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Ingegneri, architetti e archeologi con i cittadini

Ingegneri, architetti e archeologi con i cittadini

GROSSETO. Il progetto di partecipazione, ideato dal direttore di Clarisse Arte Mauro Papa, è in definitiva un corso d’arte itinerante, aperto a tutti i grossetani, che si svolgerà nel 2018 in...

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GROSSETO. Il progetto di partecipazione, ideato dal direttore di Clarisse Arte Mauro Papa, è in definitiva un corso d’arte itinerante, aperto a tutti i grossetani, che si svolgerà nel 2018 in collaborazione con Il Tirreno e con il sostegno del Centro Commerciale Aurelia Antica.

«Il Cantiere d’Arte Pubblica – spiega Papa – è un progetto sperimentale, che non vuole e non deve essere soltanto fabbrica di soluzioni urbanistiche, ma anche un luogo dove si crea e si condivide conoscenza e senso di appartenenza, dove si parla guardandosi negli occhi. Il modello è quello di progetti simili testati a Torino, Napoli, Belluno, Potenza. D’altra parte è il nostro compito, la promozione dell’arte pubblica locale nelle sue molteplici sfaccettature. E al Cantiere d’Arte Pubblica dedicheremo nel 2018 il consueto ciclo di incontri, stavolta incentrati sugli spazi pubblici della città, sulle piazze grossetane in degrado o in crisi di funzione».

Come funzionerà? Semplice. Da gennaio a maggio ogni due settimane in tutto “nove incontri per reinventare insieme i luoghi dell’incontro”, come recita il sottotitolo dell’iniziativa. Il giovedì la “lezione” alle Clarisse, dove esperti e partecipanti si confronteranno ogni volta su una diversa piazza; e il venerdì, già che di piazze si parla, l’incontro aperto a tutti in un luogo pubblico della piazza in questione. Qui i giornalisti del Tirreno raccoglieranno idee e suggestioni che nei giorni successivi verranno condivise con la comunità attraverso il giornale.

A giudicare dalla qualità e dalla quantità delle presenze alla presentazione di giovedì scorso, il viaggio si annuncia davvero molto interessante. Livia Fusilli è intervenuta in rappresentanza dell’Ordine degli ingegneri, insieme con alcuni membri della Commissione Giovani, come Ginestra Sgherri ed Elisa Rosso; e ha assicurato la presenza dell’Ordine agli incontri, ogni volta con schede e notizie sui luoghi in discussione.

Per l’ordine degli architetti ha parlato Alessandro Innocenti (ma in sala c’erano altri conosciutissimi professionisti come Giancarlo Tesei, Cecilia Luzzetti e Luana Barbato): «Mi piace la polemica, la provocazione e non vedo l’ora di iniziare questo percorso di confronto», ha detto Innocenti. «E riguardo alle Mura, voglio prenderle come esempio, credo che si possano rendere di nuovo vive portandoci attività, facendo sì che siano fruite, in qualunque modo».

L’archeologo Alessandro Fichera, ricordando l’esperienza delle “Invasioni digitali” sulle Mura, ha ribadito la necessità di riappropriarsi dei luoghi, anche partendo dalla consapevolezza della loro storia. E al proposito ha citato piazza della Palma (poi diventata piazza Randolfo Pacciardi), «primo insediamento della città di Grosseto» e oggi (chiosiamo noi) anonimo parcheggione in cerca d’autore.

La carne al fuoco insomma è tanta, e i tanti interventi in sala annunciano dibattiti intensi. Il giornalista Rossano Marzocchi, per esempio, ha dissentito su alcune considerazioni di Papa riguardo al murale di Zed One sotto al Cassero Senese: «Non diamo alibi o dignità di cultura a quelli che a me risultano semplicemente atti vandalici - ha tuonato Marzocchi a proposito dei writers – schizzi e scritte compiuti da sbandati e delinquenti».

Anche questo un tema di confronto. Aperto, civile e – si spera – concreto. Perché alla fine del viaggio un “progetto” su una piazza – questa è la volontà di Cap 58100 e di Fondazione Cultura – verrà proposto per il finanziamento ai mecenati attraverso l’Art Bonus. L’immaginazione dei cittadini che cambia la città: vale proprio la pena provarci.

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