Il Tirreno

Grosseto

Nuovi impianti a Roselle, Ceri frena

di Enrico Pizzi
Nuovi impianti a Roselle, Ceri frena

Il presidente del Grosseto spiega che il progetto sarà realizzato «se le condizioni saranno giuste e le promesse rispettate»

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GROSSETO. «Ho detto se». Così, in pratica, si è espresso il presidente del Grosseto, Simone Ceri, nel suo intervento telefonico di lunedì sera in diretta nella trasmissione di Tv9 “Il Biancorosso”, quando la conduttrice, Moira Armini, gli ha chiesto notizie del progetto relativo ai nuovi impianti sportivi che dovrebbero essere realizzati a Roselle e i cui lavori dovrebbero partire a gennaio.

Prima di tutto non chiamatelo “Grossetello”, perché a Ceri quel nome non piace proprio, «qualcuno glielo ha dato, ma non si chiama così» ha detto, e poi ha proseguito con un esplicito «se sarà realizzato, e sottolineo se...». Incalzato dalla conduttrice, Ceri ha continuato spiegando che il progetto sarà realizzato «se le condizioni saranno giuste, se le promesse saranno rispettate» e alla successiva richiesta di spiegazioni da parte di Moira Armini, Simone Ceri ha fatto capire che la società avrebbe fatto tutto quello che doveva fare, ma che mancherebbe ancora qualche tassello. «Noi – ha detto Simone Ceri – abbiamo già chiuso tutto il cerchio. Certo è che ancora qualcosa manca e chi deve muoversi sa a cosa mi riferisco». Inutili gli sforzi di Moira Armini per portare Ceri a essere più esplicito. «Non è tempo adesso» ha detto. E sull’ipotesi dei lavori che dovrebbero partire a gennaio ha puntualizzato che sarebbe meglio usare «potrebbero» al posto di dovrebbero. Più loquace, il presidente, quando la conduttrice de Il Biancorosso l’ha invitato a parlare delle opportunità che si aprirebbero con la realizzazione del centro sportivo. «Siamo consapevoli – ha detto – del fatto che questo centro sportivo può essere una grande opportunità non solo per Roselle ma per tutta la città, porterebbe un indotto importante, anche perché potremmo portare qui tornei internazionali giovanili».

Poi Ceri è tornato a sottolineare i problemi. «Il fatto è – ha detto – che nella vita ci sono due mani, una per dare e una per avere. Quando uno dà e basta, alla fine si stanca. Bisogna vedere – ha concluso – se si stanca presto o tardi, io sono uno che si stanca presto». Insomma, considerando che l’interlocutore della società sportiva è il Comune e che l’amministrazione ha già completato tutto ciò che c’era da fare per dare il via alla realizzazione del progetto, compreso un rinnovo e un prolungamento a 35 anni della concessione dell’impianto di Roselle, approvato solo poche settimane fa, viene da chiedersi quali siano le condizioni “giuste” e quali le promesse che sarebbero state fatte e che, evidentemente, non sarebbero state rispettate. La questione non è di poco conto, perché l’investimento da quasi tre milioni di euro sugli impianti sportivi di Roselle è parte integrante, come partenariato privato, del progetto complessivo “Grosseto città diffusa” con cui il Comune ha ottenuto un finanziamento di quasi 10 milioni di euro, a fondo perduto, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. E il finanziamento dovrebbe essere subordinato alla realizzazione di tutti i progetti.

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