Sicurezza
Palazzina fantasma alle porte della città
I lavori non sono mai finiti dopo il fallimento dell’impresa: il Comune potrebbe intervenire per chiudere la struttura
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GROSSETO. È una palazzina fantasma quella che si apre sul retro dell’hotel I Crespi e che si affaccia su via Aurelia sud. Appartamenti, terratetto nascosti da una facciata gialla che racconta un progetto edile fatto per coppie e famiglie.
Qualcuno aveva anche già pagato l’anticipo per avere una casa nel complesso La Meridiana: fuori dal centro ma a due passi dalla città, in via Aurelia sud. Poi la cooperativa che stava costruendo è stata travolta dalla crisi e ha dovuto portare i libri in tribunale, dove è stato dichiarato il fallimento. Ci sarebbe qualcuno interessato ad acquisire quel complesso ma per ora è tutto fermo. E intanto, quegli appartamenti sono rimasti vuoti. Occupati, giorno dopo giorno, da sbandati, da persone che hanno perso la casa, da chi avrebbe come unica alternativa quella di vivere per strada. Un’alternativa ora potrebbe esserci, prima che qualche altra società si faccia avanti per portare a termine i lavori e vendere quelle abitazioni. L’idea è stata lanciata ieri durante il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito in Prefettura. Al tavolo al quale erano presenti tutti i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine al quale hanno partecipato anche il presidente del tribunale e la procuratrice capo, è arrivata la notizia del ragazzo trovato morto ai Crespi. E una delle soluzioni ipotizzate è quella di attivare la curatela fallimentare e accedere, attraverso il tribunale di Grosseto, ai fondi statali. Il Comune in questo modo non avrebbe soltanto le risorse ma anche la possibilità di intervenire e chiudere tutte le vie d’accesso alla struttura, che è appunto privata. Una soluzione, questa, che deve essere verificata con gli uffici e che potrebbe essere presto intrapresa.
Ieri mattina, nel complesso alle porte della città, sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco che hanno dovuto aprire alcune delle porte chiuse da chi abusivamente abita in quel palazzo che ancora non è stato finito.
Porte manomesse, serrature scardinate. Hanno messo lucchetti di fortuna. C’è chi ha depredato le grondaie, a caccia di rame. Il cantiere in zona Crespi è fermo da anni; gli appartamenti non sono abitati se non dagli abusivi. È un complesso fantasma che si affaccia su un albergo, dove il via vai dei disperati che abitano non solo ai margini della città ma alla periferia dell’esistenza, hanno scelto di occupare.
Carabinieri e polizia hanno organizzato diversi blitz in quel complesso e hanno quasi sempre trovato persone che ci abitavano: qualcuno con i documenti, qualcuno senza. Fino a poco tempo fa vivevano lì quasi esclusivamente uomini, ora invece è stata segnalata anche la presenza di alcune donne e di coppie che hanno deciso di utilizzare quelle stanze per fare i loro comodi.
Ieri mattina i carabinieri e la polizia municipale hanno chiesto anche l’intervento di un’ambulanza del 118 per portare all’ospedale una ragazza che da qualche tempo vive ai Crespi. Ha detto ai militari di essere incinta ed è stato deciso di portarla al pronto soccorso per una visita. Le condizioni igieniche e sanitarie di quella struttura non sono certo compatibili con una gravidanza. Ma quando serve un tetto sotto il quale dormire, va bene anche una stanza vicina a quella utilizzata come latrina.
I carabinieri, in quelle stanze, hanno trovato escrementi, hanno trovato sporcizia, fornellini da campeggio, lampade e coperte per ripararsi dal freddo. Il ventisettenne, qualche notte fa aveva freddo. Nessuno di chi abitava ai Crespi si è però accorto che in quella stanza c’era così tanto fumo da averlo ucciso.
Francesca Gori
Qualcuno aveva anche già pagato l’anticipo per avere una casa nel complesso La Meridiana: fuori dal centro ma a due passi dalla città, in via Aurelia sud. Poi la cooperativa che stava costruendo è stata travolta dalla crisi e ha dovuto portare i libri in tribunale, dove è stato dichiarato il fallimento. Ci sarebbe qualcuno interessato ad acquisire quel complesso ma per ora è tutto fermo. E intanto, quegli appartamenti sono rimasti vuoti. Occupati, giorno dopo giorno, da sbandati, da persone che hanno perso la casa, da chi avrebbe come unica alternativa quella di vivere per strada. Un’alternativa ora potrebbe esserci, prima che qualche altra società si faccia avanti per portare a termine i lavori e vendere quelle abitazioni. L’idea è stata lanciata ieri durante il Comitato per l’Ordine e la sicurezza pubblica che si è riunito in Prefettura. Al tavolo al quale erano presenti tutti i rappresentanti delle istituzioni e delle forze dell’ordine al quale hanno partecipato anche il presidente del tribunale e la procuratrice capo, è arrivata la notizia del ragazzo trovato morto ai Crespi. E una delle soluzioni ipotizzate è quella di attivare la curatela fallimentare e accedere, attraverso il tribunale di Grosseto, ai fondi statali. Il Comune in questo modo non avrebbe soltanto le risorse ma anche la possibilità di intervenire e chiudere tutte le vie d’accesso alla struttura, che è appunto privata. Una soluzione, questa, che deve essere verificata con gli uffici e che potrebbe essere presto intrapresa.
Ieri mattina, nel complesso alle porte della città, sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco che hanno dovuto aprire alcune delle porte chiuse da chi abusivamente abita in quel palazzo che ancora non è stato finito.
Porte manomesse, serrature scardinate. Hanno messo lucchetti di fortuna. C’è chi ha depredato le grondaie, a caccia di rame. Il cantiere in zona Crespi è fermo da anni; gli appartamenti non sono abitati se non dagli abusivi. È un complesso fantasma che si affaccia su un albergo, dove il via vai dei disperati che abitano non solo ai margini della città ma alla periferia dell’esistenza, hanno scelto di occupare.
Carabinieri e polizia hanno organizzato diversi blitz in quel complesso e hanno quasi sempre trovato persone che ci abitavano: qualcuno con i documenti, qualcuno senza. Fino a poco tempo fa vivevano lì quasi esclusivamente uomini, ora invece è stata segnalata anche la presenza di alcune donne e di coppie che hanno deciso di utilizzare quelle stanze per fare i loro comodi.
Ieri mattina i carabinieri e la polizia municipale hanno chiesto anche l’intervento di un’ambulanza del 118 per portare all’ospedale una ragazza che da qualche tempo vive ai Crespi. Ha detto ai militari di essere incinta ed è stato deciso di portarla al pronto soccorso per una visita. Le condizioni igieniche e sanitarie di quella struttura non sono certo compatibili con una gravidanza. Ma quando serve un tetto sotto il quale dormire, va bene anche una stanza vicina a quella utilizzata come latrina.
I carabinieri, in quelle stanze, hanno trovato escrementi, hanno trovato sporcizia, fornellini da campeggio, lampade e coperte per ripararsi dal freddo. Il ventisettenne, qualche notte fa aveva freddo. Nessuno di chi abitava ai Crespi si è però accorto che in quella stanza c’era così tanto fumo da averlo ucciso.
Francesca Gori
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