Il Tirreno

Grosseto

Il pesce di frodo finisce nel piatto di 50 studenti

di Elisabetta Giorgi
Il pesce di frodo finisce nel piatto di 50 studenti

Bracconiere era stato scoperto e denunciato a Giannutri. Ora il caso “fa scuola” Il dentice sequestrato viene servito in aula durante una lezione sulla legalità

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ISOLA DEL GIGLIO. Intorno a metà ottobre un pescatore di frodo era stato scoperto nel mare di Giannutri. Fotografato dall’alto con un drone, aveva subìto il sequestro non solo dell’attrezzatura ma pure della barca e del pescato: un bel dentice da 3 chili.

Un segnale forte lanciato dai carabinieri Forestali dell’isola del Giglio per denunciare chi fa “bracconaggio ittico” in un luogo protetto nel parco nazionale dell’arcipelago toscano. Il responsabile era stato identificato e denunciato; ne avevamo già dato notizia. Ma cos’è successo poi? Stefano Feri, vicepresidente dell’ente parco dell’arcipelago toscano che ha seguito la vicenda, spiega che seppur le pratiche giudiziarie stanno andando avanti per la propria strada, l’attrezzatura da pesca e la piccola barca sono state riconsegnate in questi giorni al proprietario, il quale ha dichiarato che ciò costituisce il suo unico mezzo di sostentamento. E il pescato? Qui si apre un capitolo a parte. Il dentice è rimasto congelato e tenuto finora in una cella frigo, finché le forze dell’ordine non hanno avuto dal magistrato l’ok per concretizzare un’idea che covavano: quella di donare il pesce («un signor dentice di circa 3 kg» come riporta il sito Giglio news) alla mensa scolastica di Isola del Giglio.

«Così è nata un’iniziativa molto istruttiva in collaborazione tra carabinieri Forestali, Comune di isola del Giglio e Parco Nazionale Arcipelago Toscano - dice Feri - Il dentice, illegalmente pescato, è stato cucinato per fare un ottimo sugo per la pasta per i bambini della scuola (media ed elementare) dell’isola». Circa 50 bambini raggruppati al Castello hanno insomma pasteggiato con il corpo del reato.

Per una sorta di benefico contrappasso il pesce di frodo è stato impiegato per una giusta causa, diventando materia per una lezione esemplare di circa 2 ore sulla legalità, tenuta dai carabinieri forestali con tanto di proiezioni e slides alla lavagna. «Nell’occasione anche l’ente parco ha incontrato i bimbi per spiegare l’accaduto - dice Feri - e i temi legati alla tutela ambientale. E loro hanno ben compreso l’importanza delle zone di tutela e di ripopolamento che vanno a beneficio anche della pesca corretta. Hanno fatto 1000 domande, comprendendo quanto scorretto fosse stato andare a pesca di frodo in quel meraviglioso tratto di mare protetto».

Sempre il Parco ha consegnato alcuni taccuini «per il bio watching che potranno essere di grande aiuto per gli studenti». Grazie al prezioso lavoro degli insegnanti, i baby alunni sono stati molto attenti e hanno risposto incuriositi «consentendoci di trascorrere una giornata molto costruttiva e di riconsegnare un po’ di dignità a quel pesce così scorrettamente prelevato dal mare». Una sorta di lezione inedita «e saporita» sulla legalità, infarcita da un ottimo sugo e che ha tenuto incollati i bimbi allo schermo. Intanto il Parco dell’arcipelago sta continuando le sue azioni a tutela, cura e monitoraggio di questa splendida perla del Tirreno.

A Giannutri, è operativo il presidio fisso dei carabinieri Forestali; mentre in mare operano la Capitaneria e la Guardia di Finanza con una presenza sempre più incisiva. Si attendono i dati del bracconaggio ittico di fine anno. Certo è che la vita dei bracconieri è più difficile di un tempo. L’idea su Giannutri – conclude Feri – è «quella di potenziare il sistema delle boe per i diving e aumentare la parte destinata alla fruibilità dei sub per favorire l’economia del settore e creare presupposti per un maggiore ripopolamento ittico».



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