dei due uomini non si è nemmeno incrociato. Il figlio di Annarella, che insieme ai fratelli ha deciso di non farsi assistere da un avvocato, ha continuato a parlare con i suoi parenti senza degnare di uno sguardo l’uomo che ha confessato l’omicidio della madre. «Ora tornerò a Miami - ha detto il figlio di Annarella - con l’unico scopo di ricordare mia madre. Tornerò per la prossima udienza e, come sempre, andrò a trovare mamma al cimitero. È questo l’unico regalo che posso ancora farle: tenerla con me, come se fosse ancora qui».

Annarella è stata uccisa da Novembri lo scorso febbraio, dopo una lite. E il figlio della donna ha scritto un libro che uscirà nei giorni del primo anniversario e che parte proprio da questa terribile vicenda.

«Io che assisto Novembri - dice l’avvocato Cerboni - rispetto il giusto dolore delle persone ma personalmente ritengo che il dolore, quello vero, sia intimo e dignitoso e non legittimi certe affermazioni». Parole che l’avvocato indirizza al figlio di Annarella, che due giorni fa aveva raccontato una verità diversa da quella che Novembri ha sempre sostenuto dal giorno del suo arresto, quando ai carabinieri prima e al sostituto procuratore Maria Navarro dopo, ha confessato l’omicidio della moglie, avvenuto nell’appartamento dove la coppia viveva da anni al Pozzarello. (f.g.)

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