Il dolore
Casa abbandonata, il Tar fa i conti
di Giulia Sili
Montieri, per sistemarla il Comune divise le spese tra i proprietari. Ma una famiglia non dovrà pagare
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BOCCHEGGIANO. «Una sentenza inaspettata che ci ha colto di sorpresa». Così il sindaco di Montieri Nicola Verruzzi ha commentato l’accoglimento del ricorso presentato da Silvia e Paola Vinciguerra, figlie di Giancarlo Vinciguerra, proprietarie di un immobile a Boccheggiano. La famiglia non dovrà contribuire alle spese sostenute dall’amministrazione comunale per la messa in sicurezza dell’immobile abbandonato e fatiscente tra piazza Agostini e via della Chiesa. Spese ad oggi sostenute dal Comune.
La vicenda si lega a doppio filo al tema dello spopolamento dei piccoli borghi e al patrimonio immobiliare dismesso o abbandonato. Un problema annoso sia per le amministrazioni comunali, che si trovano a fare i conti con proprietari fantasma e immobili in rovina, sia con chi nel paese ha deciso di investire.
La storia della palazzina di piazza Agostini risale a un decennio fa. L’immobile in totale stato di abbandono negli anni è divenuto un pericolo per l’incolumità delle persone tanto il Comune di Monteri si è trovato costretto a provvedere personalmente alla messa in sicurezza del bene. È il 2013 quando il Comune emana una prima ordinanza contingente urgente per far mettere in sicurezza la palazzina ma i proprietari – che nel frattempo, con passaggi di eredità e successioni, sono divenuti più di trenta – sembrano totalmente disinteressati alla cosa.
Anche la famiglia Vinciguerra riceve l’ordinanza perché considerata fra i soggetti proprietari. Nonostante questo nessuno mette mano all’immobile, che tra i tanti problemi presenta anche danni consistenti al tetto, e così il Comune procede d’ufficio e fa montare una struttura metallica a protezione della strada sottostante.
Oggi il Tar ha però accolto il ricorso dei Vinciguerra che non dovrà pagare le spese sostenute dall’amministrazione.
Il Comune, nel provvedimento, aveva infatti assunto come presupposto che la casa dei Vinciguerra costituisse un unico edificio insieme alle altre particelle in questione e che quindi la famiglia avrebbe dovuto pagare per la messa in sicurezza dell’immobile proporzionalmente ai millesimi di proprietà. Secondo le proprietarie vincitrici del ricorso si tratta invece di edifici ben distinti. Giancarlo Vinciguerra lo scorso anno ha anche raccontato la vicenda alla trasmissione “Mi Manda Rai Tre”.
Adesso le spese sostenute dall’amministrazione le dovranno pagare i proprietari dell’immobile fatiscente: il Tar in questo caso ha respinto il ricorso presentato dalle famiglie degli eredi che dovranno anche provvedere alla rifusione di 3.500 euro per le spese di giudizio.
La vicenda però nel frattempo è andata avanti. «Nel marzo 2017 abbiamo emanato altre due ordinanze – dice Verruzzi – dove si dava mandato all’ufficio tecnico di fare una progettualità della messa in sicurezza dell’immobile e oggi i lavori sono partiti». Sono circa 80mila euro di spese che il Comune chiede ai proprietari. «Il compito del Comune è tutelare la pubblica incolumità e la sicurezza e a questa annosa vicenda si lega un problema concreto dei paesi come Boccheggiano: è da problemi come questo che è nata la campagna delle case ad un euro» ha concluso il primo cittadino.
La vicenda si lega a doppio filo al tema dello spopolamento dei piccoli borghi e al patrimonio immobiliare dismesso o abbandonato. Un problema annoso sia per le amministrazioni comunali, che si trovano a fare i conti con proprietari fantasma e immobili in rovina, sia con chi nel paese ha deciso di investire.
La storia della palazzina di piazza Agostini risale a un decennio fa. L’immobile in totale stato di abbandono negli anni è divenuto un pericolo per l’incolumità delle persone tanto il Comune di Monteri si è trovato costretto a provvedere personalmente alla messa in sicurezza del bene. È il 2013 quando il Comune emana una prima ordinanza contingente urgente per far mettere in sicurezza la palazzina ma i proprietari – che nel frattempo, con passaggi di eredità e successioni, sono divenuti più di trenta – sembrano totalmente disinteressati alla cosa.
Anche la famiglia Vinciguerra riceve l’ordinanza perché considerata fra i soggetti proprietari. Nonostante questo nessuno mette mano all’immobile, che tra i tanti problemi presenta anche danni consistenti al tetto, e così il Comune procede d’ufficio e fa montare una struttura metallica a protezione della strada sottostante.
Oggi il Tar ha però accolto il ricorso dei Vinciguerra che non dovrà pagare le spese sostenute dall’amministrazione.
Il Comune, nel provvedimento, aveva infatti assunto come presupposto che la casa dei Vinciguerra costituisse un unico edificio insieme alle altre particelle in questione e che quindi la famiglia avrebbe dovuto pagare per la messa in sicurezza dell’immobile proporzionalmente ai millesimi di proprietà. Secondo le proprietarie vincitrici del ricorso si tratta invece di edifici ben distinti. Giancarlo Vinciguerra lo scorso anno ha anche raccontato la vicenda alla trasmissione “Mi Manda Rai Tre”.
Adesso le spese sostenute dall’amministrazione le dovranno pagare i proprietari dell’immobile fatiscente: il Tar in questo caso ha respinto il ricorso presentato dalle famiglie degli eredi che dovranno anche provvedere alla rifusione di 3.500 euro per le spese di giudizio.
La vicenda però nel frattempo è andata avanti. «Nel marzo 2017 abbiamo emanato altre due ordinanze – dice Verruzzi – dove si dava mandato all’ufficio tecnico di fare una progettualità della messa in sicurezza dell’immobile e oggi i lavori sono partiti». Sono circa 80mila euro di spese che il Comune chiede ai proprietari. «Il compito del Comune è tutelare la pubblica incolumità e la sicurezza e a questa annosa vicenda si lega un problema concreto dei paesi come Boccheggiano: è da problemi come questo che è nata la campagna delle case ad un euro» ha concluso il primo cittadino.
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