Attenzione
Da Mattarella al Tar il ricorso continua
Confcommercio prosegue la battaglia contro il Maremà Il Comune si prepara a pagare 10mila euro di avvocato
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GROSSETO. La battaglia contro il centro commerciale Maremà al Commendone a Grosseto non è ancora finita.
I quattro sindacati Fimaa, Federcarni, Fnaarc, Federmoda, l’associazione Confcommercio Grosseto e la società Bricolage srl, che a luglio del 2017 e a maggio del 2016 hanno presentato due ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica contro l’apertura del centro commerciale al Commendone, proseguono la battaglia al Tribunale amministrativo regionale.
I ricorsi, presentati contro Comune di Grosseto, Regione Toscana e Provincia di Grosseto, che a vario titolo hanno autorizzato il centro commerciale attraverso i propri strumenti urbanistici, e nei confronti di Unicoop Tirreno, “madre” del centro commerciale, sono stati trasposti – questo il termine tecnico – al Tar di Firenze su richiesta della controparte, che è stata accettata dai sindacati e dall’associazione di commercianti.
Un passaggio soprattutto tecnico. All’epoca del ricorso, infatti, i sei proponenti si rivolsero al Presidente della Repubblica perché i termini per presentare ricorso al Tar erano scaduti.
Nella sostanza non cambia un granché: i ricorrenti chiedono l’annullamento delle disposizioni dirigenziali relative alla costruzione del cento commerciale (ricorso del maggio 2017) e contro la cosiddetta “variante Tei” (ricorso del luglio 2016), dal nome dell’assessore all’Urbanistica della precedente amministrazione cittadina che, con una variante al Regolamento urbanistico approvata dal consiglio comunale, ha permesso all’allora costruendo centro commerciale di vedere allargata la propria superficie da 15mila a 20mila metri quadrati. Cinquemila metri quadrati in più che secondo i ricorrenti non dovevano essere concessi.
Lo scorso giugno la società Igd Siiq spa, proprietaria del complesso immobiliare, ha presentato opposizione al ricorso.
Le sorti della battaglia legale si decideranno adesso al Tar.
Il Comune di Grosseto è dunque nuovamente corso ai ripari, nominando gli avvocati Susanna Cruciani di Grosseto e Massimo Pozzi di Firenze suoi difensori.
La spesa prevista per il compenso di Pozzi (Cruciani è avvocata interna all’ente) tra ricorso principale, motivi aggiunti e oneri è di circa 10.200 euro, di cui 4mila immediatamente liquidabili. (f.f.)
I quattro sindacati Fimaa, Federcarni, Fnaarc, Federmoda, l’associazione Confcommercio Grosseto e la società Bricolage srl, che a luglio del 2017 e a maggio del 2016 hanno presentato due ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica contro l’apertura del centro commerciale al Commendone, proseguono la battaglia al Tribunale amministrativo regionale.
I ricorsi, presentati contro Comune di Grosseto, Regione Toscana e Provincia di Grosseto, che a vario titolo hanno autorizzato il centro commerciale attraverso i propri strumenti urbanistici, e nei confronti di Unicoop Tirreno, “madre” del centro commerciale, sono stati trasposti – questo il termine tecnico – al Tar di Firenze su richiesta della controparte, che è stata accettata dai sindacati e dall’associazione di commercianti.
Un passaggio soprattutto tecnico. All’epoca del ricorso, infatti, i sei proponenti si rivolsero al Presidente della Repubblica perché i termini per presentare ricorso al Tar erano scaduti.
Nella sostanza non cambia un granché: i ricorrenti chiedono l’annullamento delle disposizioni dirigenziali relative alla costruzione del cento commerciale (ricorso del maggio 2017) e contro la cosiddetta “variante Tei” (ricorso del luglio 2016), dal nome dell’assessore all’Urbanistica della precedente amministrazione cittadina che, con una variante al Regolamento urbanistico approvata dal consiglio comunale, ha permesso all’allora costruendo centro commerciale di vedere allargata la propria superficie da 15mila a 20mila metri quadrati. Cinquemila metri quadrati in più che secondo i ricorrenti non dovevano essere concessi.
Lo scorso giugno la società Igd Siiq spa, proprietaria del complesso immobiliare, ha presentato opposizione al ricorso.
Le sorti della battaglia legale si decideranno adesso al Tar.
Il Comune di Grosseto è dunque nuovamente corso ai ripari, nominando gli avvocati Susanna Cruciani di Grosseto e Massimo Pozzi di Firenze suoi difensori.
La spesa prevista per il compenso di Pozzi (Cruciani è avvocata interna all’ente) tra ricorso principale, motivi aggiunti e oneri è di circa 10.200 euro, di cui 4mila immediatamente liquidabili. (f.f.)
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