Sicurezza
I negozianti: «Stop alle bici sul corso»
di Paola Villani
I commercianti: le regole ci sono ma non vengono rispettate
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FOLLONICA. «Sicurezza». «Controllo». Sono le parole che i commercianti del centro-città hanno pronunciato più spesso ai tavoli del bar Impero di via Roma dove ieri mattina si è svolta un’altra tappa di Caffè Tirreno, l’iniziativa della nostra testata per cui i giornalisti incontrano i cittadini per sapere da loro quali sono i temi dela vita cittadina che hanno più a cuore.
Sembra quasi che in centro non ci sia ordine, ma tanta confusione. «Vorremmo – dicono Alessandra Neri e Raul Battaglia, proprietari di un negozio di abbigliamento e di una tabaccheria in via Roma – che almeno al momento della chiusura delle attività venissero assicurati dei passaggi delle forze dell’ordine. Ci sentiremmo più tranquilli».
Non è solo questo il punto. Il controllo richiesto dagli esercenti si declina anche in altri ambiti: dal mantenimento del decoro, al rispetto dei divieti, passando dalla pulizia dei tombini e delle fogne fino all’esigenza di nuovi cestini e raccoglitori per i mozziconi delle sigarette.
«Vorremmo vedere più civiltà e, laddove venga a mancare, chiediamo che siano applicate le giuste sanzioni – continuano i commercianti – Uno dei problemi più fastidiosi sono le deiezioni dei cani: chi non le raccoglie, è giusto venga multato. E poi non è più tollerabile che d’estate bagnanti in costume, magari appena usciti dall’acqua, entrino nei negozi pieni di sabbia con addosso solo il costume. È una mancanza di rispetto: basterebbe dare delle regole e farle rispettare. Sempre d’estate, nel centro si riversano centinaia di venditori abusivi: posizionano la loro merce per terra, magari proprio di fronte alle nostre vetrine, e lì restano per ore».
Quello che non va giù ai negozianti è che non ci sia rispetto delle regole. «Un altro disagio arriva dal passaggio in via Roma delle biciclette: c’è un divieto, eppure l’abitudine è sempre la stessa. Non si scende dalla bici, si percorre la passeggiata sulla due ruote e così spesso succedono piccoli incidenti. Le fioriere posizionate dal Comune? Sono state spostate o riempite di cemento da qualche commerciante: non va bene, c’è un progetto, sono stati spesi dei soldi, l’arredo non va toccato».
Negli ultimi mesi si è aggiunta un altro problema per chi ha l’attività in via Roma, specialmente nel tratto che va verso il mare. Quando su Follonica si abbatte un temporale, i tombini non riescono a ricevere l’acqua piovana e la passeggiata (da via Colombo fino al lungomare) diventa un fiume in piena: i negozi si allagano e la merce si rovina. «Alcuni di noi hanno delle corti interne che usano come magazzini, anche i pozzi d’ispezione interni quando piove si alzano e l’acqua arriva ovunque – dicono ancora Neri e Battaglia – La pulizia dei tombini è una priorità”».
«Abbiamo chiesto all’amministrazione di installare nuovi cestini con posacenere – dice il presidente del Centro commerciale naturale Dolce Vita, Massimiliano Rossi – e nel contempo di provvedere al ritiro della spazzatura non la mattina intorno alle 10, come accade adesso, ma in orari in cui le attività sono chiuse. Aspettiamo dei risultati concreti».
E c’è chi pensa che il quartiere avrebbe bisogno di un restyling completo. «Dagli arredi urbani, alla pavimentazione, non dimenticandoci della viabilità – spiega Maurizio Sparpagli, proprietario di un’agenzia immobiliare in via Bicocchi – Via Colombo e via Bicocchi avrebbero bisogno di una riqualificazione, tutto il centro ne avrebbe bisogno perché la sensazione è che manchi “un filo conduttore”: è un’area pedonale? No. Una zona commerciale? Forse. Manca una progettualità condivisa, ognuno pensa al suo spazio senza avere una visione a tutto tondo della zona».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sembra quasi che in centro non ci sia ordine, ma tanta confusione. «Vorremmo – dicono Alessandra Neri e Raul Battaglia, proprietari di un negozio di abbigliamento e di una tabaccheria in via Roma – che almeno al momento della chiusura delle attività venissero assicurati dei passaggi delle forze dell’ordine. Ci sentiremmo più tranquilli».
Non è solo questo il punto. Il controllo richiesto dagli esercenti si declina anche in altri ambiti: dal mantenimento del decoro, al rispetto dei divieti, passando dalla pulizia dei tombini e delle fogne fino all’esigenza di nuovi cestini e raccoglitori per i mozziconi delle sigarette.
«Vorremmo vedere più civiltà e, laddove venga a mancare, chiediamo che siano applicate le giuste sanzioni – continuano i commercianti – Uno dei problemi più fastidiosi sono le deiezioni dei cani: chi non le raccoglie, è giusto venga multato. E poi non è più tollerabile che d’estate bagnanti in costume, magari appena usciti dall’acqua, entrino nei negozi pieni di sabbia con addosso solo il costume. È una mancanza di rispetto: basterebbe dare delle regole e farle rispettare. Sempre d’estate, nel centro si riversano centinaia di venditori abusivi: posizionano la loro merce per terra, magari proprio di fronte alle nostre vetrine, e lì restano per ore».
Quello che non va giù ai negozianti è che non ci sia rispetto delle regole. «Un altro disagio arriva dal passaggio in via Roma delle biciclette: c’è un divieto, eppure l’abitudine è sempre la stessa. Non si scende dalla bici, si percorre la passeggiata sulla due ruote e così spesso succedono piccoli incidenti. Le fioriere posizionate dal Comune? Sono state spostate o riempite di cemento da qualche commerciante: non va bene, c’è un progetto, sono stati spesi dei soldi, l’arredo non va toccato».
Negli ultimi mesi si è aggiunta un altro problema per chi ha l’attività in via Roma, specialmente nel tratto che va verso il mare. Quando su Follonica si abbatte un temporale, i tombini non riescono a ricevere l’acqua piovana e la passeggiata (da via Colombo fino al lungomare) diventa un fiume in piena: i negozi si allagano e la merce si rovina. «Alcuni di noi hanno delle corti interne che usano come magazzini, anche i pozzi d’ispezione interni quando piove si alzano e l’acqua arriva ovunque – dicono ancora Neri e Battaglia – La pulizia dei tombini è una priorità”».
«Abbiamo chiesto all’amministrazione di installare nuovi cestini con posacenere – dice il presidente del Centro commerciale naturale Dolce Vita, Massimiliano Rossi – e nel contempo di provvedere al ritiro della spazzatura non la mattina intorno alle 10, come accade adesso, ma in orari in cui le attività sono chiuse. Aspettiamo dei risultati concreti».
E c’è chi pensa che il quartiere avrebbe bisogno di un restyling completo. «Dagli arredi urbani, alla pavimentazione, non dimenticandoci della viabilità – spiega Maurizio Sparpagli, proprietario di un’agenzia immobiliare in via Bicocchi – Via Colombo e via Bicocchi avrebbero bisogno di una riqualificazione, tutto il centro ne avrebbe bisogno perché la sensazione è che manchi “un filo conduttore”: è un’area pedonale? No. Una zona commerciale? Forse. Manca una progettualità condivisa, ognuno pensa al suo spazio senza avere una visione a tutto tondo della zona».
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