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ANIMALI SELVATICI
Ceroni (Pd): «Politica incapace di trovare delle soluzioni»
ARCIDOSSO. «La situazione della presenza di animali selvatici nel Grossetano non è assolutamente più tollerabile e sostenibile e la politica pare incapace». Torna a ribadirlo Claudio Ceroni, volto...
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ARCIDOSSO. «La situazione della presenza di animali selvatici nel Grossetano non è assolutamente più tollerabile e sostenibile e la politica pare incapace».
Torna a ribadirlo Claudio Ceroni, volto noto nel panorama politico del Pd della provincia di Grosseto e che da tempo, con un nutrito gruppo di altre persone, sta muovendosi per ottenere l’interesse dei politici e soprattutto soluzioni per risolvere la questione.
Così, dopo le segnalazioni quotidiane di incidenti dovuti a ungulati, senza contare la sistematica distruzione di vigneti, seminativi, oliveti, castagneti, e dopo aver sentito lo sfogo di un agricoltore e allevatore di Arcidosso che lamentava danni di centinaia di migliaia di euro nella sua proprietà dovuti a cinghiali, caprioli, daini, lupi e ibridi, e chiedeva di non riportare i lupi su Monte Labro, al parco faunistico, come invece è stato deciso, ecco che Ceroni gli dà man forte.
«Ha descritto realisticamente la situazione della presenza di animali selvatici nelle campagne, nelle strade, nei paesi e nelle città che ormai non è più sostenibile – dice –. La politica sembra incapace di trovare soluzioni o peggio, come nel caso degli ibridi al parco faunistico, si piega al dettato regionale. Al danno economico si deve aggiungere l’allarme sociale che la presenza di cinghiali e di predatori sta creando».
Ceroni bacchetta i sindaci che sul tema non intervengono, criticando gli «imbarazzanti silenzi da parte di chi forse teme di perder il consenso dei cosiddetti animalisti».
Eppure, prosegue Ceroni, «di fronte a situazioni che minacciano l’economia di un territorio già provato da negozi che chiudono, attività artigianali che si riducono, amministratori che si contendono poche decine di alunni perché altrimenti vengono meno anche le scuole, non è possibile rimanere inerti ed in silenzio. Gli allevatori, gli agricoltori e tutti coloro seguono le vicende di un territorio che ormai si sta inselvatichendo sono così forti per cambiare la norma sul piano lupo e sulle leggi che regolano la gestione dei selvatici? Al momento temo di no. Per questo già le prossime elezioni e poi quelle comunali potranno essere un banco di prova, creando intese e raggruppamenti, perché le voci, le istanze e le necessità di chi crede che sia ancora possibile lavorare e vivere nei nostri territori trovino prima ascolto e rappresentanza nelle liste elettorali e affinché la gestione del problema sia affidata a soggetti che tutelino il lavoro, l’ambiente e il benessere dei cittadini». (f.b.)
Torna a ribadirlo Claudio Ceroni, volto noto nel panorama politico del Pd della provincia di Grosseto e che da tempo, con un nutrito gruppo di altre persone, sta muovendosi per ottenere l’interesse dei politici e soprattutto soluzioni per risolvere la questione.
Così, dopo le segnalazioni quotidiane di incidenti dovuti a ungulati, senza contare la sistematica distruzione di vigneti, seminativi, oliveti, castagneti, e dopo aver sentito lo sfogo di un agricoltore e allevatore di Arcidosso che lamentava danni di centinaia di migliaia di euro nella sua proprietà dovuti a cinghiali, caprioli, daini, lupi e ibridi, e chiedeva di non riportare i lupi su Monte Labro, al parco faunistico, come invece è stato deciso, ecco che Ceroni gli dà man forte.
«Ha descritto realisticamente la situazione della presenza di animali selvatici nelle campagne, nelle strade, nei paesi e nelle città che ormai non è più sostenibile – dice –. La politica sembra incapace di trovare soluzioni o peggio, come nel caso degli ibridi al parco faunistico, si piega al dettato regionale. Al danno economico si deve aggiungere l’allarme sociale che la presenza di cinghiali e di predatori sta creando».
Ceroni bacchetta i sindaci che sul tema non intervengono, criticando gli «imbarazzanti silenzi da parte di chi forse teme di perder il consenso dei cosiddetti animalisti».
Eppure, prosegue Ceroni, «di fronte a situazioni che minacciano l’economia di un territorio già provato da negozi che chiudono, attività artigianali che si riducono, amministratori che si contendono poche decine di alunni perché altrimenti vengono meno anche le scuole, non è possibile rimanere inerti ed in silenzio. Gli allevatori, gli agricoltori e tutti coloro seguono le vicende di un territorio che ormai si sta inselvatichendo sono così forti per cambiare la norma sul piano lupo e sulle leggi che regolano la gestione dei selvatici? Al momento temo di no. Per questo già le prossime elezioni e poi quelle comunali potranno essere un banco di prova, creando intese e raggruppamenti, perché le voci, le istanze e le necessità di chi crede che sia ancora possibile lavorare e vivere nei nostri territori trovino prima ascolto e rappresentanza nelle liste elettorali e affinché la gestione del problema sia affidata a soggetti che tutelino il lavoro, l’ambiente e il benessere dei cittadini». (f.b.)
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