Il Tirreno

Grosseto

Il Comune del Giglio vince dopo 42 anni la causa con la Marina

di Ivana Agostini
Il Comune del Giglio vince dopo 42 anni la causa con la Marina

Riconosciuta l’inadempienza della società costruttrice Un fabbricato dovrà essere ceduto all’amministrazione

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ISOLA DEL GIGLIO. Si chiude, dopo 42 anni, una vicenda giudiziaria che ha visto contrapposti il Comune di Isola del Giglio e una società di costruzioni, la Marina del Giglio, condannata adesso a rispettare un atto d’obbligo sottoscritto nel 1975 che prevedeva la cessione di uno stabile al Comune.

Era la metà degli anni Settanta quando i costruttori di un complesso che doveva sostituire i fabbricati delle vecchie miniere di pirite sottoscrissero, per poter edificare, un atto d’obbligo che prevedeva la realizzazione delle opere di urbanizzazione, la costruzione di parcheggi pubblici e la consegna del tutto, una volta collaudato, al Comune del Giglio. L’atto d’obbligo prevedeva anche la cessione di un immobile da destinare a infermeria e anche una vecchia chiesetta dei minatori alla parrocchia. Tutto ciò, una volta terminata la costruzione del complesso, non venne realizzato.

La causa venne promossa per la prima volta dal Comune isolano negli anni ’90, con l’amministrazione guidata dal sindaco Armando Schiaffino. La causa è stata poi riassunta dall’amministrazione guidata da Sergio Ortelli che l’ha presentata davanti al Tar della Toscana dopo che il Tribunale di Grosseto si era dichiarato non competente. Con la riassunzione della causa si è arrivati alla sentenza finale di alcuni giorni fa che ha stabilito che Marina del Giglio deve adempiere al patto d’obbligo sottoscritto nel 1975. La sentenza è definitiva (salvo ricorso al Consiglio di Stato) e il Tar ha anche nominato un perito che dovrà fare la stima dei beni che dovranno essere trasferiti al Comune.

Soddisfatto il sindaco Ortelli che ha visto scrivere la parola fine su una vicenda iniziata quando lui era ancora un ragazzo. «Il fatto importante – commenta Ortelli – è che il Tribunale abbia giudicato valido l’atto d’obbligo e la Marina del Giglio sia stata dichiarata inadempiente. Questa sentenza traduce però l’atto d’obbligo in beni immobili e poi ci sarà la consegna all’isola del Giglio». In pratica, per Ortelli, l’aspetto davvero rilevante è che viene fatto rispettare un obbligo: «Non è corretto che si sottoscriva un atto e – aggiunge– questo non abbia seguito. È purtroppo un modo di fare di molti che vogliono speculare. È giusto che il Tar vi abbia messo fine».

Ancora, visto che l’immobile non è stato consegnato non è chiaro a cosa sarà destinato ma molto probabilmente a quella che era la sua destinazione originaria: l’infermeria. «Valuteremo cosa fare una volta accertato se la consistenza dei beni che saranno restituiti è la stessa indicata nell’atto d’obbligo – dice Ortelli– Un rammarico però non può non esserci: Peccato che ci siano voluti 42 anni. Un bellissimo risultato anche se un po’ troppo lungo da raggiungere. Alla fine però prendiamo solo il buono della sentenza che è quello di aver stabilito il senso della giustizia che era venuto meno e chi ha intenzione di speculare ci penserà».

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