Il dolore
scarlino
Inceneritore, Benini apre alle rsu
Chiederà alla Regione garanzie per gli ammortizzatori sociali
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SCARLINO. Il sindaco da una parte, le rsu di Scarlino Energia dall’altra. Il faccia a faccia tra l’amministrazione di Follonica e gli operai dell’inceneritore è avvenuto ieri poco prima di pranzo, arrivato dopo i botta e risposta tra le parti dei giorni scorsi. Dall’incontro qualcosa è emerso: c’è stato l’impegno a chiedere un tavolo con la Regione Toscana per discutere di ammortizzatori sociali e potenziali alternative all’incenerimento. Il tavolo potrebbe essere già richiesto all’inizio del 2018.
Il sindaco Andrea Benini non si è nascosto e ha ribadito la posizione della sua amministrazione, che «non è contraria, a prescindere, all’incenerimento», ma che tiene conto delle sentenze del Tar e dei rischi paventati legati alla salute. Come ha detto nei giorni scorsi, «un sindaco non può restare indifferente di fronte a un rischio per la salute dei cittadini e dei lavoratori».
Si tratta di una posizione che le rsu hanno subito contestato, rimarcando che Asl e Arpat hanno dato il proprio ok alle autorizzazioni.
Al di là delle parti, c’è la questione di trentacinque dipendenti e rispettive famiglie rimaste senza impiego: tali lavoratori in altri tempi sarebbero stati riassorbiti dal tessuto economico del territorio, ma non oggi, come dimostrano le crisi delle acciaierie piombinesi, di Unicoop per citare quelle più evidenti.
Su questo piano, Benini ha preso un impegno concreto: è pronto a bussare alla porta della Regione perché venga inaugurato un tavolo: a primavera c’è il rischio che gli ammortizzatori si esauriscano e per questo chiederà una via d’uscita.
Altro argomento da portare sul tavolo fiorentino sarà quello di discutere concretamente delle alternative all’incenerimento: non nell’immediato ma nel lungo periodo, cercando così di superare questa attività. Il confronto tra Comune, Regione e rsu dovrebbe iniziare nella prima parte del 2018, per evitare che la cassa integrazione si esaurisca. Intanto prenderà il via il nuovo iter per le autorizzazioni dell’inceneritore, dato che Scarlino Energia ha appena presentato la documentazione richiesta dal Tar. (a.f.)
Il sindaco Andrea Benini non si è nascosto e ha ribadito la posizione della sua amministrazione, che «non è contraria, a prescindere, all’incenerimento», ma che tiene conto delle sentenze del Tar e dei rischi paventati legati alla salute. Come ha detto nei giorni scorsi, «un sindaco non può restare indifferente di fronte a un rischio per la salute dei cittadini e dei lavoratori».
Si tratta di una posizione che le rsu hanno subito contestato, rimarcando che Asl e Arpat hanno dato il proprio ok alle autorizzazioni.
Al di là delle parti, c’è la questione di trentacinque dipendenti e rispettive famiglie rimaste senza impiego: tali lavoratori in altri tempi sarebbero stati riassorbiti dal tessuto economico del territorio, ma non oggi, come dimostrano le crisi delle acciaierie piombinesi, di Unicoop per citare quelle più evidenti.
Su questo piano, Benini ha preso un impegno concreto: è pronto a bussare alla porta della Regione perché venga inaugurato un tavolo: a primavera c’è il rischio che gli ammortizzatori si esauriscano e per questo chiederà una via d’uscita.
Altro argomento da portare sul tavolo fiorentino sarà quello di discutere concretamente delle alternative all’incenerimento: non nell’immediato ma nel lungo periodo, cercando così di superare questa attività. Il confronto tra Comune, Regione e rsu dovrebbe iniziare nella prima parte del 2018, per evitare che la cassa integrazione si esaurisca. Intanto prenderà il via il nuovo iter per le autorizzazioni dell’inceneritore, dato che Scarlino Energia ha appena presentato la documentazione richiesta dal Tar. (a.f.)
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