Il Tirreno

Grosseto

“Guerra” delle scuole Balocchi: «L’Unione non è un self service»

di Fiora Bonelli
“Guerra” delle scuole Balocchi: «L’Unione non è un self service»

Il sindaco di Santa Fiora contro il Comune di Castell’Azzara  che non lascia il comprensivo del tufo e sottrae alunni

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SANTA FIORA. Altro che “politically correct”. La guerra delle scuole fra Santa Fiora e Castell’Azzara irrompe col coltello fra i denti nell’Unione dei Comuni Amiata grossetana e non pare vi siano margini per ricuciture.

I fatti raccontano di poca popolazione scolastica e dei salti mortali per mantenere autonomie scolastiche che impongono numeri sopra i 400. Nel comprensivo di Santa Fiora questi numeri non ci sono e così è in bilico l’autonomia finora garantita da una reggenza.

Adesso la Regione dice basta e Santa Fiora chiede a Castell’Azzara di passare nel suo comprensivo per raggiungere quel famigerato 400. Ma Castell’Azzara, pur facendo parte dell’Unione Amiata grossetana, da anni intrattiene un rapporto “ottimale” con Sorano e Pitigliano e rifiuta di lasciare le città del tufo e di aggregarsi a Santa Fiora.

Dopo una presa di posizione di sostegno a Santa Fiora del presidente dell’Unione Jacopo Marini e un’alzata di scudi pro Castell’Azzara da parte di Sorano e Pitigliano, ecco che alla fine è lo stesso sindaco santafiorese Federico Balocchi a prendere la parola.

«L’Unione – sbotta –non è un self service da cui i municipi scelgono e prelevano in funzione dei propri bisogni. Le Unioni sono luoghi in cui si intreccia solidarietà, economia, programmazione, progettazione. Castell’Azzara sembra dimenticarlo».

Ragion per cui è corretta secondo Balocchi «la scelta dell’Unione di riportare Castell’Azzara all’interno del comprensorio amiatino anche dal punto di vista scolastico. Anche perché – dice – tutto resta come prima e cambia soltanto la forma e i riferimenti direzionali, l’assetto organizzativo del distretto scolastico. La direzione non sarebbe nelle colline del tufo, ma sull’Amiata. Il nuovo assetto non danneggerebbe nessuno, ma garantirebbe all’Amiata una direzione didattica e un coordinamento dell’azione formativa. Si manterrebbero sul territorio risorse umane, risorse finanziarie per i progetti educativi, un presidio con maggiore efficienza nei servizi didattici».

Dato che nulla si perderebbe, Balocchi dunque insinua il dubbio che «il nodo stia nei rapporti unitari e di coordinamento che gli amministratori di Castell’Azzara hanno, più ispirato a motivi politici interni che a problematiche concrete». E a questo punto l’affondo di Balocchi.

«Il ruolo di comune minore e disagiato – dice il sindaco di Santa Fiora – non può essere esercitato da Castell’Azzara sempre come una leva per ottenere qualcosa senza mai dare nulla in cambio». Alcuni esempi? Vigili urbani di Santa Fiora e pagati da Santa Fiora, urbanistica, edilizia e autorizzazioni paesaggistiche da parte dell’Unione e degli altri comuni con loro personale, uffici tecnici (dove tuttora per le manutenzioni ordinarie di viabilità e verde pubblico le responsabilità sono assunte gratis dall’ufficio tecnico di Santa Fiora, mentre le gare sono espletate dagli uffici dell’Unione), tributi (dove l’organizzazione e supporto del servizio è fornito dagli altri comuni), attività produttive (gestite dall’Unione), scuola (mense, trasporti, progetti e offerta formativa, gestiti negli anni grazie a personale di Castel del Piano e Roccalbegna e ora dell’Unione).

«Santa Fiora ha persino dato a Castell’Azzara in comodato gratuito, fin quando è stato possibile, una spazzatrice – incalza Balocchi – e sulle scuole digitali Castell’Azzara ha ottenuto i soldi per le attrezzature tecnologiche. E dal fondo dei comuni geotermici Castell’Azzara ha ottenuto 90mila euro in tre anni per abbattere il costo dei trasporti scolastici che le famiglie degli altri comuni hanno pagato a prezzo pieno». A fronte di questo, «mai una contropartita». Quindi si tratta di «un conflitto che non è neppure campanilistico, è solo conservatore».

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