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Grosseto

La difesa di Pesucci: ecco cosa davamo in cambio

Il Comitato festeggiamenti di Arcille, per bocca di Elismo Pesucci e di Enrico Comandi, si è sempre difeso portando a giustificazione le attività svolte nella sede, i donativi alla chiesa e all’asilo,...

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Il Comitato festeggiamenti di Arcille, per bocca di Elismo Pesucci e di Enrico Comandi, si è sempre difeso portando a giustificazione le attività svolte nella sede, i donativi alla chiesa e all’asilo, i servizi offerti alla comunità in luogo del Comune, come il centro estivo per i ragazzi. E poi il successo della sagra del porcino, che in estate faceva di Arcille la capitale gastronomica della Maremma con ospiti che portavano soldi anche agli esercenti del paese.

In ultimo gli investimenti: i vertici del Comitato hanno dichiarato di aver speso oltre 100mila euro in attrezzature professionali, che al termine della concessione sarebbero diventate di proprietà comunale. L’azione in autotutela compiuta dal Comune di Campagnatico nel 2015 (ai tempi in cui il sindaco era Luca Ricciardi, centrosinistra) fu bollata come «persecuzione, nata da antipatie politiche e personali». Da qui il doppio ricorso al Tar, prima per chiedere la sospensiva sugli atti che, di fatto, hanno poi condizionato le attività successive del Comitato, poi domandandone l’annullamento. Ricorsi respinti. Nell’estate 2015, dopo che al Comitato era stata sfilata la sede, a seguito della revoca della convenzione, scoppiò ad Arcille la guerra delle sagre. Da una parte il Comitato con Pesucci e Comandi, dall’altra il gruppo sportivo Atletico Arcille, organizzatore nella piazza della frazione di una sorta di controsagra, sempre a base di porcino. Ci fu perfino un attentato incendiario dai contorni mai chiariti. Ora resta da vedere cosa farà il Comune, tornato in mano

al centrodestra. (g. b.)

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