Il Tirreno

Grosseto

CAMPO DI PIAZZA LULLI 

«Per il basket promesse al vento»

Il cittadino di quartiere denuncia: «Conta più l’immagine che gli atti»

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GROSSETO. La promessa di sistemare il campo da basket e l’intervento mai arrivato. In compenso, una valanga di selfie sui social network «per far apparire straordinaria anche la manutenzione ordinaria». Antonio Pignatiello, attivista del M5s e Cittadino di quartiere della zona centro, a Grosseto, alza il velo sul campo da basket di via Lulli.

A maggio Pignatiello si era fatto portavoce di un gruppo di giovani frequentatori del campo di basket, evidenziandone al Comune criticità e degrado causati da anni di incuria. «Già qualche anno fa – dice Pignatiello – questi ragazzi si autofinanziarono per poter acquistare i canestri, un cesto per i rifiuti restituendo così un minimo di decoro alla struttura». Gli agenti atmosferici però non hanno avuto pietà.

Pignatiello spiega di essere stato ricevuto dall’assessore ai lavori pubblici Riccardo Megale, la cui disponibilità lo colpì. Megale disse che il Comune era pronto a effettuare i lavori nell’area circostante e che del campo si sarebbe occupata anche la Federazione di basket.

«Sono passati 7 mesi – scrive Pignatiello – e nulla di tutto ciò è accaduto. I ragazzi continuano a giocare con un solo canestro destreggiandosi tra degrado e incuria e da circa un mese stanno provando invano a incontrare l’assessore, molto meno disponibile nei fatti di quanto ci aveva fatto credere. Il suo comportamento ci ricorda quella canzone il cui ritornello recita “siamo l’esercito dei selfie”. L’amministrazione comunale grossetana ne è stata sicuramente ispirata, dato che produce quantità industriali di foto e post della giunta sui social network per far apparire straordinaria anche la manutenzione ordinaria e fa passare per certezze quelli che sono solo proclami cui non fa seguito alcuna azione concreta». Uno scenario «di svilimento delle istituzioni a favore del marketing, dove conta più l’immagine sullo smartphone che l’atto amministrativo», a cui il M5s risponde con il Cittadino di quartiere.



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