La protesta
il dolore di don enzo
Mangiava alla Caritas «Non dobbiamo abituarci a questi fatti»
GROSSETO. Abdessadek aveva solo 27 anni e qualche volta mangiava alla mensa della Caritas. Non aveva raccontato nulla di sé, ai volontari e nemmeno a don Enzo Capitani, che qualche volta lo aveva...
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GROSSETO. Abdessadek aveva solo 27 anni e qualche volta mangiava alla mensa della Caritas. Non aveva raccontato nulla di sé, ai volontari e nemmeno a don Enzo Capitani, che qualche volta lo aveva incrociato in quella grande stanza dove i senzatetto e i disperati della città vanno a mangiare un pasto caldo. Era un ragazzo come tanti, con tutti i problemi che caricano le spalle di chi non ha documenti in regola, di chi non può nemmeno trovare un lavoro o una casa, di chi non ha un euro nelle tasche. «Non veniva nemmeno tutti i giorni - ricorda don Enzo - e non ho mai conosciuto la sua storia: di fronte a una tragedia come questa, mi piacerebbe che non si urlasse e che si facesse soltanto una riflessione personale, senza andare a cercare soluzioni d’effetto che però servirebbero a ben poco». L’invito di don Enzo è quello di incominciare a dividerci il peso della povertà. «Ciascuno di noi, come cittadini - dice - dovremmo farci carico di una porzione di povertà per portare al centro di noi anche quelle periferie che non sono solo i fabbricati che stanno fuori dal centro dove chi non ha nulla trova rifugio, ma sono anche le periferie esistenziali che incontriamo ogni giorno negli altri esseri umani».
Parla con la voce rotta dal dolore, don Enzo. «A queste tragedie, a questi fatti - dice - non dobbiamo abituarci. Io non ci riesco, non ci riuscirò mai». (f.g.)
Parla con la voce rotta dal dolore, don Enzo. «A queste tragedie, a questi fatti - dice - non dobbiamo abituarci. Io non ci riesco, non ci riuscirò mai». (f.g.)
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