Lutto
il buon esempio
Pizzeria Marchigiana «Faremo una pedana»
GROSSETO. «Era da un po’ che ci pensavo. Poi, quando ho visto gli articoli sul Tirreno sulla situazione delle barriere architettoniche, mi sono deciso. E ho chiesto informazioni al Comune di Grosseto...
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GROSSETO. «Era da un po’ che ci pensavo. Poi, quando ho visto gli articoli sul Tirreno sulla situazione delle barriere architettoniche, mi sono deciso. E ho chiesto informazioni al Comune di Grosseto su come fare per adeguare l’ingresso e permettere l’accesso a chi è in carrozzina».
Alessandro Brutti è, con la sorella Barbara, il titolare della storica Pizzeria Marchigiana in corso Carducci, un’istituzione in città, fondata da babbo Giorgio e mamma Diana, che proprio quest’anno festeggia i cinquant’anni di attività.
La barriera architettonica della sua pizzeria è rappresentata da una soglia all’ingresso che misura diversi centimetri. Troppi per chi è in carrozzina.
«Mi spiace vedere le persone che fanno fatica a salire – spiega – e che fanno fatica a far salire la carrozzina. Domenica scorsa ho incrociato per caso l’assessore Fausto Turbanti e gli ho chiesto a chi dovevo rivolgermi per i permessi».
Alessandro Brutti è del tutto intenzionato e ha già pensato a quale soluzione adottare.
«Vorrei far realizzare una piccola rampa dalla soglia alla strada – dice –. Ho già il permesso di occupazione del suolo pubblico per alcuni tavolini che ho qui fuori».
Pratiche burocratiche, progettazione, richieste di permesso e lavori, ormai, sono rimandate ad anno nuovo.
«Sotto Natale è difficile per tutte le tempistiche necessarie – spiega – ma a gennaio lo faremo».
E chissà se, sulla scia del buon esempio, molti altri non decidano di fare altrettanto. Se non altro, pur sempre di un investimento si tratta, visto che aprirebbe le porte a moltissimi clienti che oggi riescono solo ad affacciarsi ma non a entrare. E a mangiarsi una fumante pizza frutto di cinquant’anni di passione. (f.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Alessandro Brutti è, con la sorella Barbara, il titolare della storica Pizzeria Marchigiana in corso Carducci, un’istituzione in città, fondata da babbo Giorgio e mamma Diana, che proprio quest’anno festeggia i cinquant’anni di attività.
La barriera architettonica della sua pizzeria è rappresentata da una soglia all’ingresso che misura diversi centimetri. Troppi per chi è in carrozzina.
«Mi spiace vedere le persone che fanno fatica a salire – spiega – e che fanno fatica a far salire la carrozzina. Domenica scorsa ho incrociato per caso l’assessore Fausto Turbanti e gli ho chiesto a chi dovevo rivolgermi per i permessi».
Alessandro Brutti è del tutto intenzionato e ha già pensato a quale soluzione adottare.
«Vorrei far realizzare una piccola rampa dalla soglia alla strada – dice –. Ho già il permesso di occupazione del suolo pubblico per alcuni tavolini che ho qui fuori».
Pratiche burocratiche, progettazione, richieste di permesso e lavori, ormai, sono rimandate ad anno nuovo.
«Sotto Natale è difficile per tutte le tempistiche necessarie – spiega – ma a gennaio lo faremo».
E chissà se, sulla scia del buon esempio, molti altri non decidano di fare altrettanto. Se non altro, pur sempre di un investimento si tratta, visto che aprirebbe le porte a moltissimi clienti che oggi riescono solo ad affacciarsi ma non a entrare. E a mangiarsi una fumante pizza frutto di cinquant’anni di passione. (f.f.)
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