Il Tirreno

Grosseto

Tassa di soggiorno A Gavorrano raddoppia la tariffa

di Giulia Sili

Manovra per rimpolpare le casse dell’amministrazione Si passa da 1,30 al giorno a 2,60 in albergo a tre stelle 

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GAVORRANO. Istituirla o meno spetta alle amministrazioni locali ma l’imposta di soggiorno – ovvero la tassa che viene applicata alle persone che alloggiano nelle strutture ricettive del territorio – può rivelarsi un’ottima opportunità per risanare le casse comunali: è il caso di Gavorrano dove l’imposta è diventata una risorsa fondamentale. Tanto importante che l’amministrazione comunale ha scelto di raddoppiare il tariffario per l’anno 2018.

E così dalla tassa di 1,30 euro per una notte in un albergo a tre stelle a breve si passerà a 2,60 euro a testa. Lo stesso vale per gli agriturismi e per tutte le altre strutture ricettive del territorio gavorranese: per ogni categoria il prezzo è esattamente raddoppiato fino ad un massimo di tre euro per gli alloggi a tre spighe e di quattro euro per le camere a cinque stelle. Un tariffario che fa risultare la tassa di Gavorrano come la più alta delle Colline Metallifere nel 2018. «Purtroppo abbiamo dovuto rivedere le tariffe per la tassa di soggiorno dal prossimo anno – ha spiegato l’assessore Daniele Tonini – le difficoltà del bilancio comunale non ci hanno lasciato margine di manovra». Per Gavorrano si parla di quasi 80 strutture ricettive tra alberghi, bed and breakfast, case vacanze, agriturismi e campeggi per un totale di circa 90mila euro di ricavo annuo e la speranza adesso è quella di raddoppiare l’introito. «L’amministrazione era contraria all’adozione della tassa e in campagna elettorale andava dicendo che si sarebbe adoperata a toglierla – ha commentato Nicola Menale di Gavorrano Bene Comune – dimostrando oggi ancora una volta incoerenza e incapacità amministrativa. I cittadini e soprattutto gli operatori del settore devono sapere che questa manovra arriva con un anno di ritardo, perché in realtà le norme non hanno permesso loro di farlo prima».

La speranza per l’amministrazione è quella dell’arrivo di tempi migliori: «alzare le tasse e le imposte non piace a nessuno – continua Tonini – Appena vi saranno le possibilità sarà abbassata e al prossimo consiglio utile porteremo la modifica del regolamento per provare ad andare incontro alle strutture almeno sul piano burocratico». Il gettito della tassa, per legge, deve essere reimpiegato nel Comune per finanziare interventi in materia di turismo, manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali e Bene Comune affonda: «sono poco chiari gli utilizzi della stessa tassa di soggiorno visto che quest’anno il Teatro delle Rocce è stato praticamente chiuso tutto l’anno». Ma quella di soggiorno è una tassa che varia molto da Comune a Comune in base alle scelte amministrative: a Montieri e a Monterotondo non esiste, mentre a Scarlino la scelta fatta dalla giunta di Marcello Stella è stata quella di applicare l’imposta solo nei mesi che vanno da maggio ad agosto, lasciando il mese di settembre libero da tassazioni. Diversa è invece la situazione a Massa marittima dove non si paga in base alle stelle della struttura ma in base al costo della camera: il massimo sono tre euro a testa per le stanze che costano più di duecento euro.

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