Il dolore
"Mio marito è in carrozzina e so cosa vuol dire. Perciò il mio bar è accessibile"
Grosseto, l'esperienza di un'imprenditrice: apre un bar in via Mazzini e lo rende fruibile da tutti
GROSSETO. Per fortuna ci sono anche locali pubblici perfettamente accessibili in modo autonomo alle persone disabili. E ci sono in quello stesso centro storico della città di Grosseto dove la quasi totalità dei negozi ha scalini o soglie, all’ingresso, insormontabili per chi è in sedia a rotelle.
Ha festeggiato mercoledì scorso una settimana dall’inaugurazione il bar panetteria Mazzini 69, in via Mazzini, vicinissimo al Palazzo Mensini.
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Il pavimento è perfettamente in linea con il piano strada, l’interno ha ampi spazi per manovrare la carrozzina, il bagno è ampio e confortevole e – attenzione non banale – la cassa è in un punto dove il bancone è più basso rispetto all’espositore, in modo che il cliente che paga, seduto sulla carrozzina, può facilmente porgere il denaro e ricevere il resto.
Non è un caso che questo locale nuovo di zecca sia così a misura di persona disabile.
«Mio marito è in sedia a rotelle da quando è nato», spiega la titolare Francy Elena Achury, colombiana, da dieci anni in Italia. In Colombia Francy Elena gestiva un’attività legata alla lavorazione del formaggio, che acquistava, tagliava e vendeva al dettaglio. Qui a Grosseto ha voluto continuare a lavorare a contatto con il pubblico, nessuno escluso.
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La legge, in caso di ristrutturazioni, obbliga ad abbattere le barriere architettoniche. Questo obbligo però non è previsto in caso di manutenzioni.
«Per me è stato normale organizzare gli spazi in questo modo – spiega – perché conosco i problemi che affrontano le persone in carrozzina e i loro familiari. E non mi è costato un centesimo di più rispetto a fare una soglia rialzata». (f.f.)
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