La manifestazione
Si dimette da consigliere: «Ruolo inutile»
di Alfredo Faetti
Borelli, capogruppo di Massa Comune, sbatte la porta: «Impossibile confrontarsi e fare proposte»
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MASSA MARITTIMA. «Non ritengo più opportuno fare una presenza inutile e passiva perché impossibilitato a dare un contributo», scrive in un lungo intervento. «Non ritengo più opportuno vigilare e segnalare illeciti agli organi di controllo perché insensibili ai problemi di una cittadina ormai dimenticata».
È con queste parole che Fiorenzo Borelli, capogruppo di Massa Comune e già candidato a sindaco per la civica, rassegna le sue dimissioni da consigliere. Non per «contrasti interni a Massa Comune», che continuerà a sostenere, «ma come forma di protesta verso la maggioranza», con cui non ci sarebbe opportunità né di dialogo né di confronto.
Borelli parla di «impossibilità a interagire» e a «fare proposte esaminabili» e per questo ritiene che «ogni nostra presenza legalmente riconosciuta come la presenza in consiglio sia mortificante, insignificante e inutile».
L’ormai ex capogruppo di Massa Comune non ha mai nascosto il suo disagio durante i consigli comunali di Massa Marittima: talvolta ne ha criticato i meccanismi in sala, altre volte è uscito prima della fine della seduta, altre le ha disertate. Al suo posto dovrebbe entrare, stando alla lista dei non eletti, Francesco Mazzei, ma è possibile che Mazzei lasci spazio al secondo: Cristian Verniani.
Intanto, quel che emerge sono le dimissioni cariche di astio per un ruolo, a detta di Borelli, mai svolto a pieno. «Fare opposizione significa vigilare sull’operato della maggioranza e lanciare proposte concrete», scrive, ma anche «operare con i propri membri nelle commissioni consiliari per costruire e dare un valido contributo». Ma le commissioni, continua, «sono state abbandonate e lasciate morire», mentre in consiglio «le mozioni di Massa Comune o si bocciano o, se moralmente costretti, si approvano ma si lasciano morire».
È proprio su questo che Borelli, congedandosi, punta l’attenzione: «L’assoluta mancanza di collaborazione o quanto meno di dialogo», giustificata «con la solita decrepita, stantia ed insulsa motivazione che dentro Massa Comune ci sono personaggi brutti e cattivi: la tecnica con cui la maggioranza si muove verso i cittadini verte sul tentativo di convincimento che tutto va bene».
Il riferimento è a vicende note. «Il debito Area Molendi viene rinviato, ma intanto cresce (promesse di transazione non sostenute da pareri dei tecnici) – continua Borelli – La pulizia della città è in continuo decremento ma ad Ato Sud continuiamo a pagare soldi, buoni e zitti; il turismo non solo non decolla ma diminuisce» e altre questioni ancora, dalle partecipate allo sviluppo.
«Al termine di ogni consiglio, senza peccare di presunzione, non posso che vergognarmi di aver speso ore del mio tempo con gente che non vuole, non può e non deve dialogare», conclude l’ex capogruppo.
Nel fare un passo indietro, Borelli vuole lanciare però un messaggio di speranza. «Colgo l’occasione per esprimere il desiderio che molti nostri simpatizzanti decidano di partecipare attivamente alla vita della lista – dice – soprattutto se giovane, perché i giovani – conclude – devono trovare la voglia di far cambiare passo alla nostra cittadina».
È con queste parole che Fiorenzo Borelli, capogruppo di Massa Comune e già candidato a sindaco per la civica, rassegna le sue dimissioni da consigliere. Non per «contrasti interni a Massa Comune», che continuerà a sostenere, «ma come forma di protesta verso la maggioranza», con cui non ci sarebbe opportunità né di dialogo né di confronto.
Borelli parla di «impossibilità a interagire» e a «fare proposte esaminabili» e per questo ritiene che «ogni nostra presenza legalmente riconosciuta come la presenza in consiglio sia mortificante, insignificante e inutile».
L’ormai ex capogruppo di Massa Comune non ha mai nascosto il suo disagio durante i consigli comunali di Massa Marittima: talvolta ne ha criticato i meccanismi in sala, altre volte è uscito prima della fine della seduta, altre le ha disertate. Al suo posto dovrebbe entrare, stando alla lista dei non eletti, Francesco Mazzei, ma è possibile che Mazzei lasci spazio al secondo: Cristian Verniani.
Intanto, quel che emerge sono le dimissioni cariche di astio per un ruolo, a detta di Borelli, mai svolto a pieno. «Fare opposizione significa vigilare sull’operato della maggioranza e lanciare proposte concrete», scrive, ma anche «operare con i propri membri nelle commissioni consiliari per costruire e dare un valido contributo». Ma le commissioni, continua, «sono state abbandonate e lasciate morire», mentre in consiglio «le mozioni di Massa Comune o si bocciano o, se moralmente costretti, si approvano ma si lasciano morire».
È proprio su questo che Borelli, congedandosi, punta l’attenzione: «L’assoluta mancanza di collaborazione o quanto meno di dialogo», giustificata «con la solita decrepita, stantia ed insulsa motivazione che dentro Massa Comune ci sono personaggi brutti e cattivi: la tecnica con cui la maggioranza si muove verso i cittadini verte sul tentativo di convincimento che tutto va bene».
Il riferimento è a vicende note. «Il debito Area Molendi viene rinviato, ma intanto cresce (promesse di transazione non sostenute da pareri dei tecnici) – continua Borelli – La pulizia della città è in continuo decremento ma ad Ato Sud continuiamo a pagare soldi, buoni e zitti; il turismo non solo non decolla ma diminuisce» e altre questioni ancora, dalle partecipate allo sviluppo.
«Al termine di ogni consiglio, senza peccare di presunzione, non posso che vergognarmi di aver speso ore del mio tempo con gente che non vuole, non può e non deve dialogare», conclude l’ex capogruppo.
Nel fare un passo indietro, Borelli vuole lanciare però un messaggio di speranza. «Colgo l’occasione per esprimere il desiderio che molti nostri simpatizzanti decidano di partecipare attivamente alla vita della lista – dice – soprattutto se giovane, perché i giovani – conclude – devono trovare la voglia di far cambiare passo alla nostra cittadina».
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