Il Tirreno

Grosseto

I barman: «Multati ad agosto e in ferie forzate a dicembre»

di Giovanna Mezzana
I barman: «Multati ad agosto e in ferie forzate a dicembre»

Follonica: chi vive di Movida chiede più tolleranza alla Giunta per le attività di animazione dei locali  Un residente: «Follonichesi insofferenti alle feste, così rischiamo di diventare un quartiere per vecchi»

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FOLLONICA. Chi a Follonica vive di Movida, chiede all’amministrazione comunale di riporre il pugno di ferro. Gestori di locali e barman non cercano scorciatoie – il loro diktat è “dobbiamo rispettare le regole” – ma si aspettano un po’ di tolleranza dal fronte del governo cittadino. Il messaggio che parte dai dehors del Bar Impero, dove ieri mattina si è svolta la terza tappa follonichese di Caffè Tirreno, è dunque per la giunta del sindaco Andrea Benini.

Parliamo di Movida. O meglio, della fucina di appuntamenti a cui lavorano (o si augurano di lavorare) baristi, e titolari di pub e locali pubblici per attirare e intrattenere la propria clientela. «Ad agosto – dice Dario Macii – il bar ristorante in cui lavoro è stato multato perché le centraline Arpat, installate su richiesta di alcuni residenti, hanno rilevato uno sforamento di 4 decibel rispetto alla soglia prevista dalla norma. Ed ora ci pensiamo due volte prima di organizzare un evento in questi mesi invernali, tant’è che adesso io sono in ferie forzate: duemila euro di multa ti fanno passare la voglia di mettere su eventi, considerato anche che il conto della sanzione deve essere saldato ora, a Natale». Oltre al danno c’è persino, dunque, anche la beffa.

Dario fa il barman al bar ristorante “4 venti”. Ci tiene al suo lavoro, si capisce al volo, appena ne parla. Arriva dal mondo delle discoteche Dario e di “effetti collaterali” legati alla musica se ne intende. «Nonostante si cerchi di fare tutto nel rispetto delle regole – dice – sbattiamo sempre contro molti ostacoli. Al Comune chiediamo un regolamento un po’ più chiaro per l’intrattenimento e la musica, che ci possa agevolare almeno nei mesi di luglio ed agosto».

Quella multa da 2mila euro a Dario non va giù anche perché oltre a fare il barman si occupa anche dell’organizzazione degli eventi: «Ad agosto – dettaglia – avevamo il locale pieno di gente, ma a mezzanotte staccavamo la musica. Non è colpa nostra se poi la gente rimane in strada a fare due chiacchiere. A dirla tutta: siamo stati multati perché portiamo vita nel centro di Follonica».

Pur senza aver ascoltato cosa il barman abbia detto ai cronisti di Caffè Tirreno, c’è chi spezza una lancia a favore di chi chiede pane alla mini industria cittadina dell’animazione. «A me piace molto il centro di Follonica – dice Domenico Nocerino – peccato però che ad una certa ora diventi una zona morta. In inverno soprattutto: quando arriva l’ora di cena, via Roma si svuota». Secondo Nocerino, se il cuore della città alle 20 non batte più è un po’ colpa dei follonichesi-residenti: «Non ci sono attrattive per i giovani – spiega – e senza giovani non è possibile rivitalizzare un quartiere. Ma non è colpa dei locali, sa? Anzi. Sono i residenti che sono sempre pronti a fare denunce ed esposti e a chiamare la polizia municipale non appena c’è una festa o una serata di musica organizzata da un locale. Come è possibile pensare a uno sviluppo del tessuto cittadino in una situazione così? Si rischia di diventare un quartiere di vecchi, frequentato solo da mamme e babbi, e non da giovani».

C’è una soluzione che possa conciliare il diritto alla quiete dei residenti con l’altrettanto augurabile business di chi ha un’attività aperta al pubblico? (Ha collaborato Alfredo Faetti)

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