Il Tirreno

Grosseto

Pandora, le compagnie presentano conti salati

di Pierluigi Sposato
Pandora, le compagnie presentano conti salati

Richieste danni per decine di migliaia di euro da parte delle società assicuratrici specialmente per quanto derivato dalla presunta associazione per delinquere 

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Sono richieste da decine di migliaia di euro quelle avanzate delle parti civili costituite nel processo Pandora 1, la truffa ai danni delle società assicuratrici che sarebbe stata realizzata anche mediante l’ideazione di falsi incidenti stradali. Sono contenute nelle memorie che i difensori delle compagnie (ma anche del Comune di Grosseto, che ha un caso aperto in questo procedimento) hanno depositato ieri, dopo che nella precedente udienza il sostituto procuratore Marco Nassi aveva formulate le proprie richieste (condanne, assoluzioni, prescrizioni) a conclusione del procedimento per l’agenzia “Studio Verde”.

A seconda dei casi interessati dalle imputazioni, del loro numero e dell’entità dei risarcimenti a suo tempo erogati, le compagnie hanno presentato “conti” più o meno elevati, tra danni patrimoniali e non; e comunque con la richiesta di erogazione di provvisionali immediatamente esecutive.

Spiccano i 100.000 euro di Axa e i quasi 90.000 di UnipolSai. Generali ritiene che sia equo un risarcimento da 20.000 euro, Allianz da 6.150, Helvetia secondo quanto riterrà di giustizia il collegio presieduto da Giovanni Puliatti (con i colleghi Gian Marco De Vincenzi e Andrea Stramenga). Il Comune di Grosseto chiede non meno di 10.000 euro. Gli avvocati Manuel Adami (Helvetia), Adriano Galli (Comune di Grosseto – ieri ha anche sostituito il collega costituito per Axa) e Lorenza Musetti (Allianz) si sono limitati a depositare ai giudici e ai colleghi una memoria in cui hanno riassunto le proprie richieste, nome per nome, reato per reato.

Così ha fatto anche l’avvocato Luca Scerbo Caruso (UnipolSai-Liguria e in sostitutuzione del collega per Generali) il quale ha però voluto aggiungere alcune considerazioni, non sui fatti ma sugli aspetti giuridici. Perché secondo il legale gli imputati principali «partecipando all’associazione per delinquere hanno creato la pre-costituzione per i reati fine», cioè le truffe. Perché associazione e reati fine «vanno a braccetto». E per ciascun reato contestato a giudizio dell’avvocato deve essere data una risposta, anche perché le compagnie non si erano accorte di nulla e avevano per lo più risarcito i danni lamentati. La compagnia ha separato le posizioni e le responsabilità e per ciascun “blocco” di reati (ce ne sono cinque per UnipolSai e due per Liguria) ha individuato il danno che ritiene di aver subito. Il maggiore è quello relativo alla presunta associazione per delinquere che sarebbe stata creata.

Sarà comunque il Tribunale a decidere sui risarcimenti, se cioè inviare tutto al giudice civile e se comunque decidere di erogare una provvisionale.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa