Il Tirreno

Grosseto

Tassa di soggiorno, è bufera

Tassa di soggiorno, è bufera

Coldiretti protesta per gli aumenti, Pizzichi torna all’attacco

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GAVORRANO. La tassa di soggiorno continua a tenere banco nella zona nord della Maremma. Se ne discute a Gavorrano, dove l’amministrazione comunale ha recentemente deciso di alzare le tariffe facendo esplodere una polemica a più livelli, ultimo dei quali quello di Terranostra, associazione agrituristica di Coldiretti, che parla di un «colpo di mano in un periodo non facile per il settore agricolo». E se ne parla anche a Follonica, dove l’opposizione chiede di ridurre il periodo in cui è in regime l’imposta, limitandolo dal 15 giugno al 15 settembre. Ma lo spunto alla discussione arriva proprio da Gavorrano, ripresa ieri mattina nella sede provinciale di Coldiretti, dove il presidente degli agriturismi targati dall’associazione, Luca Serafini, ha stigmatizzato la decisione del Comune.

«È una vera beffa – dice Serafini – Si è passati dalla tassa di 1,30 euro per una notte in un albergo a tre stelle a 2,60 euro a testa. Anche per gli agriturismi vale la stessa cosa. Così come le altre strutture ricettive che operano nel comune di Gavorrano. Il massimo è di tre euro per gli alloggi a tre spighe e di quattro euro per le camere a cinque stelle. Un record a livello di tariffa».

Posizioni simili anche dagli altri esponenti dell’associazione. «Comprendiamo la necessità dei comuni di intervenire per individuare risorse ma pur condividendo le difficoltà del bilancio comunale crediamo che si poteva da un lato concertare la decisione con gli operatori e dall’altro verificare se insistevano anche altri ambiti su cui operare – taglia corto il direttore di Coldiretti Grosseto, Andrea Renna – non vogliamo fare polemiche ma in questo caso non possiamo non essere d’accordo con i nostri soci e con gli operatori tutti». «Auspichiamo, a breve, un tavolo e una disponibilità a rivedere tale deliberazione, pronti a dare il nostro contributo se gradito», fa eco Marco Bruni, presidente di Coldiretti Grosseto.

Le beghe minerarie richiamano l’attenzione dei centri turistici vicini. Daniele Pizzichi, consigliere comunale follonichese del gruppo Misto, prendendo spunto proprio dalle polemiche di Gavorrano, torna a spolverare una sua vecchia proposta, rinnovandola con una mozione che punta sulla destagionalizzazione. «Come? Applicando l’imposta soltanto a partire dalla chiusura delle scuole anziché dal 1 giugno, fino all’inizio del nuovo anno scolastico, anziché fino al 30 settembre (quindi dal 15 giugno al 15 settembre), cercando così di attrarre più turisti in queste settimane non facendogli trovare un’imposta in più – spiega – Numero di pernottamenti massimi su cui è possibile applicare l’imposta: ora sono 15 giorni. Considerando che il soggiorno medio follonichese è minore di una settimana ritengo necessario che l’amministrazione intervenga andando a diminuire i giorni esentando dal pagamento dell’imposta dopo il decimo».

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