Sicurezza
Pulizia fondali, Micoperi stoppa i lavori
di Ivana Agostini
Il sindaco dell’isola del Giglio Ortelli: «Decisione unilaterale della società e fulmine a ciel sereno: sono preoccupato»
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ISOLA DEL GIGLIO. «La Micoperi 30 ha interrotto le attività di pulizia e ripristino dei fondali dell’isola del Giglio». La conferma arriva dal sindaco dell’isola, Sergio Ortelli.
I fondali devono essere ripuliti dopo il naufragio della Concordia. «Quella di interrompere i lavori – spiega il primo cittadino – è una decisione unilaterale della società che si sta occupando di ripristinare i fondali dopo il naufragio della Concordia». Per Ortelli si tratta di «un fulmine a ciel sereno» in un momento in cui pregustava la fine dei lavori. Sembra invece che la parola fine per il momento e stando così le cose non potrà essere scritta nel rispetto dei tempi che, di fatto, si sono già allungati rispetto al previsto. «Dal nostro punto di vista – continua – non possiamo fare altro che prenderne atto salvo fare gli approfondimenti del caso».
La notizia ha quindi sorpreso Ortelli che tutto avrebbe pensato tranne che di svegliarsi e trovare la Micoperi pronta a smantellare il cantiere e andare a Porto Santo Stefano. «Sono in contatto con la Costa Crociere per i chiarimenti e per essere il più possibile aggiornato – aggiunge il sindaco –. Sento una forte preoccupazione proprio adesso che ci avviavamo verso la conclusione dei lavori che si sarebbero conclusi entro la fine dell’anno. È inspiegabile questa situazione. Siamo a un passo dalla fine di questa triste vicenda e invece ancora non riusciamo a scrivere la parola fine».
Una situazione che lascia Ortelli senza parole. Il sindaco, che ieri avrebbe potuto pensare ai suoi fondali ripuliti entro fine anno, non può farlo. Una decisione “unilaterale” che potrebbe aprire vari scenari. I fondali dovranno essere comunque ripuliti totalmente e le operazione si potranno dire concluse solo dopo il raggiungimento delle certificazioni che dimostreranno che sono perfettamente a posto.
Dopo il naufragio sui fondali del Giglio c’era di tutto: decine di “corpi morti” serviti per l’ancoraggio delle panne antinquinamento, oltre al falso fondale in sacchi di malta cementizia creato per sostenere la nave coricata su un fianco, parabordi abbandonati, cavi d’acciaio, distese di mitili atlantici arrivati con i pontoni, morti per le acque troppo calde del Giglio e precipitati sul fondale soffocando le già sofferenti praterie di Posidonia.
La nave aveva lasciato il Giglio il 23 luglio del 2014. Se la Micoperi tornerà o meno a finire quello che lascia in sospeso nemmeno il sindaco pare saperlo. Micoperi ha iniziato a smantellare il cantiere. Nei prossimi giorni potrà farsi chiarezza,
I fondali devono essere ripuliti dopo il naufragio della Concordia. «Quella di interrompere i lavori – spiega il primo cittadino – è una decisione unilaterale della società che si sta occupando di ripristinare i fondali dopo il naufragio della Concordia». Per Ortelli si tratta di «un fulmine a ciel sereno» in un momento in cui pregustava la fine dei lavori. Sembra invece che la parola fine per il momento e stando così le cose non potrà essere scritta nel rispetto dei tempi che, di fatto, si sono già allungati rispetto al previsto. «Dal nostro punto di vista – continua – non possiamo fare altro che prenderne atto salvo fare gli approfondimenti del caso».
La notizia ha quindi sorpreso Ortelli che tutto avrebbe pensato tranne che di svegliarsi e trovare la Micoperi pronta a smantellare il cantiere e andare a Porto Santo Stefano. «Sono in contatto con la Costa Crociere per i chiarimenti e per essere il più possibile aggiornato – aggiunge il sindaco –. Sento una forte preoccupazione proprio adesso che ci avviavamo verso la conclusione dei lavori che si sarebbero conclusi entro la fine dell’anno. È inspiegabile questa situazione. Siamo a un passo dalla fine di questa triste vicenda e invece ancora non riusciamo a scrivere la parola fine».
Una situazione che lascia Ortelli senza parole. Il sindaco, che ieri avrebbe potuto pensare ai suoi fondali ripuliti entro fine anno, non può farlo. Una decisione “unilaterale” che potrebbe aprire vari scenari. I fondali dovranno essere comunque ripuliti totalmente e le operazione si potranno dire concluse solo dopo il raggiungimento delle certificazioni che dimostreranno che sono perfettamente a posto.
Dopo il naufragio sui fondali del Giglio c’era di tutto: decine di “corpi morti” serviti per l’ancoraggio delle panne antinquinamento, oltre al falso fondale in sacchi di malta cementizia creato per sostenere la nave coricata su un fianco, parabordi abbandonati, cavi d’acciaio, distese di mitili atlantici arrivati con i pontoni, morti per le acque troppo calde del Giglio e precipitati sul fondale soffocando le già sofferenti praterie di Posidonia.
La nave aveva lasciato il Giglio il 23 luglio del 2014. Se la Micoperi tornerà o meno a finire quello che lascia in sospeso nemmeno il sindaco pare saperlo. Micoperi ha iniziato a smantellare il cantiere. Nei prossimi giorni potrà farsi chiarezza,
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