La manifestazione
Squadra bloccata sull’isola da due giorni
di Gabriele Baldanzi
Solo oggi l’Alta Maremma potrà lasciare l’Elba: uno dei calciatori ha la moglie ormai vicinissima al parto
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PORTOFERRAIO . Presi in contropiede dal maltempo. Prima hanno perso la partita in casa della capolista Academy Audace Portoferraio, poi – metabolizzata la delusione sportiva – è arrivato il peggio, la mazzata.
Si concluderà oggi, per i giocatori dell’Alta Maremma, squadra di calcio grossetana di Seconda categoria, che gioca e si allena a Roccatederighi, una due giorni senza precedenti. Sconfitti sul campo per 2-0 (gol di Corsi e Badalucchi per i padroni di casa), a metà pomeriggio di domenica, al porto di Portoferraio, calciatori e dirigenti hanno appreso che l’ultima nave era partita poco prima, intorno alle 16, mentre loro inseguivano ancora il pallone nel campo del Carburo. Poi lo Scirocco si è rinforzato, il mare è diventato impossibile da attraversare, sospese le corse da e per Piombino.
Odissea in porto. Per il gruppo dell’Alta Maremma (ventitré persone tra ragazzi e accompagnatori) è iniziata così l’attesa per la ripartenza. Interminabile. Sia nella serata di domenica e poi per tutta la giornata di ieri le navi non sono uscite. Il blocco infatti si è prolungato ben oltre le 24 ore. «È da domenica pomeriggio che siamo qui ad aspettare un traghetto, ma non c’è modo di partire – racconta Alessandro Felici, allenatore-giocatore della squadra rocchigiana – domenica sera alcuni di noi sono rimasti a dormire in nave, altri hanno trovato un albergo, a Portoferraio. Nella stessa situazione c’è una squadra del Livornese, il Montenero di Terza Categoria. Siamo una cinquantina di persone».
L’attesa. Tutti ad aspettare che il maltempo allenti la presa. «Giochiamo in Seconda Categoria, mica in Serie A – racconta Felici – ognuno di noi ha un lavoro che ha dovuto sacrificare. Uno dei nostri ragazzi ha a casa la moglie incinta, che tra pochi giorni finirà il tempo; è agitatissimo e lo capisco. È una situazione antipatica che avremmo evitato volentieri». Il riferimento di mister Felici è alla Federazione che, nonostante il maltempo fosse annunciato, non ha disposto lo spostamento della gara. «C’era un’allerta meteo gialla, che dalle 13 di domenica è diventata arancione per vento e mareggiate – racconta – non credo che queste condizioni fossero inattese. Forse certi disagi (e conseguenti spese) potevano essere evitati».
Per tutta la giornata di ieri i ragazzi e i dirigenti gialloneri sono rimasti in contatto con le autorità portuali e con le famiglie. Alle 18 di eri sera è arrivata la conferma definitiva di un’altra notte da trascorrere sull’isola, in attesa di un miglioramento meteorologico. È la prima volta, in oltre 60 anni di ininterrotta attività della società (che ha giocato tantissime volte contro squadre elbane), che accade un problema di questo tipo.
Il lato positivo. «A un certo punto – conclude Felici – l’abbiamo presa a ridere e scherzare. Il tempo è passato giocando a carte e bivaccando tra albergo e porto. Ieri sera abbiamo guardato la partita della Lazio tutti insieme. Per ricaricare i cellulari ci siamo arrangiati, così come per il cambio dei vestiti. Alcuni di noi avevano giusto la tuta». I calabroni hanno fatto perfino amicizia con l’arbitro della partita, Luca Covassin di Pisa, pure lui bloccato a Portoferraio. Solidali gli avversari. Insomma, un terzo tempo durato quaranta ore. «Tre-quattro ragazzi dell’Audace – conclude il mister dell’Alta Maremma – sono rimasti con noi, ci hanno accompagnato in auto a fare delle spese. L’accoglienza è stata eccezionale, ma non avevamo dubbi. In fondo bisogna prendere il buono anche da avventure così».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Si concluderà oggi, per i giocatori dell’Alta Maremma, squadra di calcio grossetana di Seconda categoria, che gioca e si allena a Roccatederighi, una due giorni senza precedenti. Sconfitti sul campo per 2-0 (gol di Corsi e Badalucchi per i padroni di casa), a metà pomeriggio di domenica, al porto di Portoferraio, calciatori e dirigenti hanno appreso che l’ultima nave era partita poco prima, intorno alle 16, mentre loro inseguivano ancora il pallone nel campo del Carburo. Poi lo Scirocco si è rinforzato, il mare è diventato impossibile da attraversare, sospese le corse da e per Piombino.
Odissea in porto. Per il gruppo dell’Alta Maremma (ventitré persone tra ragazzi e accompagnatori) è iniziata così l’attesa per la ripartenza. Interminabile. Sia nella serata di domenica e poi per tutta la giornata di ieri le navi non sono uscite. Il blocco infatti si è prolungato ben oltre le 24 ore. «È da domenica pomeriggio che siamo qui ad aspettare un traghetto, ma non c’è modo di partire – racconta Alessandro Felici, allenatore-giocatore della squadra rocchigiana – domenica sera alcuni di noi sono rimasti a dormire in nave, altri hanno trovato un albergo, a Portoferraio. Nella stessa situazione c’è una squadra del Livornese, il Montenero di Terza Categoria. Siamo una cinquantina di persone».
L’attesa. Tutti ad aspettare che il maltempo allenti la presa. «Giochiamo in Seconda Categoria, mica in Serie A – racconta Felici – ognuno di noi ha un lavoro che ha dovuto sacrificare. Uno dei nostri ragazzi ha a casa la moglie incinta, che tra pochi giorni finirà il tempo; è agitatissimo e lo capisco. È una situazione antipatica che avremmo evitato volentieri». Il riferimento di mister Felici è alla Federazione che, nonostante il maltempo fosse annunciato, non ha disposto lo spostamento della gara. «C’era un’allerta meteo gialla, che dalle 13 di domenica è diventata arancione per vento e mareggiate – racconta – non credo che queste condizioni fossero inattese. Forse certi disagi (e conseguenti spese) potevano essere evitati».
Per tutta la giornata di ieri i ragazzi e i dirigenti gialloneri sono rimasti in contatto con le autorità portuali e con le famiglie. Alle 18 di eri sera è arrivata la conferma definitiva di un’altra notte da trascorrere sull’isola, in attesa di un miglioramento meteorologico. È la prima volta, in oltre 60 anni di ininterrotta attività della società (che ha giocato tantissime volte contro squadre elbane), che accade un problema di questo tipo.
Il lato positivo. «A un certo punto – conclude Felici – l’abbiamo presa a ridere e scherzare. Il tempo è passato giocando a carte e bivaccando tra albergo e porto. Ieri sera abbiamo guardato la partita della Lazio tutti insieme. Per ricaricare i cellulari ci siamo arrangiati, così come per il cambio dei vestiti. Alcuni di noi avevano giusto la tuta». I calabroni hanno fatto perfino amicizia con l’arbitro della partita, Luca Covassin di Pisa, pure lui bloccato a Portoferraio. Solidali gli avversari. Insomma, un terzo tempo durato quaranta ore. «Tre-quattro ragazzi dell’Audace – conclude il mister dell’Alta Maremma – sono rimasti con noi, ci hanno accompagnato in auto a fare delle spese. L’accoglienza è stata eccezionale, ma non avevamo dubbi. In fondo bisogna prendere il buono anche da avventure così».
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